Interpol, 3500 bottiglie di falso whisky in magazzino di Terni - Tuttoggi.info

Interpol, 3500 bottiglie di falso whisky in magazzino di Terni

Redazione

Interpol, 3500 bottiglie di falso whisky in magazzino di Terni

Indagini della Forestale su contraffazione alimentare
Mer, 08/10/2014 - 14:02

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Circa 3.500 bottiglie di falso whisky e Scotch whisky sono state rinvenute presso un magazzino a Terni e denunciate tre persone alla Procura della Repubblica di Terni per il reato di frode in commercio e vendita di sostanze alcoliche contraffatte. Questi i primi risultati della maxi operazione, tuttora in corso, condotta dal personale del Nucleo Agroalimentare Forestale e del Comando provinciale di Terni del Corpo forestale dello Stato, in collaborazione con quello dell’Ufficio dell’Agenzia delle Dogane locale.
Tale attività, che rientra nell’ambito della cooperazione internazionale di polizia tesa a contrastare la contraffazione agroalimentare in ambito Interpol, giunge al termine di una complessa indagine che scaturisce da una segnalazione della Scotch Whisky Association (SWA), partner della rete internazionale Opson (dal greco antico Cibo) promossa dal Corpo forestale dello Stato a partire dal 2010 e che ha ormai raggiunto l’adesione di ben 41 Paesi.
Tali produzioni di presunto whisky commercializzate su tutto il territorio italiano di provenienza e produzione indiana, che vengono etichettate come blend di Scotch e Indian whisky, non presentano i parametri merceologici previsti dalla normativa dell’Unione Europea in materia di alcool e bevande spiritose.
In particolare, nel corso delle indagini, i Forestali hanno evidenziato che il prodotto sequestrato non è stato invecchiato per 3 anni in botti di legno come prevede la legge e che al fine di simulare il periodo di maturazione sono state aggiunte sostanze aromatizzanti come la vanillina e l’acido gallico. In aggiunta l’aggravante di una falsa indicazione geografica per lo Scotch, produzione fortemente ancorata con il territorio della Scozia.
La lotta ai crimini in danno alle produzioni agroalimentari a indicazione geografica rappresenta per il network Opson il principale fenomeno criminale da combattere nel settore agroalimentare. Le organizzazioni criminali, infatti, hanno capito da tempo il modus operandi illegale che consiste nel cambiare l’etichetta del prodotto alimentare per ottenere enormi guadagni illegali senza ledere la salute del consumatore.


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