LA CONFESERCENTI UMBRA DICE NO AL POSSIBILE AUMENTO DELL'IVA

LA CONFESERCENTI UMBRA DICE NO AL POSSIBILE AUMENTO DELL'IVA

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La crisi sta martoriando i consumi e i piccoli commercianti. I dati forniti da Unioncamere parlano di una perdita di fatturato del -1,7% nel primo trimestre del 2011. Anche i generi alimentari, che in genere hanno una tenuta migliore, stanno subendo una forte flessione dovuta al ridotto potere di acquisto dei consumatori che in tempi di crisi spendono meno e soprattutto rivolgono la loro attenzione a prodotti di primo prezzo offerti in genere dalla grande distribuzione.
Esempio eclatante sono la diminuzione delle vendite della terza e quarta settimana del mese che denuncia in modo evidente la difficoltà delle famiglie. “Ora si risparmia anche sull'acquisto di prodotti di prima necessità”, ha commentato Sandro Gulino, presidente di Confesercenti regionale, osservando che “in tre anni le famiglie dell’Umbria hanno tagliato dell' 11 % i propri consumi con punte del -15-20 % nel settore dell'abbigliamento e calzature”. Gulino fa riferimento all'intervento del presidente del Consiglio che proprio ieri ha parlato di riduzione delle aliquote Irpef e della loro incidenza, compensate poi secondo il Ministro dell’Economia, da un aumento dell’Iva.
Dura la risposta del presidente Gulino contro l'innalzamento dell'Iva : “serve una riduzione della pressione fiscale sul lavoro e sulle imprese e un contrasto deciso alla contraffazione e al sommerso”.
Alla presa di posizione di Gulino si associa anche il presidente della Confesercenti Spoleto, Enrico Morbidoni, che ritiene assolutamente deleterie queste manovre volte ad aumentare le difficoltà delle piccole imprese  e non certo a migliorare l'economia del paese. Da qui la richiesta anche ai Parlamentari umbri di non appoggiare un’ipotesi del genere ma anzi di contrastarla in tutti i modi possibili.

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