Lavoratori ex Pozzi di nuovo in agitazione / Ieri “blocco”di 2 ore, si pensa a presidio in tribunale - Tuttoggi

Lavoratori ex Pozzi di nuovo in agitazione / Ieri “blocco”di 2 ore, si pensa a presidio in tribunale

Redazione

Lavoratori ex Pozzi di nuovo in agitazione / Ieri “blocco”di 2 ore, si pensa a presidio in tribunale

Gio, 20/02/2014 - 12:13

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Jac. Bru.

Sono di nuovo in agitazione i lavoratori delle aziende Ims e Isotta Fraschini di Spoleto, protagonisti ieri di un blocco lavorativo di due ore per protestare contro l’ennesimo ritardo nel pagamento degli stipendi e la mancanza di una qualsiasi prospettiva concreta di ripresa. Si starebbe infatti complicando, stando ad alcune voci che si rincorrono, l’accordo ipotizzato nelle ultime settimane tra il gruppo Casti, proprietario del polo industriale, e la cordata di imprenditori umbri che si erano detti disponibili a presentare un’offerta l’acquisizione del comparto della ghisa (Ims).

L’incontro tra i due soggetti avrebbe già avuto luogo ma il gruppo di imprenditori, le cui identità rimangono tra l’altro celate sotto il massimo riserbo, non avrebbe gradito la proposta avanzata dalla proprietà di subentrare in affitto per un anno, ritenendo tale coperta “troppo corta” per poter garantire gli investimenti necessari al rilancio produttivo dell’azienda. Non va dimenticato inoltre che il 6 marzo, a meno di ulteriori proroghe, proprietà e creditori si ritroveranno di nuovo seduti al tavolo del giudice Roberto Laudenzi per definire, in un modo o nell’altro, la procedura di concordato. I tempi, quindi, sono davvero molto stretti.

I lavoratori, dopo il blocco spontaneo di ieri, starebbero pensando ad un nuovo presidio in tribunale il 6 marzo, come già fecero nel gennaio 2013 dopo aver sfilato in corteo, insieme ai colleghi della Panetto e Petrelli, lungo le strade centro storico. “Proroga o no – fanno sapere a Tuttoggi.info – noi saremo lì per ricordare alla proprietà aziendale e alle istituzioni che non siamo più disposti a farci prendere in giro, che non possono toglierci anche la speranza del futuro dopo averci tolto gli stipendi”.

Già, gli stipendi, altro problema senza soluzione. Gli emolumenti sono fermi alla prima tranche di dicembre e ad un terzo della tredicesima (che era stata frazionata in tre parti), e a questi ritardi si sta accumulando anche la mensilità di gennaio. “Se queste aziende hanno ancora una speranza, se per noi lavoratori c’è ancora un speranza, è questo il momento di dircelo una volta per tutte. Basta speculazioni sulla nostra pelle”.

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