IL CRETTO DI GIBELLINA SARA’ ULTIMATO ENTRO IL 2015, CENTENARIO DELL’AUTORE TIFERNATE ALBERTO BURRI – FOTO

IL CRETTO DI GIBELLINA SARA’ ULTIMATO ENTRO IL 2015, CENTENARIO DELL’AUTORE TIFERNATE ALBERTO BURRI – FOTO

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Davide Baccarini

Questa mattina nella sala della Giunta del comune di Città di Castello, il sindaco Luciano Bacchetta e il membro della fondazione Albizzini, Rosario Salvato hanno annunciato che sarà completato, per il centenario di Alberto Burri, “Il Cretto di Gibellina”, che l’artista tifernate realizzò nella città siciliana rasa al suolo dal terremoto del 1968.
Storia dell’opera – Dopo la ricostruzione di Gibellina a molti chilometri più a valle, il sindaco della città, Ludovico Corrao chiamò artisti di fama mondiale per “umanizzare” quella che ormai sarebbe diventata una “new city”. All’appello del sindaco, tra gli altri, rispose proprio Alberto Burri, il quale però si rifiutò di inserire una sua opera nel nuovo contesto urbano e realizzò un grande cretto nella vecchia Gibellina, in memoria del sisma che la distrusse. Dentro una serie di cubi di cemento egli racchiuse ruderi e ogni traccia della vita domestica sconvolta dal terremoto, creando un’immagine monumentale, adagiata sul lento pendio; gli spazi intermedi tra cubo e cubo, evocando le fenditure del sisma, ricalcano l’impianto delle strade e si impongono come un cretto, reduplicando la tipologia di opere che negli anni Ottanta Burri stava realizzando.
Caratteristiche tecniche – Nel gergo dell’arte contemporanea il Cretto appartiene alla “Land Art”, distinguendosi per dimensioni e per il profondo vincolo che lega l’opera al territorio su cui giace. I lavori, iniziati nell’agosto 1985, furono interrotti nel 1989. La superficie prevista nel progetto era di 88.200 mq. Ne è stata realizzata circa il 75%; quella da completare si aggira sui 20.000 mq. L’intera opera è colossale: misura 315 m per 280 m, con un’altezza media che va dai 150 cm ai 160cm. I blocchi di cemento armato che coprono la superficie sono 122, distanziati gli uni dagli altri ad una distanza che varia dai due metri e mezzo ai quattro. Dal 2008 l’opera è sottoposta a tutela dei Beni culturali e del Paesaggio.
Gli interventi da fare – Prima di essere ultimato, il Cretto, in base a quanto prevede il decreto, sarà sottoposto ad un intervento di restauro, manutenzione e ripulitura della parte già esistente, danneggiata dall’esposizione agli agenti atmosferici. Verrà rimossa la vegetazione spontanea, si interverrà sui fori e le scollature. Inoltre sarà ripensato il sistema di copertura dei cubi per permettere una conservazione migliore.
Il sindaco tifernate – Orgoglioso della firma del decreto che finanzia i lavori da parte del presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, il sindaco Luciano Bacchetta ha aperto così la conferenza: “Stiamo parlando di un luogo molto lontano da Città di Castello ma in realtà molto vicino sentimentalmente e culturalmente. Questa straordinaria mobilitazione è stata propiziata in modo casuale dal Rotary Club, che, allora presieduto da Eros Colcelli, fu fautore di una ripresa dei rapporti tra i due comuni e in particolare con il sindaco di Gibellina, Rosario Fontana, ospite lo scorso due giugno alla Festa della Repubblica nella nostra città, quando insieme abbiamo anticipato l’avvio, allora non ufficiale, del restauro del Cretto”. Poi aggiunge: “Di questo e del centenario del Maestro parleremo anche il prossimo 5 luglio a Roma, nell’incontro che il sottoscritto e il sindaco di Gibellina avremo con il Ministro dei Beni culturali Massimo Bray. Naturalmente a questo incontro sarà presente anche la Fondazione Albizzini”. Ribadisce infine: “Il binomio Città di Castello – Città di Burri si sta progressivamente arricchendo di tante determinazioni: negli auspici di tutti l’inaugurazione di questa imponente opera sarà uno degli eventi principali nel programma di manifestazioni per il centenario della nascita del Maestro che cadrà nel 2015. Entro questa data convoglieremo una intensa progettualità che sta muovendosi intorno al patrimonio Burri”.
Rosario Salvato – Rosario Salvato, membro della Fondazione Albizzini, dichiara: “La difficoltà forte è stata quella di mettere intorno ad un tavolo tutti i soggetti che avessero voce in capitolo per agevolare ed avviare la realizzazione di tutto ciò. Difficoltà che ha costretto me in particolare, membro della fondazione, ad andare in Sicilia per quattro fine settimana. Il tavolo era complicato e richiedeva una gestione non solo tecnica, amministrativa, e culturale ma anche una gestione politica, nel senso che la regione, la sovrintendenza, il ministero, il comune e altri soggetti vari avevano voce in capitolo sulla questione. La Sicilia ha comunque compreso l’importanza artistica e turistica del Cretto e nonostante la cifra consistente (3 milioni e mezzo circa di euro) necessaria a completare e mantenere l’opera, ha detto sì. Molti soggetti culturali si sono poi mobilitati per Burri, a partire da Legambiente nazionale, promotrice di un convegno che ha sostenuto e in un certo senso facilitato le decisioni della Regione Sicilia. In questa circostanza e nelle altre, la Fondazione Albizzini è stata presente, garantendo la copertura scientifica del progetto nel rispetto delle volontà del Maestro, sia nella configurazione definitiva che nei requisiti progettuali ed artistici. I lavori dovrebbero sicuramente partire entro l’anno e concludersi in tempo utile per diventare un evento di punta del centenario”.
Anche Eros Colcelli, ex presidente Rotary ricordato in precedenza dal sindaco, ha detto la sua: “È stato un onore per il Rotary aver contribuito a questo grande avvicinamento tra Umbria e Sicilia, nato in nome dell’arte. Il centenario sarà un momento di promozione internazionale per Città di Castello”, quest’ultima, tra l’altro, coinvolta insieme a Gibellina, a Milano nell’anno dell’Expò.

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