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LA MADONNA DI LORETO TORNA AL CULTO

Redazione

LA MADONNA DI LORETO TORNA AL CULTO

Gio, 06/12/2007 - 08:42

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LA MADONNA DI LORETO TORNA AL CULTO

La chiesa della Madonna di Loreto, passata di recente dalla Asl alla diocesi di Spoleto-Norcia, viene riaperta con regolarità al culto. L'avvenimento coincide con la festa della Madonna dell'8 dicembre. A partire da quella data, ogni domenica e festività, la parrocchia di S. Domenico, entro i cui confini è posta la Madonna di Loreto, assicurerà la celebrazione della Messa alle ore 16. “Desidero esprimere, dice il parroco mons. Giampiero Ceccarelli, un vivo e sentito ringraziamento all'arcivescovo che si è adoperato con energia affinché questa splendida chiesa tornasse alla sua naturale funzione. Ringrazio anche i dirigenti della Asl che hanno reso possibile il ritorno la culto dell'edificio. Un grazie di cuore lo vorrei dire, conclude il sacerdote, al coro di S. Domenico che l'8 e il 9 ci farà ascoltare la Messa degli Angeli ed alla fine il “Tota Pulchra”. La parrocchia di S. Domenico intende recuperare anche una bella tradizione: dal prossimo anno tornerà l'accensione dei falò la sera del 9 dicembre, a ricordo della “Traslazione” della Casa della Madonna a Loreto, avvenuta, secondo la tradizione, nella notte tra il 9 e il 10 dicembre 1294. Nella diocesi di Spoleto i primi “focaracci” furono voluti proprio “in Colle” (Collerisana) perché tutti li vedessero, anche da lontano. La sera del 9 dicembre la tradizione vuole che la gente si riunisce per partecipare all'accensione del falò tra le grida festanti dei presenti, soprattutto dei bambini, che immaginano il volo in cielo della Madonna con il Bambino in braccio, seduta sulla Casetta, alla quale i fuochi illuminavano il percorso e indicavano la via nel buio della notte. I bambini, ma soprattutto i fidanzati, saltavano i falò alla ricerca di un segno di buon auspicio. Il rito si concludeva in un clima di festa, dove preghiera, svago e gioiosa comunione fraterna convivevano, riscaldati col vino nuovo, nel segno della devozione alla Madonna. Alcuni raccoglievano le ceneri dei fuochi e le conservavano come segno della protezione mariana; gli agricoltori le spargevano nei campi appena seminati per chiedere un buon raccolto. I falò hanno anche una valenza simbolica: luce nei momenti bui della vita e calore nelle stagioni gelide dell'anima, con lo sguardo rivolto alla Madonna, invocata nelle Litanie come “Porta del Cielo” e “Stella del mattino”.


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