INCENERITORE A PERUGIA: ROMETTI “SI FARA' NELL'ATI2, MA NESSUNA IPOTESI PIETRAMELINA”

INCENERITORE A PERUGIA: ROMETTI “SI FARA' NELL'ATI2, MA NESSUNA IPOTESI PIETRAMELINA”


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(FDA)- L'inceneritore si farà, e si farà nell'Ati 2. Ma non c'è per ora un'ipotesi vera su Pietramelina. Con questa presa di posizione l'assessore regionale all'ambiente Silvano Rometti svela la posizione della politica e delle amministrazioni circa la polemica tra i comitati di cittadini e il dirigente della Gesenu, Carlo Noto La Diega, che aveva definito la piccola frazione di Pietramelina come il “luogo ideale” per il nuovo impianto, che potrebbe entrare in funzione già nel 2013.

“L'attuazione del Piano regionale (dei rifiuti) in tutte le sue parti comporta necessariamente anche il completamento del ciclo dei rifiuti attraverso il trattamento termico”, ha detto Rometti in un comunicato, ribadendo la sua posizione favorevole all'inceneritore, escludendo una politica alternativa -prevista in uno solo dei tre scenari del piano- che vedrebbe la differenziata farla da padrone. 

“Circa la localizzazione di tale impianto -continua Rometti- dovrà essere nell'ambito territoriale dell'Ati 2, (ma) la competenza di tale scelta non è del soggetto gestore del servizio, ma dei Comuni dell'Ati”.

L'assessore esclude dunque alcuna competenza della Gesenu a trovare una localizzaizone all'impianto (per quanto certamente l'azienda pubblica, insieme all'Arpa, avrò inevitabilmente una sua voce in capitolo), aggiungendo che “non ci risulta alcuna ipotesi che riguardi Pietramelina”. Rometti rimanda dunque ad un futuro tavolo tra i comuni e la stessa regione la decisione sull'ubicazione precisa del nuovo impianto, che comunque sarà nell'ati 2 e dovrebbe essere realizzato nei dintorni di Perugia, dov'è prodotto il maggior quantitativo di rifiuti. Tra i pesi che potrebbero risultare in questo futuro tavolo, anche un premio economico -a sorta di indennizzo- che sarà attribuito al Comune che accetterà di accogliere sul suo ambito territoriale il nuovo impianto. Per il premio, si parla attualmente di 10euro per ogni tonnellata bruciata in un anno, che diventa una cifra ghiotta per le casse di tanti municipi troppo spesso in rosso se moltiplicata per le 250mila tonnellate annue che il nuovo impianto dovrebbe essere in grado di smaltire.

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