La Voce della Terra 2022, "il poeta" Lucio Dalla e l'educazione del Trio Girotto-Servillo-Mangalavite - Tuttoggi

La Voce della Terra 2022, “il poeta” Lucio Dalla e l’educazione del Trio Girotto-Servillo-Mangalavite

Carlo Vantaggioli

La Voce della Terra 2022, “il poeta” Lucio Dalla e l’educazione del Trio Girotto-Servillo-Mangalavite

Dom, 31/07/2022 - 10:39

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In una piazza stracolma di pubblico il Trio delle meraviglie mette in scena qualcosa che ha in se il crisma del buon gusto e dell' educazione

Il gusto e l’eleganza di saper esaltare il testo e la musica scritti e non offrire soltanto una esatta “copia” di ciò che è inimitabile e non replicabile, sta tutta nello splendido concerto dedicato a Lucio Dalla del trio Javier Girotto-Peppe Servillo-Natalio Mangalavite esibitosi ieri sera in Piazza Carlo Urbani a Scheggino per il nuovo capitolo del programma de La Voce della Terra 2022 offerto e coordinato da Visioninmusica di Silvia Alunni.

Scheggino non è nuova ad ospitare interessantissime performance di jazz e musica contemporanea di ottimo livello e questo grazie anche al lavoro dei ragazzi di Visioninmusica che se ne intendono di gusti.

In una piazza stracolma di pubblico il Trio delle meraviglie mette in scena qualcosa che ha in se il crisma del buon gusto, quasi una dimostrazione di educazione, ormai perduta dai più.

Lucio Dalla “Il poeta”, giustamente definito da Peppe Servillo, è il grande assente-presente, che sfida quasi più con i testi che con la musica una platea che forse non ha mai avuto occasione di apprezzare l’incisività di certe parole, di versi che suonano oltre la sola scrittura.

Merito di un Peppe Servillo che tra Commedia dell’Arte, canto, e danza dalle movenze sinuose riassume in se la figura del lussuoso narratore. Inconfondibile già dai tempi della Piccola Orchestra Avion Travel.

Ma il tutto sarebbe senza prospettiva se non ci fosse il connubbio virtuoso con due musicisti di uno spessore tra il “mostruoso” e l’incantevole come Natalio Mangalavite alle tastiere e il demiurgo Javier Girotto al sax e percussioni.

Due argentini di Cordoba che amano l’Italia tanto quanto la patria di origine. Così che il detto consumato “Argentino -Italiano una faccia una razza”, è solo un indizio.

E la musica composta per questo lavoro di narrazione del testo poetico di Lucio Dalla non poteva che essere profondamente diversa ma intuibile. Contenere un segnale della canzone che fu e poi proseguire verso scale e viaggi in cui la latinità dei tre è talmente evidente da rendere il concerto qualcosa di originale, unico, piazza dopo piazza.

Chi conosce alla perfezione Dalla e al tempo stesso apprezza la grande capacità tecnica del Trio Girotto-Servillo-Mangalavite avrà notato come pezzi inconfondibili del repertorio del cantautore bolognese sono diventati misteriosi passaggi verso altri lidi del piacere. Citiamo solo per gusto personale una splendida Balla balla ballerino. E quando invece la canzone ha una dimensione quasi universale come Caruso o Felicità (video), il Trio la fa scivolare dolcemente tra le braccia del pubblico, perchè quella creatura è di tutti e non può essere toccata da pochi umani “umanizzati”, aggiunge Servillo.

Alla fine la scaletta non conta, è decisamente importante invece che ci sia chi è in grado di comporre come fa il Trio per intercessione del Poeta.

Una serata che passa in un lampo, applauditissima e che si vorrebbe continuare a prolungare all’infinito. In altri contesti si sarebbe parlato di formazione dell’Eggregora ovvero quando i pensieri, i desideri, che vanno tutti nella medesima direzione formano un contesto umano impregnato, nutrito, modellato dalla stessa collettività presente.

E questo è quello che Scheggino ha visto materializzarsi in Piazza in una serata di fine luglio.

Foto Gallery e video, Tuttoggi.info (Carlo Vantaggioli)

Foto copertina: Visioninmusica

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