L’Aeroporto San Francesco di Assisi replica a TuttOggi.info e richiama all'”accortezza” tutti i media

L’Aeroporto San Francesco di Assisi replica a TuttOggi.info e richiama all'”accortezza” tutti i media

Nella lunga nota si parte da un nostro articolo per arrivare a considerazioni che toccano la mancanza di fondi, “alcuni errori” e le criticità che lo scalo umbro vive

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Riceviamo e pubblichiamo qui di seguito, una richiesta di replica al nostro articolo Aeroporto Perugia, ed ecco a voi Linkedin, Facebook e Instagram…a reazione | E si va tutti a quel paese. Accogliamo con piacere un’interlocuzione con l’aeroporto “San Francesco di Assisi” – potremmo aggiungere finalmente – sottolineando che la “lettura spesso incredibilmente di superficie, se non totalmente assente” che ci viene attribuita (e che ovviamente rigettiamo) e con noi in maniera allargata un po’ a tutti i media, è dipesa a nostro modesto avviso proprio alla mancanza di una comunicazione costruttiva, che noi di TuttOggi.info abbiamo sempre cercato con il CdA  e la presidenza di SASE o chi di competenza. 

La replica, che pubblichiamo in forma integrale, parte del nostro sopra citato articolo per approdare a considerazioni ben più generali che chiamano in causa la mancanza di fondi, “alcuni errori” e le criticità che lo scalo umbro ha vissuto e con le quali convive tuttora, portando alla disponibilità dei nostri lettori dati interessanti dei quali in questo contesto prendiamo atto con fiducia e non commentiamo.

In merito, ci preme però ribadire che sono proprio i “dati e fatti incontrovertibili” di cui si parla nella nota che permettono ai giornali come il nostro di raccontare al meglio la tanto sollecitata “realtà delle cose”. E di raccontarla con quell’“accortezza” che la nostra testata ha sempre usato – senza “immaginare” nulla, visto che nulla ci è mai stato finora smentito. Anche nei suoi passaggi più critici, ironici ed esortativi nei confronti della gestione di un pubblico servizio, quello dell’aeroporto, così fondamentale e vitale in una regione piccola e chiusa come l’Umbria. [Sara Cipriani – Direttore]

Di seguito la nota di SASE:

“In risposta al vostro articolo del 27 febbraio scorso vorremmo gentilmente precisare che la recente apertura dei profili social dell’Aeroporto San Francesco di Assisi costituisce un semplice tentativo di arricchire, senza spesa alcuna, l’attività promozionale dello scalo umbro.

Le considerazioni sul fatto che i social in futuro possano essere più o meno utili non debbono certo impedire di intraprendere tutte le iniziative possibili per accrescere l’informazione sugli attuali voli disponibili ed aumentare le possibilità di contatto, in modo estremamente facile, con i potenziali utenti. Sarebbe invece fortemente criticabile il contrario, cioè non approfittare di questi nuovi mezzi di comunicazione diretta.

L’utilizzo dei social, così come l’inaugurazione dei nuovi servizi interni alla stazione aeroportuale, non ha comunque nulla a che vedere con il numero di voli attivi e, tanto meno, con l’eventuale realizzazione, da parte di soggetti esterni alla nostra società, di una importante “Scuola di volo” internazionale.

Riteniamo necessario ricordare ai vostri gentili lettori che i voli attivati da un aeroporto sono essenzialmente legati a due parametri: la quantità di risorse disponibili per attrarre compagnie aeree e stimolare la sperimentazione di nuove rotte, e l’attrattiva turistica ed imprenditoriale dei territori circostanti lo scalo, oltre alle condizioni economico-sociali degli stessi ed alla popolazione residente interessata da questo tipo di servizi.

Rispetto alle risorse necessarie un esempio eloquente può essere quello di Cuneo, il cui aeroporto, vicino a quello di Torino e con un traffico passeggeri di poco superiore alla metà di quello perugino, gode di ben sei milioni di euro soltanto per l’assegnazione di contributi alle compagnie, contro i circa due milioni trecentomila dell’aeroporto San Francesco.

Per non dire degli oltre dodici milioni versati dall’aeroporto di Trapani alla sola Ryanair. Potremmo proprio affermare che la più importante capacità manageriale di uno scalo è la quantità di denaro che territorio, istituzioni e associazioni di vario genere riescono ad investire su un importante strumento di sviluppo qual’è un aeroporto.

Purtroppo in questo difficile periodo storico l’economia della nostra regione, penultima in Italia per Pil pro capite sembra non poterselo permettere. A questo proposito riteniamo di straordinario interesse evidenziare quali possono essere i ritorni economici certi derivanti dagli incentivi erogati alle compagnie per avviare nuove rotte.

Lo scorso anno (2018) il cosiddetto “incoming”, passeggeri in ingresso nella nostra regione attraverso il nostro aeroporto, sono stati oltre 155.000, significa dire che il sistema dei “contributi” ha investito appena 14 euro per ciascun passeggero che giunto in Umbria vi ha soggiornato per più giorni.

Troppo facile capire che quei pochi euro si moltiplicheranno per decine di volte, così come, in termini di Pil, aggiuntivo per la nostra regione, quei tre milioni che costituiscono il costo complessivo della gestione annuale del “San Francesco”.

Dunque, andando oltre ad una lettura spesso incredibilmente di superficie, se non totalmente assente, delle dinamiche di gestione di un aeroporto, dei dati di traffico e delle risorse utilizzate, sarebbe utile ricordare, diversamente da quanto affermato da più parti, che una compagnia importante come Ryanair sta operando con successo su Perugia dal 2016, che la rotta su Trapani è stata interrotta lo scorso anno solo causa una controversia della compagnia irlandese con l’aeroporto siciliano, e che il volo su Francoforte non è stato confermato, nonostante l’obiettivo minimo fosse stato superato di ben 2.500 unità, solo per ragioni di concorrenza con altri scali vicini ed altre compagnie.

Vale invece la pena sottolineare, come sin qui non è stato fatto, che tutti i voli attualmente operati nel corso di tutto l’anno, nel 2018 sono cresciuti in modo significativo: Catania +6%, Londra +3%, mentre Tirana addirittura ha condotto all’istituzione stabile di un terzo volo settimanale. In crescita anche tutte le percentuali di riempimento che in estate hanno raggiunto il 94%. Le altre due rotte dismesse, su Bucarest (Wizzair) e Cagliari (Mistralair) hanno invece riguardato, nonostante i buoni risultati conseguiti, decisioni unilaterali delle compagnie, assunte indipendentemente dai contributi erogati per ragioni di strategie aziendali.

Dati e fatti incontrovertibili, quelli appena citati, che testimoniano come la realtà delle cose possa essere piuttosto diversa da quella immaginata. Peccato davvero che in Umbria al momento non si riescano a reperire le risorse necessarie per attivare nuove rotte con compagnie accreditate, ma anche più costose, capaci di arricchire l’offerta di voli dello scalo regionale.

Tutto ciò, beninteso, riconoscendo alcuni errori compiuti nel recente passato, commessi però anche sulla scia della necessità di intraprendere nuovi voli con aeromobili più piccoli ed affidandosi a compagnie che purtroppo si sono dimostrate poco affidabili.  Esperienza quest’ultima che ci guiderà in futuro, ne siamo certi, verso una maggiore accortezza.

La stessa che in futuro, ci auguriamo, possano usare tutti gli operatori  dei media che si troveranno ad occuparsi di una attività  straordinariamente complessa qual’è quella aeroportuale, evitando così  di assegnare giudizi anche molto pesanti senza prima aver analizzato sin  nei dettagli le varie questioni od essersi confrontati con i diretti 
interessati.

A questo proposito ci rendiamo disponibili in qualsiasi momento per fornire ogni genere di delucidazioni ed approfondimenti.

Ringraziando la redazione ed i vostri lettori, salutiamo cordialmente

Grazie

SASE SpA”

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