Imposta pubblicità raddoppiata, su protesta autosaloni a Spoleto interviene l’opposizione

Imposta pubblicità raddoppiata, su protesta autosaloni a Spoleto interviene l’opposizione

Spoleto Popolare e Alleanza Civica, “Dobbiamo constatare che non siamo gli unici ad opporci a questa amministrazione”

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A Spoleto brucia il caso “imposta pubblicitaria raddoppiata”, e in qualche caso triplicata. Aumenti fino al 150% per l’imposta e diversi autosaloni decidono per questo di non pagare quello che è per loro un vero e proprio salasso. A prendere posizione sono 5 società spoletine che commercializzano veicoli, Autopama, Ferroni Auto, Fuccelli Auto, Pacchia e Speranza, particolarmente colpite dagli aumenti varati dall’amministrazione comunale. Tanto da aver deciso di non rispettare la scadenza del 31 luglio per le cartelle esattoriali inviate dall’Ica, la concessionaria del Comune per questo tipo di tributi.


Imposta sulla pubblicità Spoleto, aumenti fino al 150% | 5 autosaloni non pagano per protesta


Sul caso, non tardano ad arrivare le prime prese di posizione politiche, come quella di Spoleto Popolare ed Alleanza Civica, che in una nota stampa parlano chiaramente di “esigenze di cassa a danno dei  pochi che resistono…”.

Di seguito la nota integrale:

Dobbiamo constatare che non siamo gli unici ad opporci a questa amministrazione.
Quando è l’opposizione a criticare si è subito pronti a pensare che lo faccia per il gioco delle parti, ma quando sono liberi imprenditori la cosa è diversa
Leggendo il comunicato stampa di alcune aziende spoletine in merito all’aumento assurdo sulla tassazione per le insegne commercili, è  chiaro come questa amministrazione governi in totale assenza di visione della  città e del suo tessuto economico, dove le poche aziende rimaste, che tra mille difficoltà provano a tirare avanti,  vengono scambiate per bancomat. La nostra contrarietà a tale provvedimento approvato dall’amministrazione de Augustinis l’abbiamo gia manifestata nelle sedi opportune.
Pur di fare cassa, l’amministrazione de Augustinis si ingegna  in tutti i modi, anche trasformando le aree industriali in
“aree  speciali”, aree così definite per un sorta di surplus economico-sociale, dove gli aumenti per le insegne commerciali possono arrivare fino al 150 %, a  differenza che nelle altre aree dove c’è un limite del 50%. 
Ma cosa è cambiato nell’ultimo anno a Madonna di Lugo, piuttosto che a Santo Chiodo, da giustificare l’inserimento nelle zone speciali? 
Nulla, solo l’esigenza di far cassa, a danno dei pochi che ancora resistono e  che ancora offrono qualche posto di lavoro. 
La vicenda ci spaventa come già detto per l’assenza totale di una visione, ci spaventa per le giustificazioni-mistificazioni date dal Sindaco in consiglio comunale per giustificare l’ulteriore “salasso”, inoltre la delibera ci lascia qualche dubbio formale, infatti non siamo certi che tale “salasso” a danno delle imprese spoletine sia completamente conforme ai regolmenti e la legge che regola la materia, per questo nelle prossime ore presenteremo un interrogazioni in merito.

Spoleto Popolare

Alleanza Civica

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