IL GRUPPO CONSILIARE DEL PD CRITICO SUGLI EFFETTI DELLA LEGGE FINANZIARIA - Tuttoggi.info

IL GRUPPO CONSILIARE DEL PD CRITICO SUGLI EFFETTI DELLA LEGGE FINANZIARIA

Redazione

IL GRUPPO CONSILIARE DEL PD CRITICO SUGLI EFFETTI DELLA LEGGE FINANZIARIA

Lun, 21/12/2009 - 19:10

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La schizofrenia che sta accompagnando l'approvazione della Legge Finanziaria, attualmente approvata alla Camera e da domani in discussione al Senato, ha portato al susseguirsi di emendamenti fino al maxiemendamento presentato dallo stesso Governo ed approvato dalla Camera. Da tanta concitazione è emersa con nettezza la volontà politica di raschiare il barile per racimolare soldi a danno della montagna italiana.

Non si spiega diversamente la scelta di azzerare il fondo nazionale per la montagna, già fortemente ridotto lo scorso anno, di tagliare del 70% il fondo ordinario per il funzionamento delle Comunità Montane; ma ciò che è ancor più grave è costituito dalla scelta di cancellare con un colpo di spugna gran parte dei Comuni Montani. Infatti, con un norma introdotta all'ultimo momento, estrapolata dal Disegno di Legge “Calderoli – Carta delle Autonomie Locali”, si stabilisce che, improvvisamente, saranno montani solo i Comuni che hanno il 75% del loro territorio oltre i 600 metri sul livello del mare.

Ne consegue una drastica riduzione dei Comuni attualmente classificati montani, come se un improvviso sconvolgimento tettonico avesse livellato l'Appennino. La montanità viene trattata come fosse una “convenzione” da modificare a piacimento e non una caratteristica fisica, ed una condizione sociale, economica che implica particolari disagi e difficoltà per chi vi abita e vi lavora.

La perdita dello “status di montanità” porta con sé non solo la riduzione di risorse per i Comuni, ma rischia di mettere in discussione la salvaguardia di taluni servizi pubblici, di eliminare alcune importanti agevolazioni e di ridurre le opportunità di accesso ai finanziamenti comunitari.

La constatazione politica che si può trarre da tutto ciò non è più riconducibile alla demagogica volontà di ridurre i costi della politica e della spesa pubblica, che sembra realizzarsi con la soppressione delle Comunità Montane. In Italia, dopo tanto rumore, gli unici Enti che si sono riformati sono state le Comunità Montane, riducendosi a livello nazionale da 367 a 185 ed in Umbria da 9 a 5, azzerando i costi degli amministratori che, essendo obbligatoriamente Sindacie o Assessori , mantengono la modesta indennità del loro Comune.

Non vi sono più alibi; la scelta è quella di colpire la montagna, di risparmiare risorse a danno della parte del Paese che, pur costituendo il 54% del territorio, è la più debole ed elettoralmente meno significativa.

Non si spiega diversamente anche il trattamento riservato agli stessi Comuni Montani che, dopo le decurtazioni degli anni scorsi, si trovano a subire altri tagli, senza il riconoscimento di alcuna forma di perequazione, pur sancita dalla Costituzione. In questi Comuni è a rischio il mantenimento dei servizi essenziali, senza i quali si inverte inevitabilmente quel processo di sviluppo che anche in montagna si era avviato. Che dire poi della drastica riduzione, anche nei piccoli Comuni, dei Consiglieri Comunali e degli Assessori, anch'essi annoverati fra i titolari di laute indennità da tagliare? Anche in questo caso si ostenta la propaganda e si riducono gli spazi della partecipazione e della rappresentanza democratica.

Ordine del giorno

Il Consiglio comunale di Spoleto

Visto che

  • nella Legge Finanziaria 2010 approvata alla Camera dal Governo viene azzerato il fondo nazionale per la montagna di cui alla Legge 97/94;

  • è inoltre prevista la cessazione del concorso dello Stato al finanziamento delle Comunità montane (sinora previsto dall'articolo 34 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 e dalle altre disposizioni di legge relative alle Comunità montane);

Visto inoltre che

  • nella medesima legge finanziaria vengono riclassificati i comuni montani definendo tali solamente quelli aventi il 75% del proprio territorio oltre i 600 metri sul livello del mare attribuendo loro solo il 30% delle risorse sottratte al fondo ordinario finora destinato alle Comunità Montane

  • una tale riclassificazione basata unicamente su un criterio altimetrico, non differenziato fra Alpi ed Appennini, che non tiene in alcun conto le condizioni sociali, economiche, nella nostra regione significherebbe ridurre drasticamente i comuni che manterrebbero lo ” status di montanità ” ;

Considerato che

  • la perdita dello “Status di montanità ” porta con sé non solo la riduzione di risorse per i Comuni, ma rischia di mettere in discussione la salvaguardia di taluni servizi pubblici, di eliminare alcune importanti agevolazioni e di ridurre le opportunità di accesso ai finanziamenti comunitari;

  • per la regione Umbria , si verificherebbe una perdita di alcuni milioni di euro per investimenti e per le spese di funzionamento delle Comunità montane;

  • l'approvazione definitiva di tali disposizioni comporterebbe per le Comunità montane l'impossibilità di approvare i propri bilanci;

  • priverebbe le Comunità Montane della possibilità di garantire i servizi ai cittadini,

di realizzare importanti interventi per i territori montani mettendo infine a repentaglio i posti di lavoro ai propri dipendenti

  • le suddette misure appaiono in netta contraddizione con la legge 42/09 sul Federalismo Fiscale

Tutto ciò premesso

Esprime la propria preoccupazione e contrarietà per una previsione normativa che metterebbe in ginocchio gran parte dei territori montani della Regione Umbria mettendo in grave pregiudizio, anche all'interno del nostro Comune, il diritto dei cittadini a godere di servizi adeguati alle esigenze assicurando pari opportunità rispetto al resto del territorio.

Chiede altresì

che anziché ridurre gli spazi di partecipazione e rappresentanza democratica; espropriare i Comuni delle forme di fiscalità locale già esistenti e di tagliare in modo drastico ed indifferenziato i trasferimenti statali. alle Comunità Montane ed ai Comuni montani;

che si avvii concretamente il federalismo fiscale, attraverso il quale assicurare le risorse necessarie per ogni territorio, riconoscendo ai territori montani le perequazioni sancite dalla Costituzione.

Comunicato a cura del Gruppo Consiliare PD Spoleto


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