IPPOSCANDALO, MERCATELLI DENUNCIA: “SCOMPARSI ALCUNI ATTI IN COMUNE”

IPPOSCANDALO, MERCATELLI DENUNCIA: “SCOMPARSI ALCUNI ATTI IN COMUNE”

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Scomparsi alcuni atti in Comune in merito alla vicenda del tristemente noto “ipposcandalo” di Poreta ed altri modificati rispetto agli originali: è quanto è stato denunciato dal consigliere comunale Giancarlo Mercatelli durante la conferenza stampa promossa insieme a Forza Italia.
Mercatelli ha ripercorso tutto l'iter che ha portato alla realizzazione del “cratere lunare”, come è stato definito più volte, nella frazione a nord di Spoleto.
Al centro della questione le richieste fatte dal gruppo di Forza Italia e da gran parte dell'opposizione di convocare un consiglio comunale straordinario in merito ai rinvii a giudizio (di sindaco, ex giunta, impresa e tecnici) e di far sì che l'amministrazione si costituisca parte civile.
La ricostruzione fatta da Mercatelli è finita anche in tribunale, con un esposto in procura presentato qualche mese fa che mostra, nei fatti dal 1999 al 2006, “illegittimità – come ha detto il capogruppo dell'omonima lista civica – regolarmente presenti nella falsificazione delle delibere del consiglio comunale”.Esempio degli atti illegittimi sarebbe la mozione presentata da Mercatelli e approvata all'unanimità in consiglio comunale il 21 giugno del 2000, che prevedeva che la breccia estratta dalla cava di Poreta per realizzare l'ippodromo fosse venduta all'Anas ad un prezzo vantaggioso per essere utilizzata nelle infrastrutture viarie limitrofe. “Un assessore di suo pugno – denuncia il consigliere di minoranza con il foglio alla mano – cancella il testo del consiglio comunale e fa aggiungere una situazione del tutto opposta: l'Anas scompare, il prezzo di favore viene applicato nei confronti di una ditta privata”. Come poi è effettivamente avvenuto.
“Presentai una lettera al sindaco e all'allora presidente del consiglio comunale Stella in cui parlai di responsabilità penali, di falsificazioni nella gara d'appalto e di interessi privati – prosegue Mercatelli – ma questa pratica scompare dal fascicolo e dal Comune di Spoleto, risultando però ancora la sua esistenza”. In un documento piuttosto recente a firma del segretario comunale attuale, infatti, si dice che della lettera del consigliere di minoranza risultano tracce negli atti del consiglio comunale, all'ufficio protocollo e viene perfino menzionata dal presidente del consiglio Stella, ma che tuttavia sia letteralmente scomparsa.
Tutte questioni spinose che si vanno ad aggiungere all'evidenza dei fatti: una immensa cava presente a Poreta con un ingente danno ambientale. Tanto che, nel processo che partirà a gennaio, si è costituito parte civile anche il ministero dell'ambiente.
“Chiediamo che il sindaco rinunci alla prescrizione dei reati qualora essa dovesse scattare, che l'attuale presidente del consiglio comunale Castellana, allora vicesindaco, si sospenda dalla carica in attesa dell'inizio del processo e che il consigliere regionale Cintioli, allora assessore competente, illustri la questione in consiglio regionale e si autosospenda”: queste le richieste fatte ieri durante la conferenza stampa, oltre al fatto che l'amministrazione comunale si adoperi a trovare delle soluzioni per bonificare in qualche modo l'area in questione.
“Non voler parlare delle assunzioni di responsabilità e delle soluzioni è grave – ha dichiarato l'onorevole Luciano Rossi – ed è una provocazione che noi non accettiamo. Chiamiamo a raccolta – ha proseguito – tutta l'opposizione per denunciare la situazione, anche da parte delle forze moderate, in un interesse civico”.
Assente all'incontro, al contrario di quanto annunciato, il consigliere comunale Accardi, mentre era presente Maurizio Hanke.

sa.fra

 

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