Il priore dell'Ammaniti replica a Metelli, ma lo scontro si riaccende - Tuttoggi

Il priore dell’Ammaniti replica a Metelli, ma lo scontro si riaccende

Claudio Bianchini

Il priore dell’Ammaniti replica a Metelli, ma lo scontro si riaccende

Il presidente: 'Nessun confronto, attendo ancora le scuse' / Nuove accuse reciproche
Ven, 19/06/2015 - 15:15

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Per usare un gioco di parole, verrebbe da dire, ‘spade incrociate’ tra il rione Ammaniti ed il presidente dell’Ente Giostra della Quintana, Domenico Metelli.
Il priore Marco Guidoni ha risposto a mezzo stampa, al numero uno di Palazzo Candiotti, sottolineando che l’utilizzo del cortile di Palazzo Candiotti è stato deliberato in giunta comunale e per tutto il periodo della manifestazione, nonostante questo – ha sostenuto Guidoni – il 22 maggio una lettera firmata dallo stesso presidente Metelli comunicava al rione Ammaniti impossibilità di utilizzarlo ‘per motivi di decoro’.
Guidoni chiarisce così che il presidente ‘non ha autorità per mandare tali comunicazioni in quanto gli spazi non sono di proprietà dell’Ente Giostra.
Per quanto riguarda la protesta durtante il Corteo Storico, Guidoni fa notare che quella era la risposta al presidente e non c’era la volontà di offendere l’intero direttivo ne tantomeno la manifestazione.
Il priore dell’Ammaniti ha sottolineato inoltre che non è stato soltanto il suo rione a non votare il bilancio ma che altri tre rioni si sono astenuti o lo hanno bocciato. Guidoni ha comunque auspicato un confronto diretto per il bene della Quintana.
Ma la controreplica del presidente Metelli non si è fatta attendere, ed è arrivato il terzo comunicato stampa ufficiale di precisazione.
E’ l’ultima volta che rispondo al priore del rione Ammanniti – ribatte – ma voglio ribadire che non ci può essere un confronto sereno se il priore Guidoni rimane sulle sue posizioni. Ho appreso che per quanto riguarda il bilancio, bocciato senza alcuna motivazione, il rione sostiene che la votazione non è stata regolare. E’ vero che altri rioni hanno votato contro ma è proprio questo atteggiamento a marcare la differenza. Un conto è il legittimo dissenso, e un altro è continuare a gettare fango sulla gestione dell’Ente.
Per quanto riguarda la questione della corte di Palazzo Candiotti, ribadisco che l’Ente si è attenuto scrupolosamente alle direttive del Comune – prosegue Metelli – peraltro concordate durante l’ultimo mandato con l’ex priore Fiordiponti, il dirigente del Comune e il direttore dei lavori Mario Struzzi, e questo sgombra il campo da ipotetiche ripicche.
Il priore Guidoni, ricevuta la comunicazione, poteva salire le scale del Palazzo e chiedere un incontro secondo una prassi consolidata in questi anni. Per questo affermo che il rione si sta comportando diversamente dagli altri nove.
Sulla protesta durante il Corteo voglio ricordare che abbiamo visto tutti che si è trattato di un’azione premeditata e non certo spontanea orchestrata da alcuni consiglieri e per questo attendo ancora la scuse ufficiali per il deprecabile comportamento.
Ho letto questa mattina che la protesta era solo nei miei confronti e non degli altri magistrati, anche se l’Ammaniti non li ha neppure votati. Il risentimento nei mei confronti è storia antica tanto è vero che prima delle elezioni per quattro mesi non mi hanno concesso neanche di incontrarli. Il risentimento si è manifestato ancora una volta senza alcun rispetto, altro che confronto sereno.
E’ chiaro che amo la Quintana, questo è fuori discussione e proprio perché ho a cuore la manifestazione che non posso accettare il comportamento del rione Ammanniti. E’ estremamente diseducativo invitare i giovani a questo tipo di protesta che cozza con la lealtà, uno dei grandi valori della manifestazione.
Per questo voglio invitare il priore a prendere le distanze da quanto è successo e ad assumersi le sue responsabilità, solo dopo potrà esserci un confronto sereno”.

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