Le spettano 90 mila euro ma non li riceve da anni, tifernate fa causa alle Poste e vince

Le spettano 90 mila euro ma non li riceve da anni, tifernate fa causa alle Poste e vince

La donna aveva maturato la cifra grazie a due Buoni fruttiferi ma la società diceva di aver già pagato un altro (ignoto) utente, il giudice del tribunale civile condanna le Poste alla liquidazione integrale

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E’ finita al tribunale civile di Perugia l’intricata vicenda che ha visto una tifernate richiedere (invano) circa 90 mila euro a Poste Italiane. E solo oggi, dopo tanti anni, il giudice Teresa Giardino ha condannato la società alla liquidazione integrale dei Buoni Fruttiferi Postali, oltre agli interessi legali.

A segnalare il caso erano stati i legali della donna, gli avvocati Dario Pellegrini e Andrea Serafini. La signora – come hanno spiegato i due legali – era cointestataria di due Buoni Fruttiferi Postali serie O “con pari facoltà di rimborso”, emessi il 28 marzo 1983 con scadenza a 30 anni. Alla data della scadenza, ben 4 anni fa, la signora si era recata allo sportello delle poste per incassare. In filiale, però, si era sentita rispondere che i due buoni erano stati già pagati (non si sa bene a chi) addirittura prima del 2000.

La tifernate, che non aveva mai avuto notizie da Poste e a cui non risultava affatto la liquidazione dei buoni, aveva così chiesto ulteriori spiegazioni e soprattutto le prove dell’avvenuto pagamento. “Poste, in riscontro, – aggiungono gli avvocati della donna – si era limitata a dire che i buoni erano stati pagati anni addietro, senza fornire alcuna prova scritta di quanto sostenuto, come ricevute quietanze”.

Esasperata dal comportamento di Poste la signora, prima personalmente poi tramite l’associazione consumatori Adic aveva cominciato a sporgere formali reclami rimasti senza esito. Lo scorso anno gli avvocati avevano personalmente inviato un ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario del Collegio di Roma, che ha integralmente accolto le richieste. Nonostante questa piena vittoria, però, le Poste non avevano proceduto alla liquidazione dei buoni. Da qui la decisione di andare al tribunale civile che, come detto, ha accolto le richieste della tifernate.

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