Ha l’obiettivo di formare il personale della polizia locale dei Comuni di Spoleto, Foligno e Todi per affrontare al meglio i reati penali con cui si trovano a fare i conti quotidianamente il protocollo d’intesa sottoscritto dalla Procura della Repubblica di Spoleto e dalle tre amministrazioni comunali più grandi del circondario giudiziario. Il tutto con uno stage formativo che interesserà almeno un vigile urbano per ciascun Comune, con l’obiettivo in futuro di istituire un vero e proprio nucleo di polizia locale all’interno della Procura spoletina.
Il progetto è stato presentato dal procuratore capo Claudio Cicchella, alla presenza del procuratore generale di Perugia Sergio Sottani, dei sindaci Andrea Sisti, Stefano Zuccarini e Antonino Ruggiano e dei comandanti dei corpi di polizia locale, Alessandra Pirro (Spoleto), Simonetta Daidone (Foligno) e Giuseppe Padricelli (Todi).
Il personale di polizia locale, attraverso questi stage, potrà vedere da vicino come vengono “lavorate” le notizie di reato per la costituzione dei relativi fascicoli e tararsi così per il futuro nel segnalare fatti penalmente rilevanti, rendendo omogeneo il lavoro della municipale. Gli agenti in questione, poi, potranno essere anche un punto di riferimento per i vigili urbani degli altri comuni più piccoli, ad alcuni dei quali il protocollo potrebbe essere ampliato il futuro. Con particolare attenzione ad ipotesi di reato relative al codice della strada, all’urbanistica ed al reddito di cittadinanza.
La presenza degli agenti di polizia locale in Procura permetterà anche un supporto per quello effettivo, alle prese da anni con la carenza di organico. Carenza che riguarda soprattutto gli amministrativi, che da pianta organica è la metà rispetto a quella necessaria, poiché quest’ultima non è stata mai adeguata quando furono ridisegnati i circondari giudiziari. In sostanza, attualmente, manca il 75% del personale amministrativo della Procura spoletina, visto che non solo la pianta organica ne prevede la metà di quanta ne servirebbe per i magistrati in servizio, ma tra questi quasi la metà dei posti risultano scoperti al momento. Una problematica a cui in parte sopperiscono gli agenti di polizia giudiziaria, il cui numero invece finalmente è stato adeguato: al momento infatti il personale di pg è il doppio rispetto ai pubblici ministeri.
Un plauso all’iniziativa – che verrà probabilmente presa da esempio non solo in Umbria ma anche a livello nazionale – è arrivato dal procuratore generale Sottani. “Questo protocollo – ha evidenziato – ha un aspetto immediato di virtuosità: i sindaci che vogliono la giustizia di prossimità, hanno dimostrato di dare con i fatti risorse di polizia giudiziaria; il personale di polizia giudiziaria viene riqualificato, in un momento in cui si va verso il processo penale telematico e proprio in quest’ottica la formazione della polizia locale è fondamentale”.
“Questa iniziativa che ci è stata proposta dal procuratore Cicchella è una grande opportunità – ha sottolineato il sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini – perché dà l’occasione in questa sinergia che si vuole creare di migliore il personale di polizia municipale che farà un grande salto di qualità”.
“Abbiamo bisogno di grande preparazione per quanto riguarda l’attività di polizia giudiziaria che svolge la polizia locale – ha evidenziato il sindaco di Todi Antonino Ruggiano – è una preparazione che aiuta tutto il sistema. Lo dico anche da avvocato, quando un’indagine è fatta bene, è un aiuto anche per la difesa”.
“Se fosse stato chiesto al Comune un dipendente, – ha osservato il sindaco di Spoleto, Andrea Sisti – sarebbe stato solo un problema di personale, invece qui si parla di obiettivi. Se vogliamo una giustizia di prossimità, dobbiamo fare in modo che tutti gli attori, a partire dai sindaci, contribuiscano a fare in modo che essa funzioni e la formazione serve per l’alfabetizzazione del personale di polizia locale che non ha gli strumenti per poter interrelarsi con procedimenti che sono complessi e delicati”.