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Immigrazione, scende il numero di stranieri residenti in Umbria

Redazione

Immigrazione, scende il numero di stranieri residenti in Umbria

Ven, 28/10/2022 - 08:11

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Presentato il dossier statistico sull’immigrazione. La maggiore incidenza è quella della comunità romena, seguita da quella albanese

Scende il numero di stranieri residenti in Umbria: lo certifica il dossier statistico sull’immigrazione promosso dall’Anci e presentato giovedì a Perugia.

Negli ultimi 10 anni il tessuto demografico e sociale dell’Umbria si è profondamente modificato. L’ampliarsi del differenziale tra decessi e nascite e l’andamento del saldo migratorio hanno innescato, a partire dal 2011, una fase demografica recessiva. Solo nell’ultimo anno la dinamica negativa della popolazione umbra è stata di meno 5.880 unità passando da 865.452 abitanti a 859.572, di questi 91.658 sono stranieri residenti nella regione (dato al 31 dicembre 2021) con un decremento dello 0,9% rispetto l’anno precedente (92.537). Il loro peso sul totale dei residenti è rimasto stabile al 10,7%, valore che colloca l’Umbria al quinto posto tra le regioni italiane dopo Lazio (11,3%), Toscana (11,5%), Lombardia (12%) ed Emilia Romagna (12,8%), a fronte di una media nazionale dell’8,8% e di quella delle regioni del Centro pari all’11%. A livello provinciale, i cittadini stranieri rappresentano il 10,9% dei residenti in provincia di Perugia (70.102 con un meno 0,9% rispetto il 2020) e il 9,9% in quella di Terni (21.556, meno 1,3%).

Sono questi alcuni dei dati emersi nel corso della presentazione del Dossier Statistico Immigrazione 2022, realizzato dal Centro studi e ricerche Idos in collaborazione con in Centro studi Confronti e l’Istituto di Studi politici “S. Pio V”.

Immigrazione, la “fotografia” sulle nazionalità presenti in Umbria

La popolazione straniera più numerosa nel territorio umbro continua ad essere quella romena con un percentuale pari al 24,6%. Nella provincia di Perugia l’incidenza è del 22,2% mentre quella albanese è del 14,4%, marocchina 12,5%, ucraina 4,8%, ecuadoriana 3,9% e cinese 3,8. In quella di Terni la percentuale di romeni raggiunge il 32,3%, seguita dagli albanesi 9,2% ed ucraini 6,7%.  L’Umbria, inizialmente considerata da molti stranieri un territorio di passaggio verso altre regioni e Paesi, è, via via, diventata un territorio meta di un processo di stabilizzazione ormai maturo.

Un dato indicativo di questo percorso di inserimento è quello relativo al peso della componente femminile, che alla fine del 2021 costituisce il 55,2% dei residenti stranieri. La popolazione straniera ha, inoltre, una struttura molto giovane: le persone in età lavorativa (15-64 anni) rappresentano il 76,8% del totale dei residenti. Nello specifico il 34,7% è costituito da giovani fi no a 29 anni (31.841), il 29,4% ha tra i 30 e i 44 anni (26.923), il 28,6% tra i 45 e i 64 anni (26.240) e il 7,3% (6.654) ha un’età pari o superiore a 65 anni. L’età media degli umbri è di oltre 10 anni superiore a quella degli stranieri (37,3 anni), la quale mostra, tuttavia, anch’essa un trend in crescita (circa 5 anni in più dal 2011 al 2021).

Stabilizzazione ed inserimento

Tra gli altri indicatori analizzati ci sono quelli della stabilizzazione e dell’inserimento escludendo dall’osservazione gli stranieri originari di paesi dell’Unione Europea, al cui la normativa consente maggiore libertà di movimento e un più semplice accesso ad alcuni diritti.

Per quanto riguarda le presenze non comunitarie c’è stato un leggero calo tra i soggiornati non Ue, scesi dai 60.402 del 2018 ai 56.508 del 2021 (-6,4%). Tra di loro quelli titolari di permesso di lungo periodo sono 41.660 pari al 73,7% del totale (66,9 centro, 65,8% Italia) mentre i permessi a termine sono 14.848, pari al 26,3%. Anche le motivazioni cui sono legati i titoli di soggiorno a termine aiutano a capire il grado di stabilizzazione: 6.464 (43,5%) sono quelli rilasciati per motivi familiari; seguono i motivi di lavoro (31,4%), di protezione (16,4%), di studio (4,7%), altre tipologie (4%). Per quanto riguarda le presenze nel sistema di accoglienza, al 31 dicembre 2020 risultano accolti in Umbria 1.289 migranti; nel corso del 2021 sono saliti a 1.524 di cui 346 ospiti nei progetti Sai degli Enti locali. Nei primi 6 mesi del 2022 si è registrato un ulteriore aumento (+26,3%), che ha portato il totale a 1.925 unità, corrispondente al 2,1% delle persone accolte complessivamente in Italia (89.897).

Scuola, minori e traiettorie scolastiche

In Umbria da alcuni anni la presenza di studenti stranieri attraversa una fase di stasi. Dai 17.463 dell’anno scolastico 2014/2015 si è scesi a 16.250 alunni (-6,9%) in quello 2020/2021, ovvero al 13,8% della popolazione scolastica complessiva (117.487), un dato che rimane, comunque, al di sopra della media nazionale (10,3%) e di quella del Centro Italia (11,8%), con una costante crescita di quelli nati in Italia (+14,4%), che da anni caratterizzano l’evolversi della presenza degli studenti con background migratorio. Infatti, gli studenti nati in Italia con cittadinanza non italiana (11.628) rappresentano il 71,6% di tutti gli studenti stranieri. Nella scuola dell’infanzia la percentuale sale all’86,2%, nella scuola primaria è pari all’80,1%, nella secondaria di I grado al 72,3% e in quella di II grado al 54,3%. Anche le traiettorie scolastiche degli studenti stranieri nelle scuole secondarie di II grado rispecchiano il maturo processo di integrazione e inserimento degli immigrati che caratterizza la regione: su 4.960 studenti iscritti il 36,5% (1.811) frequenta un liceo, il 32,0% un istituto tecnico e il 31,5% un istituto professionale.

Lavoro e imprenditoria

Il rallentamento della pandemia e la ripresa delle attività economica si è rifessa anche sul mercato del lavoro regionale, dove i livelli occupazionali sono cresciuti più che nel resto del Paese, trainati soprattutto dalla ripresa nell’industria in senso stretto e nel comparto delle costruzioni. Nel 2021 ammontano a 354.249 gli occupati in regione. Tra questi, gli stranieri costituiscono l’11,0% e risultano inseriti principalmente nel settore dei servizi (62,8%) anche se in misura minore degli italiani (68,8%), nell’industria (30,4%, rispetto al 28,7% degli italiani), tra cui l’edilizia (14,7%, rispetto al 6,6% degli italiani) e infine nell’agricoltura (6,8% rispetto a 2,4%). Una maggiore dinamicità del 2021 rispetto al precedente anno emerge dal conteggio dei rapporti di lavoro attivati secondo i dati dei Centri per l’impiego analizzati da Anpal, in base ai quali il 2021 ha visto un incremento del 16,6% delle assunzioni e una maggiore tenuta del mercato (+8.874 il saldo tra attivazioni e cessazioni nel 2021 in confronto a +3.293 nel 2020). Il miglior andamento economico, tuttavia, non ha attenuato il divario tra lavoratori italiani e stranieri, che rimane molto elevato (uno dei più alti del Paese, secondo solo a quello del Molise) soprattutto per quanto riguarda il tasso di occupazione (65,8% tra italiani e 55,2% tra gli stranieri). Va rilevata però l’ampia partecipazione delle donne straniere al mercato del lavoro regionale, queste costituiscono infatti il 48,1% degli occupati stranieri (uno dei valori più alti del Paese, secondo solo alla Valle d’Aosta).

Sul fronte dell’imprenditoria nel quinquennio 2016-2021 le imprese condotte da immigrati hanno fatto registrare un incremento del 14,0%. Tale tendenza si conferma nel 2021, annualità segnata da un aumento del 4,1%. Alla fine dello stesso anno le imprese condotte da immigrati sono 9.434, per il 71,6 % con titolarità di cittadini extra Ue. Tra i settori di inserimento prevale quello dei servizi (54,3%), seguito dall’industria (33,4%) e dall’agricoltura (6,5%); tra i comparti spiccano il commercio (31,1%), le costruzioni (26,1%) e la ristorazione (7,8%). È ancora la comunità marocchina a contare il numero maggiore di titolari di impresa nati all’estero (il 15,3% del totale), nonostante una costante diminuzione che perdura da alcuni anni e che si conferma anche nel 2021; seguono i nati in Romania (14,6%), Albania (13,3%), Nigeria (6,7%) e Cina (5,9%).

La presentazione del dossier sull’immigrazione

Alla presentazione del Dossier sull’immigrazione hanno portato i loro saluti Gabriele Bazzucchi, coordinatore della consulta immigrazione di Anci Umbria, ed Enrica Ricci, dirigente del Servizio Programmazione della rete dei servizi sociali, integrazione socio-sanitaria, Economia sociale e terzo settore della Regione Umbria. Bazzucchi ha sottolineato l’importanza della presentazione annuale dei dati quale strumento utile che permette di avere uno spaccato sull’immigrazione e sul quale impostare azioni e politiche territoriali legate a questo tema.

Subito dopo è andato in onda il video di presentazione ed Eleonora Bigi, responsabile della Sezione immigrazione, protezione internazionale, promozione della cultura della pace, giovani della Regione Umbria, ha illustrato un focus sulla situazione immigrazione in Umbria. Hanno commentato Alessia Giuliacci (Patronato Inca Cgil Umbria – Responsabile Servizio Immigrazione) che ha parlato del ruolo del patronato Inca nella tutela individuale dei lavoratori migranti e delle loro famiglie; Pawel Gajewski (Pastore Chiesa Valdese – Presidente della Commissione Esecutiva Metodista e Valdese per l’Italia Centrale) è intervenuto sulle peculiarità confessionali dei flussi migratori e sul ruolo delle confessioni religiose nei processi di integrazione sociale; Guy Yves Arnaud Amian (Project manager e socio Assidu – Associazione degli Ivoriani dell’Umbria e Ponte d’incontro 3.0) sul ruolo dell’associazionismo migrante in Umbria.

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