di Carlo Vantaggioli
Non c’è persona nata dopo il 1960 che almeno una volta nella vita non abbia ascoltato il famoso brano di musica jazz, Take Five. L’autore di questo pezzo, cavallo di battaglia di tantissimi cantanti e musicisti del genere, David Warren Brubeck, in arte Dave, è scomparso ieri ( 5 dicembre ndr.) all’età di 91 anni per una crisi cardiaca a Norwalk, Connecticut. Mancava un giorno perchè compisse 92 anni. Fino all’ultimo il grande pianista e compositore aveva tenuto concerti per gruppi di affezionati ed amanti di un genere compositivo che trovava fondamento nella rivoluzione musicale americana del 1950. Era l’anno in cui nelle università americane si cominciava a scoprire il jazz come articolazione complessa di partitura che, pur lasciando come da tradizione molto spazio al virtuosismo individuale, iniziava a trovare un suo “gusto” d’insieme, quasi a voler fare in modo che il tema portante del pezzo suonato diventasse inequivocabilmente la vera “star” e non più i singoli musicisti, ognuno per il loro strumento. Cool-Jazz veniva chiamato e la sua invenzione è senz’altro merito di Brubeck, un personaggio che aveva imparato a suonare in gruppo con le bande militari che giravano l’europa per allietare le truppe al fronte. Fu solo così, per merito della musica, che scampò alla prima linea, lui che da richiamato nel 1942 gli toccò andare a servire sotto l’indimenticato generale George Patton. Un musicista militare apparentemente ferreo, se non fosse invece che quando era al College, prima della guerra, i professori lo consideravano una mezza calzetta perché non sapeva leggere gli spartiti. Andava a misure mentre invece il suo forte era proprio quello che gli sarebbe servito in seguito per farlo diventare famoso, il contrappunto e l’armonia. Cosa altro si potrebbe scoprire di diverso in Take Five infatti se non questa maestria. Ma come in questo super-brano anche in Blu Rondò à la Turk e molti altri pezzi che hanno fatto la gioia di tutte i musicisti jazz che hanno poi pescato a piene mani in questi standard per arricchire le loro scalette. La sua formazione più conosciuta e longeva è stato il The Dave Brubeck Quartet nel quale militavano musicisti di razza come Paul Desmond, Bob Bates e Joe Dodge. Nato nel 1951, il quartetto avrà una lunga scia di successi, pur nei vari cambi fisiologici di musicisti e nella rivalità tra Desmond e Brubeck, che in verità non ne hanno mai snaturato la missione, quella di suonare insieme un tema musicale importante e riconoscibile, e solo dopo dare spazio agli assoli. Non è un caso che questa influenza “cool” impressionò alcuni autori come Burt Bacharach e fruttò a Brubeck una copertina del Time nel 1954. “The birth of a new kind of jazz age in the U.S.” (la nascita di una nuova era del jazz americano) recitava enfatica la famosa rivista. E Baracharach e Brubeck insieme erano stati allievi dello stesso compositore francese, Darius Milhaud al Mills College di Oakland. Da notare come alla base di molta parte della nuova musica in america dal 1925 in poi ci sia sempre un richiamo europeo ed in particolar modo francese. Un certo signor George Gershwin, nel 1928, si trovava a Parigi a studiare con Maurice Ravel. Nello stesso anno nacque Un Americano a Parigi ! Insomma quando ascoltiamo qualche brano, che oggi definiremmo di musica Lounge o Acid Jazz o Jazz Fusion, non dimentichiamoci che uno degli ispiratori del genere è stato Dave Brubeck.
L’impostazione classicheggiante del pianista di Concord, lo ha portato dopo il 1967 anno di scioglimento del quartetto, a preferire composizioni in cui ci fossero fughe e rondò. Inoltre scrisse diverse musiche per balletti, messe, oratori e cantate. A compendio di questa piccola celebrazione alleghiamo un video con una virtuosa prova vocale del grande Al Jarreau, forse il musicista che meglio ha rappresentato l'evoluzione jazzistica di Take Five.
E David Warren Brubeck, in arte Dave, non poteva che andarsene il giorno 5 di dicembre, anche se questo significava anticipare il suo 92° compleanno di un giorno. Una cosa decisamente Cool.
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