Il flop non ferma le schermaglie tra le due anime grilline

Il flop non ferma le schermaglie tra le due anime grilline

Tizi chiama in causa l’astensionismo, Rosetti attacca “il Capo e i servi sciocchi”: i numeri della disfatta


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Mentre Luigi Di Maio attende il via libera da Rousseau (non dal filosofo illuminista evocato tramite una seduta spiritica, ma dalla piattaforma telematica creata dalla Casaleggio) restare il capo politico del Movimento 5 stelle, le due malconce stelle perugine continuano il duello a distanza. In palio non c’è qualche voto in più (e forse non c’è mai stato, guardando con il senno di poi post spoglio), ma l’onore, per non vedersi additare come la causa della disfatta.

Nel 2014 Cristina Rosetti, allora candidata sindaco del Movimento 5 stelle, raccolse 16.225, pari al 19% dei consensi tra i perugini che si erano recati alle urne. Quasi un migliaio in più della  lista a 5 stelle. Cinque anni dopo, la stessa Rosetti (alla guida della lista ultragrillina #NoiCittadini) ha raccolto 1.148 voti, mentre la candidata bollinata 5 stelle Francesca Tizi 5.966. Insieme (ma parliamo ovviamente di un paradosso, perché visto quanto accaduto sarebbe più probabile una lista Salvini-Boldrini) avrebbero superato di poco le 7mila preferenze. Più di 9mila voti persi in 5 anni. In cui il Movimento 5 stelle a Palazzo dei Priori ha fatto indubbiamente una vera opposizione. Tanto da far sperare Rosetti nel sorpasso all’usurpatrice Tizi. Macché: il richiamo del simbolo è stato più forte, anche se tanto, tanto sbiadito.

Anche sommando i voti saremmo stati ben lontani dal precedente risultato” ha ammesso il parlamentare Filippo Gallinella, mentre lunedì commentava in diretta lo spoglio dagli studi di Umbria Tv. Così come, con onestà, Gallinella ha ammesso la sconfitta sulle elezioni, dal peso politico, delle europee.

Ma a Perugia, oltre ad interrogarsi se abbiamo pesato più le 2.893 persone che beneficeranno del reddito di cittadinanza o quanti si sono visti respingere la domanda, Tizi e Rosetti sono ancora in cerca di un/una colpevole.

Francesca Tizi tira in ballo l’astensionismo: “Il M5S in questa tornata elettorale ha sofferto nella maggioranza dei Comuni italiani e alle europee. L’astensionismo che una volta riuscivamo a mobilitare, stavolta è rimasto a casa. Questo è ciò su cui dobbiamo riflettere. So tuttavia che noi tutti abbiamo dato il massimo e ringrazio quindi i candidati della nostra lista, gli attivisti e gli elettori che hanno accettato di prendere parte a questa sfida ambiziosa”.

E annuncia: “Il mio lavoro di consigliera sarà in linea con quanto promesso in campagna elettorale, all’insegna della trasparenza e della difesa dei diritti dei cittadini comuni“.

Perché almeno, Tizi a Palazzo dei Priori entra, da consigliera. Non così Cristina Rosetti, che replica: “A Perugia nessun problema di astensionismo, il M5S ha perso oltre sei punti rispetto alla percentuale delle europee“.

Poi l’affondo sull’avversaria e su chi l’ha sostenuta nel “colpo di Stato”, a cominciare da Di Maio: “Nel 2014, noi avevamo tenuto la percentuale migliorandola seppur di poco. Le scelte calate dall’alto alla Di Maio, di persone senza un giorno di politica attiva, che si improvvisano per salire sul carro e non rispettano persone e lavoro svolto con fatica, per anni, produce questi effetti. Se poi ci metti che nel 2014 appoggiavano Romizi… La lista #NoiCittadini per nulla fallimentare ha collezionato molte più preferenze, in proporzione, di quella del 5 stelle. I coautori della disfatta nazionale, si attengano ai numeri ed è bene dire che dei territori se ne sono sempre infischiati, lasciandoli morire… meglio non far arrabbiare il capo se no poteva sfuggirgli la poltrona! Questa è stata sempre la logica che tutti, attivisti e consiglieri comunali, possono testimoniare: liste che non si è riusciti a fare, lasciate senza certificazione, elettori e potenziali candidati regalati alla Lega e al centro destra. Ormai il quadro è chiaro a tutti. In sette anni, nulla fatto per il territorio. La Lega, che valorizza i suoi amministratori, in un solo anno di governo si è mossa in ogni direzione. Lo sostengo da sempre: non tutti sono adeguati alle istituzioni e ciò a prescindere dai voti“.

Esplicando così un concetto che la stessa Rosetti aveva accennato commentando il commento di Beppe Grillo in difesa di Di Maio: “Purtroppo – aveva scritto l’ex capogruppo perugina del M5s – spesso, metodo e forma sono sostanza. Il Capo politico è uno, i servitori sciocchi troppi. Quella dei servi sciocchi era l’Italietta da cambiare“.

E pur da fuori il Palazzo, Rosetti annuncia battaglia: “Vogliamo vivere in una città ‘normale’ – il messaggio inviato al proprio elettorato dopo il voto – non rinunceremo alla nostra proposta, e quando i nodi verranno al pettine, ci saremo, da cittadini attivi, consapevoli e capaci di stare dalla parte giusta e non dove conviene, perché il voto è sempre legittimo, ma non è sempre giusto“.

Difficile dire quanto la zuffa casalinga abbia influito, a Perugia, sul flop grillino, nella sua doppia veste. Certo, nello stesso giorno, tra i perugini che si sono recati alle urne per scegliere il sindaco, 11.483 nella scheda rossa per il Parlamento europeo hanno barrato il simbolo del Movimento 5 stelle. Alle comunali i partiti pagano la “tassa” alle civiche, è vero. Ma qui, in proporzione, la tassa è stata più salata, mentre si litigava. Per un posto sicuro, evidentemente, da consigliere comunale. Nulla di più.

Ed eccoli i numeri del doppio flop, con percentuali nelle preferenze da prefisso telefonico. Unica consolazione per Stefano Giaffreda: vince la sfida con l’ec compagno di banco Michele Pietrelli.

I voti del Movimento 5 stelle: tutte le preferenze

Voti di lista 5.942 (6,98%)

Michele PIETRELLI 127 (2,14%), Maria Cristina MORBELLO 188 (3,16%), Luca LALLI 39 (0,66%), Mara TAMBURRI 9 (0,15%), Andrea CIPRINI 72 (1,21%), Cinzia COPPOTELLI 45 (0,76%), Luciano PELLEGRINI 13 (0,22%), Adriana SPADAFORA 19 (0,32%), Massimo MEZZASOMA 49 (0,82%), Eleonora ROMANI 4 (0,07%), Dario ALESSANDRO 8 (0,13%), Gaia BUSTI75 (1,26%), Andrea BINDOCCI 24 (0,40%), Marta GIOVAGNONI 21 (0,35%), Michele REGNI 73 (1,23%), Michela BIGONZONI 7 (0,12%), Enrico CASTELLANI 7 (0,12%), Nadia MUGHRABI 11 (0,19%), Michele LOLLI 14 (0,24%), Francesco SPINOSI 12 (0,20%), Jasmeet Kaur SANDHU 10 (0,17%), Damiano STANO 16 (0,27%), Roberta FRATINI 7 (0,12%), Marco TINARELLI 39 (0,66%), Maria Assunta TARPANI 8 (0,13%), Stefano CAPPELLI29 (0,49%), Federico FRANCHI 8 (0,13%), Nadia SEVERI 2 /0,03%), Ciro PIETROLUONGO 14 (0,24%), Euro ROSCINI 4 (0,07%), Emanuele PALMIERI 93 (1,57%), Alessandro COSTANTINI 11 (0,19%).

I voti di #NoiCittadini: tutte le preferenze

Voti di lista 1.09 (1,26%)

Stefano GIAFFREDA 161 (15,06%), Massimo AIELLO 33 (3,09%), Candido BALUCCA 9 (0,84%), Nicoletta BERNARDI 11 (1,03%), Valentina BONACA 35 (3,27%), Maria Gabriella BRUNORI 55 (5,14%), Bruno BUITONI 20 (1,87%), Marco CAMILLONI 5 (0,47%), Luca CASTRABERTE 12 (1,12), Luciano Ernesto CENCI 2 (0,19%), Alessio CIANCALEONI 5 (0,47%), Fabrizio ERCOLANELLI 39 (3,65%), Filippo Fiume FAGIOLI 31 (2,90%), Natale FIORUCCI 25 (2,34%), Michele GIOMMINI 2 (0,19%), Luisa LATTES 12 (1,12%), Francesco MASCIARELLI 23 (2,15%), Roberta MASSI 22 (2,06%), Alessandro NATICCHIONI 24 (2,25%), Emanuele PICHI SERMOLLI 8 (0,75%), Maria QUATTRONE 23 (2,15%), Maria Rosa RIZZI 7 (0,65), Matteo SEVERINI 26 (2,43%), Cheti TIRIDUZZI 1 (0,09%), Marta TOFFANO 0 (0,00%).

 

 

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