La Basilica di Canoscio torna a vivere di rinnovato splendore - Tuttoggi

La Basilica di Canoscio torna a vivere di rinnovato splendore

Redazione

La Basilica di Canoscio torna a vivere di rinnovato splendore

Sab, 12/05/2012 - 14:31

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La Basilica di Canoscio, uno dei più importanti Santuari mariani dell'Umbria e dell'intera Italia centrale nonchè il maggiore Santuario mariano dell’Alta Valle del Tevere che, ogni anno, viene visitato da oltre 100mila fedeli, vivrà da ora in poi di uno splendore rinnovato. Sono, infatti, di tutto rispetto i lavori realizzati per consolidare e ristrutturare la Basilica e che hanno comportato una spesa di 692.721,00 euro di cui 250.000,00 provengono da un contributo CEI, ulteriori 250.000,00 da un contributo della Consulta delle Fondazioni delle Casse di Risparmio Umbre e la restante parte, 192.721,00, da un contributo della Diocesi. L’opera rinnovata è stata presentata stamani, alla presenza del presidente della Provincia di Perugia, l’assessore alla viabilità dell’Ente, il sindaco e l’assessore all’ambiente di Città di Castello, il Vescovo di Città di Castello Monsignor Domenico Cancian, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e della Consulta delle Fondazioni Bancarie Umbre Carlo Colaiacovo, il presidente della Cassa di Risparmio di Città di Castello Domenico Colcelli, i presidenti della Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello e di Terni, Antonio Gasperini e Mario Fornaci. La Provincia di Perugia, attraverso il suo presidente, si è adoperata con forte impegno per raccordare tutti i soggetti con cui si è poi concretizzato il recupero della struttura religiosa. Un impegno che il presidente ha voluto prendere in prima persona perché – come ha sottolineato – è sempre stato particolarmente affezionato a questo Santuario. “Sono venuto a conoscenza della situazione – ha sottolineato il presidente della Provincia – e della mancanza di fondi per poter procedere alla realizzazione dei lavori che si rendevano necessari soprattutto per i cedimenti del muro di sostegno del terreno e del fondale della Basilica. Ho trovato grande disponibilità sia da parte del presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia Carlo Colaiacovo, sia da parte dei presidenti delle altre Fondazioni. Da questa disponibilità, è scaturito un tavolo comune da cui è partita la richiesta per il finanziamento dei lavori del Santuario che sarà patrimonio di tutti. Al luogo sacro di Canoscio mi lega una situazione personale di grande affezione e un legame con Monsignor Cesare Pazzaglia, rettore della Basilica, che ho avuto l’opportunità di avere come padre spirituale”. Il presidente della Provincia ha espresso un plauso al Vescovo di Città di Castello Mons. Domenico Cancian e Mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni e presidente della Commissione Cei per il dialogo interreligioso. Una giornata storica per la comunità religiosa, oltre che una giornata di festa, è quella odierna per il Vescovo Monsignor Cancian. “Sembrava impossibile, anche a causa della crisi, poter raggiungere questo obiettivo – ha detto il Vescovo – poi invece, grazie al presidente della Provincia che ha riunito tutti i soggetti che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera, siamo riusciti in questo ‘miracolo’ che permette di restituire a tutti un Santuario tra i più venerati”. Mons. Cancian ha annunciato una grande festa per il prossimo 15 agosto, giorno di ricorrenti celebrazioni nel santuario. “In questo momento particolarmente difficile – ha sottolienato Colaiacovo – assume un particolare significato la realizzazione di questi lavori: è un segnale che si è voluto dare, premiando, convinti dal presidente della Provincia, questa importante realtà di culto, attraverso un’importante sinergia tra fondazioni, istituzioni e banche”. Per il sindaco di Città di Castello di tratta di un intervento che va al di là del valore religioso. “Canoscio – ha detto il sindaco – è un punto di riferimento di chi crede, ma anche di tante generazioni di tifernati. Grazie alla Provincia, abbiamo potuto realizzare questo obiettivo”. Gasperini ha ricordato il valore storico della realtà di Canoscio per i tifernati in particolare ed ha ricordato l’abitudine di tanti fedeli che, dopo la guerra, solevano recarsi a Canoscio a piedi, anche da località molto lontane dal Santuario. Monsignor Cesare Pazzaglia ha parlato di nota di merito per chi ha fatto un gesto così importante per la comunità religiosa locale e ed ha sottolineato l’importanza di Canoscio per tanti fedeli che trovano in questo posto grande conforto religioso.

I lavori
Di seguito, nel dettaglio, gli interventi, illustrati dal direttore dei lavori arch. Enzo Vanni, messi in campo a causa del cedimento del muro di sostegno del terreno prospiciente la Basilica e del cedimento del suo fondale, soprattutto in corrispondenza del portico nonché a causa di infiltrazioni di acqua piovana e lesioni diffuse con caduta di frammenti del cornicione del portico.
I lavori: consolidamento e ristrutturazione della struttura religiosa hanno comportato il consolidamento statico di tutto il muro di contenimento del terreno, adeguamento dei tiranti del sottotetto della Basilica e del portico con relativo restauro e rifacimento della copertura, consolidamento del campanile e della cella campanaria, il consolidamento del cassettone ligneo e restauro pittorico, rifacimento dei canali di gronda e scarichi fatiscenti a causa di infiltrazioni di acque meteoriche, ripresa dell’intonaco fatiscente e rifacimento della tinteggiatura esterna, manutenzione straordinaria degli infissi, eliminazione delle infiltrazioni di acqua piovana nel terrazzo adiacente la Basilica dal lato del ristorante e consolidamento delle volte sottostanti la Basilica con centine metalliche.

Scheda storica del Santuario
Il Santuario, insignito recentemente del titolo di Basilica (8 Settembre 1998), sorge sul colle di Canoscio, località situata 12 Km. a sud di Città di Castello. Dalla sommità del colle, a 449 m s.l.m.. si affaccia sulla valle del Tevere ed è uno dei più importanti santuari mariani dell'Umbria e dell'intera Italia centrale; sicuramente è il maggiore santuario mariano dell'Alta valle del Tevere. E’ visitato annualmente da più di 100.000 fedeli, provenienti in gran parte da Umbria, Toscana, Marche e Romagna. Le sue origini risalgono ai tempi della peste di cui parla il Boccaccio nel “Decamerone”, la famosa “peste nera” che tante vittime fece in tutta Europa. Secondo le cronache del tempo, negli anni 1347-1348, la popolazione dell’Alta Valle del Tevere fu decimata di un terzo a causa della peste. In questo contesto, un abitante del luogo, certo Vanne di Jacopo, nel 1348, come promessa votiva di fronte al flagello della peste, fece erigere sulla sommità del colle di Canoscio una “Maestà”, cioè una edicola dedicata alla Madonna, contenente un affresco che raffigura la Madonna morente (dormiente) nel momento del suo Transito, cioè nel passaggio da questa vita terrena alla gloria del cielo, con ai lati i dodici Apostoli. Dell'antica primitiva pittura, opera di un pittore anonimo (probabilmente della scuola senese), resta oggi soltanto, racchiusa in un’urna dietro l’altare maggiore, l'immagine della Madonna dormiente, che passa alla visione di Dio, con un volto luminoso, delicato, bellissimo, ad indicare l’atteggiamento di serenità che deve avere il cristiano di fronte al dramma della morte. Nell'anno 1406 fu costruita una prima piccola chiesa attorno alla Maestà dove la gente dei dintorni veniva a chiedere grazie, particolarmente contro l'epilessia o mal caduco, come poi si è continuato durante i secoli successivi. Il 15 agosto 1854 P. Luigi Piccardini, un prete dell'Oratorio di San Filippo Neri a Città di Castello, vista la grande affluenza di pellegrini, propose la costruzione di un Santuario sul luogo della chiesetta quattrocentesca, da dedicare all’Immacolata il cui dogma era stato proclamato proprio in quell’anno. La costruzione avvenne nel periodo 1855-1878 su progetto dell'architetto Emilio de Fabris (1803-1883), meglio conosciuto per l'imponente facciata gotica di Santa Maria del Fiore, a Firenze. Localmente il progetto fu seguito dall'architetto tifernate Giuseppe Baldeschi. La chiesa, circondata da un ampio piazzale, è caratterizzata dalla croce latina e da tre navate. L’affresco originale del 1348 con l’immagine della Madonna dormiente venne collocato in una nicchia dietro l’altare maggiore. Nel 1860 il pittore Annibale Gatti arricchì, espandendolo, l’affresco originale: dipinse attorno alla Madonna dormiente i dodici Apostoli e, sopra, l'incoronazione dell'Assunta. Il tempio fu consacrato nel 1878. La costruzione del Santuario fu completata nel 1905, quando venne inaugurata la maestosa facciata e il caratteristico porticato dorico-toscano, opera dell'architetto fiorentino Giuseppe Castellucci, con le colonne in pietra serena. Il porticato è coperto a cassettoni, finemente lavorati. Nella guerra del 1940-1945 fu coinvolto anche il Santuario di Canoscio, che divenne una “piccola Cassino”. Il 9 luglio 1944 ci fu lo scontro tra i tedeschi e le truppe anglo-americane, perfino dentro la chiesa. La chiesa risultò molto rovinata dalle cannonate, con il tetto crollato e le mura in parte squarciate, con gravi danni all’interno e all’esterno. Dopo la guerra i lavori di riparazione furono seguiti dall’arch. tifernate Giorgio Giorgi: tra le opere di questo periodo il pavimento di marmo e la vetrata istoriata dei fratelli Nemo e Alvaro Sarteanesi raffigurante la Madonna, Madre della misericordia. Sulla facciata, ricostruita dopo le distruzioni della guerra, c'è l'iscrizione:”VIRGINI IMMACULATAE IN COELUM ASSUMPTAE”. Canoscio è noto anche perché a breve distanza dal Santuario si trova la Pieve dei Santi Cosma e Damiano (seconda metà del XII secolo), contenente affreschi senesi e tardogotici, una costruzione di stile romanico; ha un portale dotato di architrave e una facciata a capanna culminante in un piccolo campanile rettangolare a vela. È a pianta rettangolare, la navata a capriate e ha un'abside semicircolare.
Canoscio è ancor più universalmente noto, specialmente tra gli studiosi della Tarda antichità, come il sito dove è stato rinvenuto un servizio da tavola di arte paleocristiana, costituito da 25 pezzi liturgici in argento, venuto alla luce nel 1935 durante la lavorazione di un campo. Il “Tesoro di Canoscio” è ora custodito nel Museo del Capitolo del Duomo di Città di Castello.
Il Santuario di Canoscio, con la sua storia, è ancora oggi metà di numerosi pellegrini, centro importante di spiritualità, pienamente inserito nella vita religiosa e civile dell’Alta Umbria e della vicina Toscana.

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