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“L’acciaio a Terni”, il progetto tra scuola Marconi e Centro Sociale Cesure

Redazione

“L’acciaio a Terni”, il progetto tra scuola Marconi e Centro Sociale Cesure

L'intervento di Franco Federici, presidente del Centro Sociale
Lun, 25/05/2015 - 13:14

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“L’acciaio a Terni”, il progetto tra scuola Marconi e Centro Sociale Cesure

Si intitola “L’acciaio a Terni”, è un progetto che vuole far conoscere ai più giovani la storia della fabbrica, il passato glorioso e il suo presente, guardando naturalmente al futuro. E’ nato grazie alla collaborazione tra il mondo della scuola, quello del lavoro e del sociale, sostenuto dall’impegno dei volontari del Centro sociale e culturale Cesure.

“Il dirigente dell’istituto comprensivo “Marconi”, Claudio Guerrini – spiega il presidente del Centro sociale, Franco Federiciha aderito con entusiasmo a questa iniziativa presentata dal comitato direttivo del Centro Sociale Cesure, riservata alle classi terze della scuola secondaria di primo grado, perché rappresenta un occasione assolutamente unica di preziose conoscenze della storia industriale della nostra città”.

Il vicepresidente del Centro Sociale, Mario Finocchio, consulente delle acciaierie in pensione, ha curato una serie di lezioni in aula per i ragazzi delle terze classi, con la presenza dei docenti. Ed ha illustrato il processo della lavorazione e le caratteristiche tecniche dell’acciaio, rispondendo con competenza alle domande poste dagli studenti. Grande interesse ha suscitato la presentazione del video dedicato alle fasi più significative della costruzione dell’obelisco Lancia di Luce di Arnaldo Pomodoro, straordinario simbolo dell’avanzare della tecnologia.

Un’opera che ripercorre la storia della più grande industria ternana. Durante le lezioni sono stati presenti Ennio Ciaramellari, testimonianza lavorativa delle acciaierie e Claudio Ratini, poeta dialettale ternano del centro sociale con le sue poesie dedicate ai lavoratori dell’acciaieria.

Il progetto si è chiuso con le premiazioni degli elaborati: temi, poesie e attività grafico pittoriche che i ragazzi hanno realizzato in gruppo o singolarmente al termine dei vari incontri. “Con questa iniziativa – conclude Federici abbiamo voluto promuovere l’integrazione sociale del mondo del lavoro con quello della scuola, ma soprattutto aiutare i giovani nella loro formazione ricreando l’entusiasmo per il lavoro e per la vita”.

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