Il mostro del Circeo confessa l’assassinio di Rossella Corazzin | La diciassettenne uccisa in Umbria?

Il mostro del Circeo confessa l’assassinio di Rossella Corazzin | La diciassettenne uccisa in Umbria?

Trasmesso a Perugia un fascicolo con le dichiarazioni di Angelo Izzo, uno degli autori del massacro del ’75: un mese prima, al Trasimeno, la banda avrebbe ucciso una diciassettenne


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Passa anche per l’Umbria una delle violenze degli autori del massacro del Circeo: Gianni Guido, Angelo Izzo e Andrea Ghira avrebbero rapito e ucciso anche Rossella Corazzin, una ragazza originaria di San Vito al Tagliamento, sparita il 21 agosto 1975 dai boschi di Tai di Cadore mentre era in vacanza.

La giovane – ricorda il gazzettino.it che dà la notizia – aveva solo 17 anni e per anni ci si è interrogati sulla misteriosa scomparsa. Il papà morì di crepacuore alcuni anni dopo, la mamma  (Elisanna) nel 2008 senza mai sapere che cosa fosse successo alla figlia, la cui morte presunta fu dichiarata nel 2010 dalla Procura di Pordenone.

Ora a riaccendere i riflettori sulla storia è Angelo Izzo, uno degli assassini del Circeo, che sta scontando due ergastoli nel carcere di Velletri. Il detenuto ha raccontato alla Procura di Roma (che ha chiesto di riaprire il fascicolo per omicidio colposo) la sua verità su Rossella Corazzin.

La giovane sarebbe stata scelta – secondo la testimonianza di Izzo – perché era vergine: dopo essere stata in vacanza in Cadore, la giovane sarebbe poi stata sequestrata e portata sul lago Trasimeno, dove sarebbe stata violentata da 10 uomini e poi uccisa. Poche settimane dopo, i tre, nella notte tra il 29 e il 30 settembre sempre del ’75 e con l’aiuto anche di Luca Palaia – condannato a 30 anni – e Giovanni Palladino, il quale patteggiò due anni, avrebbero attirato con l’inganno Donatella Colasanti e Maria Rosaria Lopez in una villa della località turistica laziale e le avrebbero torturate fino a uccidere la seconda, mentre la prima (che morì a 47 anni, il 30 dicembre 2005, per un tumore al seno) si salvò fingendosi morta.

Il fascicolo con le dichiarazioni di Izzo su Rossella Corazzin è finito sul tavolo del procuratore bellunese Paolo Luca che, per competenza, lo ha trasmesso poi alla Procura della Repubblica di Perugia.

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