IL ‘PROMEMORIA’ DI MARCO TRAVAGLIO FA IL TUTTO ESAURITO AL NUOVO. DALLE TANGENTI ALLE STRAGI, L’ITALIA DEGLI ULTIMI 15 ANNI (Foto TO®) - Tuttoggi.info

IL ‘PROMEMORIA’ DI MARCO TRAVAGLIO FA IL TUTTO ESAURITO AL NUOVO. DALLE TANGENTI ALLE STRAGI, L’ITALIA DEGLI ULTIMI 15 ANNI (Foto TO®)

Redazione

IL ‘PROMEMORIA’ DI MARCO TRAVAGLIO FA IL TUTTO ESAURITO AL NUOVO. DALLE TANGENTI ALLE STRAGI, L’ITALIA DEGLI ULTIMI 15 ANNI (Foto TO®)

Sab, 31/10/2009 - 19:30

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Non si ricordava da anni il Nuovo così pieno, in ogni ordine e palco. Eccezion fatta per la Prima del Festival dei Due Mondi o de Lirico Sperimentale. Per Marco Travaglio, che ha inaugurato la sagione di prosa del Teatro Stabile dell’Umbria, ieri erano finiti anche i biglietti del loggione. Introdotto da Valentino Corvino e Fabrizio Puglisi, DJ disinvolti nel fondere musica elettronica e classica in una sintesi minimalista, il noto giornalista appare e si trasforma nel corso del suo “Promemoria, 15 anni di storia d'Italia ai confini della realtà”: passa da giornalista ad inquisitore, comico, rockstar (nel senso più stretto del termine). Applaudito forse non solo per ciò che fa, ma per ciò che rappresenta, per l'accalorata richiesta di un recupero del senso della parola, del valore delle affermazioni, per la sua battaglia al ‘politichese’ che rende ogni discorso, in ogni momento, passibile di cambiamento, di ribaltamento, di negazione. Travaglio ripercorre 15 anni di storia della politica italiana, facendo notare come questa ha seguito una direzione chiarissima, coerente, complice anche quella confusione generata dalla “chiusura del rubinetto dell'informazione”. Se infatti il messaggio politico italiano nel '94, nel pieno dell'operazione Mani Pulite, appoggiava senza riserve i magistrati e si lanciava in continui attacchi contro la mafia, oggi si è trasformato in una denigrazione continua della magistratura, bollata come corrotta, controllata da poteri eversivi, in una attività di ostacolo al lavoro delle toghe e alle relative indagini. Al contrario si registrano posizioni sempre più soft verso la politica che ha generato Tangentopoli, posizioni sempe più concilianti e meno coscienti verso chi ha causato (e causa) enormi dissesti economici ed etici.

In tutto questo c'è una logica perché, fa notare il giornalista, prima la gente poteva ‘toccare’ con mano gli scandali, tanto da arrivare a lanciare monetine ai politici corrotti, esasperata da un dissesto economico generato dai partiti e scontato dai cittadini. Oggi, non c'è niente da toccare con mano, niente di cui si è informati, o comunque completamente informati. Non ci sono più le immagini dei Tir della Guardia di finanza che portano via i beni miliardari sequestrati a Poggioli. Tanto per fare un nome. Oggi i crimini possono essere sviati, nascosti, mistificati, rendendo i cittadini italiani passivi di fronte ad un sistema che resta saldo e controllabile solo da un pugno di big.

Ne consegue che la politica può dire ciò che vuole, nei termini che preferisce, perché non c'è modo di capire cosa stia accadendo veramente e di contrastare, con la coscienza dei fatti, affermazioni come “Mangano è un eroe” e “fare i giudici è da disturbati mentali”.

Ce n’è per tutti. Dal Signor B. alla sinistra e centro sinistra, fin qui incapace di arginare lo strapotere del leader del centro destra. Eccoli gli scandali, le stragi: “la prima Repubblica muore affogata nelle tangenti, la seconda esce dal sangue delle stragi, ma nessuno ricorda più nulla. Si dice che la storia è maestra, ma nessuno impara mai niente” afferma il giornalista. Fra una scena e l’altra il dj set si riempe di alcuni documenti audio di Martin Luther King, Ghandi, Paolo Borsellino.Travaglio conclude Promemoria (che è anche un libro-dvd, edizioni Promo Music) auspicando un futuro migliore. Lo fa dopo aver tenuto il pubblico con il fiato sospeso per più di tre ore, grazie alla sua ironia, puntualità nell'argomentare e verve retorica. Ricordando che lo strumento più grande è la memoria, ovvero il ricordo di chi, nel passato, ha fatto grande il Paese. Si richiama ai grandi statisti membri della Costituente, a Berlinguer, a Pertini, a tutta una classe politica ormai scomparsa ma sulla quale ci si può e si deve ancora ispirare e trarre forza per ridare all'Italia la coscienza che a suo dire è andata perduta. Si richiama ai grandi magistrati, da Falcone a Borsellino, che non si sono piegati dinnazi alla mafia e al potere politico. Ogni volta che fa il loro nome, dalla platea e dagli spalti scompare come d’incanto anche il più piccolo brusio. Segno che gli italiani avranno pure tanti difetti, ma ancora non quello di dimenticare. Anche se un ‘post-it’ come quello di Travaglio è sempre utile per tenere allenata la memoria. E tale resterà per informare chi avrà avuto la fortuna di non conoscere gli anni bui della Repubblica Italiana. (Ca.Cer. – Va.Lan.)

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