La Regione ha recuperato 72 milioni di Irap e Irpef evase, ma dall’attività dei Comuni sono arrivati solo 11 milioni. E’ la risposta che l’assessore regionale al Bilancio, Tommaso Bori, ha fornito in Aula all’interrogazione di Fabrizio Ricci (Avs), sull’attività di recupero dell’evasione e in particolar sullo stato di attuazione della convenzione con l’Agenzia delle entrate e promozione della collaborazione con i
Comuni.
Ricci ha detto che l’evasione fiscale rappresenta in Italia e in Umbria “un fenomeno strutturale gravissimo, che compromette l’equità del sistema tributario e sottrae risorse fondamentali al finanziamento dei servizi pubblici”. Ricordando che in Umbria, secondo l’ultimo report dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani,
viene evasa il 55,9% dell’addizionale regionale Irpf e il 56,3% dell’addizionale comunale, oltre al 15% dell’Irap (dato tra i più alti d’Italia) e al 22,8% dell’Imu.
Un recente studio della CGIA di Mestre aggiornato al 31 maggio 2025, elaborato su dati Istat e del
ministero dell’Economia e delle Finanze, ha quantificato in oltre un miliardo e mezzo di euro le imposte evase in Umbria: 1.583 milioni, 330 in più rispetto all’anno precedente. Se si considera la propensione all’evasione, ovvero gli euro sottratti al fisco ogni 100 effettivamente incassati, la nostra regione arriva al 15,4 per cento, ben al di sopra della media nazionale del 12,3.
Per il solo bollo auto si stima un’evasione in Umbria attorno ai 25 milioni di euro l’anno. Su un parco circolante di 871.410 veicoli, esclusi gli esenti, circa il 20% non risulta in regola con il pagamento, cifre che
pesano come un macigno sui conti regionali.
Ma in Umbria nel 2024 solo 5 Comuni su 92 hanno partecipato in modo attivo allo strumento delle
segnalazioni qualificate, con un riparto totale di appena 11.601 euro, importo del 70% inferiore all’anno precedente (38.113 euro per 4 Comuni).
Ricci ha ricordato che, riconoscendo la rilevanza dell’attività di controllo svolta dai Comuni, alcune Regioni
(Basilicata, Lazio, Piemonte, Sardegna e Toscana) hanno previsto, con un intervento di natura normativa, l’estensione delle misure premiali verso i Comuni stabilite dal legislatore nazionale anche a valere sull’Irap e sull’addizionale regionale all’Irpef.
“Siamo consapevoli della necessità di rafforzare la collaborazione istituzionale e di valorizzare le esperienze già attuate in altre Regioni – ha risposto l’assessore Bori -. L’introduzione delle misure premiali potrà essere oggetto di specifico approfondimento ma analoghe misure introdotte a livello nazionale hanno prodotto effetti limitati in termini di recupero del gettito, a fronte di costi di funzionamento da bilanciare con i benefici attesi”.
Rispetto allo stato di attuazione della convenzione con l’Agenzia delle Entrate, Bori ha ricordato che è già stata sottoscritta per il triennio 2025/27. Nel recupero dell’evasione Irap e Irpef sono stati recuperati 72 milioni di euro al Bilancio regionale, con un andamento in crescita. I Comuni umbri hanno invece contribuito al recupero per appena 11 mila euro, in calo rispetto al passato.
“In prospettiva – ha concluso Bori – la Giunta è interessata a proseguire nella collaborazione e al dialogo rispetto al federalismo fiscale regionale”.
Respinta la mozione per il ritiro della manovra
Nella stessa seduta, l’Assemblea legislativa ha respinto, con 13 voti contrari della maggioranza e 8
voti a favore della minoranza, la nuova mozione per il “Ritiro immediato della manovra fiscale regionale e la revisione delle aliquote dell’addizionale regionale Irpef”, firmata dai consiglieri regionali di opposizione Enrico Melasecche e Donatella Tesei (Lega Umbria), Eleonora Pace e Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Laura Pernazza e Andrea Romizi (Forza Italia), Nilo Arcudi (Tesei presidente – Umbria Civica).