Fausto Cardella in pensiene, dall'inchiesta sul mostro di Foligno a quelle su Falcone e Borsellino

Il procuratore Fausto Cardella lascia la toga, dal mostro di Foligno alle indagini su Falcone e Borsellino

Redazione

Il procuratore Fausto Cardella lascia la toga, dal mostro di Foligno alle indagini su Falcone e Borsellino

Fausto Cardella in pensione dopo 43 anni di onorato servizio, segnato da inchieste su grandi temi: dalla mafia al post terremoto ma anche il mostro di Foligno
Lun, 25/05/2020 - 15:58

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Compie oggi 70 il procuratore generale di Perugia, Fausto Cardella. Che dunque arriva alla pensione e lascia la toga, dopo 43 anni di onorato servizio, segnato da inchieste su grandi temi. Corteggiato dalla polizia, finora ha sempre declinato una sua discesa in campo diretta. Che però non esclude in futuro, come rivelato in un’intervista alla Nazione.

Nato a Caltanissetta il 25 maggio 1950, Cardella ha iniziato la sua carriera in magistratura come sostituto procuratore a Marsala. Poi il primo arrivo in Umbria, a Spoleto, come giudice. Quindi l’approdo a Perugia, da pm. Seguito da esperienze a Caltanissetta (nella Procura della direzione distretturale antimafia), Tortona e presso la Suprema corte di Cassazione. Nel 2007 il ritorno in Umbria, questa volta a Terni, poi all’Aquila, dal 2012. Nel 2016 il rientro di Fausto Cardella nel cuore verde d’Italia, questa volta a capo della Procura presso la Corte d’appello di Perugia, suo ultimo incarico prima della pensione.

Una carriera lunga appunto 43 anni, disseminata di importanti inchieste. Relative ad omicidi, mafia, il post terremoto dell’Aquila. Iniziò lui ad indagare sul “mostro di Foligno”, Luigi Chiatti. Ed è stato nel pool che ha indagato sulle stragi costate la vita a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Diversi in queste ore gli attestati di apprezzamento da parte delle istituzioni per l’attività svolta da Fausto Cardella. Come quello del presidente della Provincia di Perugia, Luciano Bacchetta, che esprime “vivo ringraziamento per il lavoro svolto in seno alla Magistratura da parte del procuratore generale Fausto Cardella”.

In una nota, parlando anche in qualità di sindaco di Città di Castello, Bacchetta sottolinea il valore del suo operato e lo spessore del personaggio, sicuramente tra le figure più di spicco nelle principali inchieste giudiziarie della recente storia italiana. “A Cardella inoltre – sono le parole del presidente della Provincia – ci legano iniziative ed eventi volti alla promozione e divulgazione della cultura della legalità che la Provincia di Perugia a più riprese negli ultimi anni ha inteso promuovere. Il procuratore Cardella – conclude Bacchetta – lascerà in Umbria e nella provincia di Perugia sicuramente una grande impronta ed un esempio di professionalità e doti umane al servizio della Magistratura”.

Ci teniamo a salutare e ringraziare in maniera non formale il procuratore Fausto Cardella, che oggi conclude il suo servizio in magistratura”. Lo afferma in una nota il segretario generale della Cgil dell’Umbria, Vincenzo Sgalla. “Cardella – prosegue Sgalla – ha sempre avuto con il mondo del lavoro e con il sindacato un rapporto positivo e costruttivo. Ricordiamo che, insieme ad Assuero Becherelli, segretario generale della Cgil dell’Umbria negli anni ’90, è stato tra i principali fautori della nascita nella nostra regione della Fondazione anti-usura. E poi, da magistrato e da procuratore, ha sempre prestato grande attenzione alle istanze del mondo del lavoro. Per questo e per l’importante contributo dato nella lotta all’illegalità ed in particolare alle mafie lo ringraziamo, sicuri che il suo impegno civile non si fermerà di certo oggi” conclude Sgalla.

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