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IL CONSIGLIO COMUNALE VISTO DA SPOLETO 5 STELLE. BILANCIO APPROVATO CON 17 VOTI FAVOREVOLI E 1 ASTENUTO

Redazione

IL CONSIGLIO COMUNALE VISTO DA SPOLETO 5 STELLE. BILANCIO APPROVATO CON 17 VOTI FAVOREVOLI E 1 ASTENUTO

Ven, 06/05/2011 - 10:00

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Di Spoleto 5 Stelle (*)

Ordine del giorno è il seguente: Conto consuntivo 2010. Determinazioni. Lo scrivente consigliere Parente arriva con un po' di ritardo a causa di motivi di lavoro.: il neo – eletto presidente della commissione bilancio Cappelletti sta già relazionando sull’andamento dei lavori in commissione e sui vari aspetti emersi, riportando poi che il conto consuntivo ha avuto voto negativo in commissione (Hanke, Profili e Cappelletti) con voto favorevole di Alleori e Cristofori. Campagnani astenuta.

All'inizio del consiglio i due consiglieri Spedalieri e Campagnani passano al gruppo misto (nominando capogruppo Profili che era nel gruppo misto da solo fino ad oggi), e cambiando anche di postazione, passando nell'altro emiciclo della sala.

Il direttore generale Cerquiglini ringrazia i revisori dei conti che hanno lavorato in collaborazione con gli uffici ma in completa autonomia e quindi con garanzie di correttezza e trasparenza. Il consuntivo, dice, è un documento molto complesso. Sono molto importanti i previ documenti di programmazione, sulla base dei quali si può giudicare il consuntivo senza considerazioni distorte. Ci sono talmente tante modifiche legislative continue che stabiliscono come allocare le risorse che risulta molto molto complesso compilare il consuntivo. Dal conto in ogni caso emerge una perfetta corrispondenza tra pressione fiscale e erogazione servizi. Elemento da prendere seriamente in considerazione è il recupero dell’evasione. Questo consente di compensare le minori entrate. Ad esempio i finanziamenti della legge 10 (cd. Bucalossi) sono diminuiti da 2 milioni di euro a 800 mila euro (meno della metà) dimostrando la crisi del settore edilizio ormai fermo. La spesa per investimenti pro – capite (da parte del comune per gli spoletini) è passata da € 1.500,00 A € 252,00 con notevole riduzione rispetto al 2009 (il che rende molto fiduciosi e speranzosi per il futuro… n.d.r.). La congiuntura economica – prosegue il direttore generale – non è favorevole, è la peggiore degli ultimi 20 anni e vengono meno trasferimenti della comunità europea per la ricostruzione per il terremoto. Per quanto riguarda le spese per il personale c’è il blocco del turn over (ricambio) voluta dal legislatore e imposta da esigenze di bilancio. Poi parla del piano degli obbiettivi – descrivendo i vari obbiettivi gestionali posti. E poi riferisce dei premi di risultato a dirigenti e dipendenti.

Il presidente del collegio dei Revisori conti riferisce come il rendiconto era corredato di tutti i documenti previsti dal testo unico enti locali ed erano rispettate tutte le norme e principi previsti dalla legge, elencando una serie di principi finanziari e gestionali imposti dalla legge e rispettati dal bilancio comunale. Evidenza alcuni dati (ad esempio € 558.000 di proventi dalla polizia municipale di cui € 431.000 provenienti dalle multe – somme vincolate al 50% alle spese correnti). Dice poi che le spese per il personale rientrano nei limiti di cui alla legge. Il tasso medio degli interessi passivi è circa il 4,5 %. Si è estinto anticipatamente il finanziamento swap Banca Roma per 63.100 euro. In generale, dice il revisore, è stato operato il ri-accertamento dei residui attivi e passivi; un ridimensionamento delle spese informatiche. Come prescrizioni finali consigliano un sempre maggior controllo delle società partecipate e di porre attenzione alla gestione del personale e del patrimonio immobiliare. In conclusione attesta la corrispondenza tra il rendiconto e la gestione e esprime parere favorevole.

Militoni, sollevando una eccezione procedurale, dice che nella conferenza dei capigruppo si era convenuto che ci fossero sul tema due convocazioni (due consigli) prima del voto ed invece il presidente del consiglio Cristofori dice che già da stasera ci sono i presupposti per l’approvazione del bilancio.

Grifoni, anche, si lamenta perché in conferenza capigruppo si erano decise due convocazioni per approfondire prima del voto. Ma invece ora si decide di procedere e il presidente ha deciso di andare avanti.

Il consigliere Cardarelli segnala un errore nella relazione di accompagnamento del bilancio consegnata dalla Giunta. Si tratta di un errore di calcolo, per il quale risulta un avanzo (una cifra attiva più alta) scorretta. Il revisore dei conti e il direttore generale controllano e il conto di bilancio (cioè il vero e proprio documento ufficiale sottoposto a votazione) non riporta errori. L’errore è solo sulla relazione della Giunta che è documento accessorio. Viene messa ai voti una proposta di rinvio della minoranza, che viene respinta a maggioranza (17 voti contro 13). Si va quindi avanti.

Bernelli interviene dicendo che non vi è serietà nel bilancio (i bilanci spesso si chiudono con alchimie dice) più che altro in relazione ai risultati di gestione. Le iniziative inserite nel bilancio previsionale poi non vengono attuate e la differenza viene inserita nelle poste attive.

Loretoni riporta una sua indagine sui numeri: sulla efficienza servizi e sul controllo di gestione, evidenziando risultati. Riporta in modo molto analitico una serie di dati ripercorrendo in sostanza tutti gli aspetti e le falle gestionali sempre sollevate. Il dato principale che solleva però è il seguente: i residui attivi e passivi ammontano a circa 45 milioni, su un bilancio di gestione corrente di 34 milioni. Ci sono poste attive e passive che risalgono al 1980, molte delle quali impossibili da esigere o da recuperare, falsando quindi il reale bilancio. Chiede: quando si farà un bilancio vero e reale? Dice poi che la relazione del bilancio è fatta con il copia e incolla dalla relazione dell’anno passato. Poi segnala come dei contenziosi non se ne parla. Ci sono in corso contenziosi milionari del Comune, per i quali non è stato fatto nessun accantonamento, nessuna previsione: se si perdessero tali cause allora il bilancio sarebbe in dissesto.

Nel frattempo i membri della giunta si allontanano e anche il sindaco (che poi ritornerà per votare) Anche l'assessore Cintioli se ne va. Rimane l'assessore Proietti e il vice sindaco Lisci (che poi se ne va anche lui).

Militoni, analizzando il documento di controllo di gestione, dove ai vari obbiettivi vengono assegnati dei punteggi, dice che tali punteggi sono falsati e incongrui. Ci sono più di 50 obbiettivi. Ad esempio uno di essi, denominato in codice “a livella”, riguarda la risistemazione delle tombe in degrado nel cimitero comunale. A tale obbiettivo vengono assegnati 80 punti, più degli obbiettivi relativi a turismo, sviluppo economico, project financing per lo sport, e ciò è assurdo. Annuncia che l’opposizione abbandonerà l’aula al momento della votazione anche per il fatto che non si è deciso di rinviare nonostante l'errore nella relazione.

Parente sottolinea come dalla relazione di controllo di gestione si vede che chi dirige il controllo di gestione, nonché la cd. cabina di regia dei progetti, è il direttore generale. La giunta ed il sindaco non solo non contano nei fatti ma nemmeno sulla carta. Il direttore generale assegna i progetti ai dirigenti, e alcuni dei progetti a sé stesso, e dirige il controllo di gestione. La giunta assegna dei punteggi ai vari progetti ma non sembra – né nei fatti, né nel funzionamento sulla carta del sistema – che ciò interferisca più di tanto per il funzionamento della cd. cabina di regia. Quindi valutazione dei risultati e sull’ottenimento dei risultati fa capo sempre al direttore generale. In sostanza la gestione del comune è come se fosse stata data in appalto esterno. Poi ricorda il macro – dato per il quale a seguito del taglio finanziamenti statali e dei fondi – terremoto l’entrata più grande sono ICI e TARSU, a fronte dell'aver reso edificabili intere zone (senza nessuna reale necessità urbanistica). Una volta finito l’invio delle cartelle esattoriali cosa farà il comune? Si venderà i diritti di superficie per 90 anni, come sta facendo il governo, magari sul Ponte delle Torri e sulla Rocca?
Grifoni ripercorre anche egli la anomali dei residui su poste attive e passive, residui antichi ma non esigibili. Segnala poi che dai conti risulterebbe un avanzo di 800.000 euro tra quanto incassato ocn la tarsu e quanto speso a favore della VUS e chiede come mai allora queste somme non vengano destinate alla riduzione delle tasse. Sottolinea poi come il turismo, lo sport, la cultura, settori che dovevano essere cavalli di battaglia a sentire il sindaco, hanno a disposizione solo il 10% delle spese.

Trippetti analizza invece diversi aspetti positivi del bilancio. Ciò in maniera puntuale per diversi settori. Ad esempio nel 2010 le entrate per le multe dei vigili urbani sono calate e si attestano ad euro 558.000 (ma forse anche perché nessuno va più al centro storico a forza di prendere multe? n.d.r.). Sottolinea poi gli aspetti positivi del referto del controllo di gestione, e come da esso emergano l'efficacia e l'efficienza dei dirigenti, ed il funzionamento della cabina di regia fortemente voluta dal sindaco. E poi fa il conto degli obbiettivi raggiunti e non raggiunti. Di particolare importanza è stato il rispetto del patto di stabilità. E l'obbiettivo raggiunto di un efficace controllo di gestione. In definitiva segnala come il pareggio bilancio sia stato ottenuto senza tagli ai servizi.
Profili sostiene come oggi il conto consuntivo dimostra che il bilancio preventivo era il libro dei sogni: si considerava il Project Financing (finanziamenti misti pubblici / privati per iniziative o progetti) come obbiettivo prioritario (e poi, si diceva, sarebbero stati individuati gli immobili su cui fare tali operazioni) mentre invece ora tutto scompare con il conto consuntivo, non essendosi reperiti i finanziatori privati. Poi parla del piano di consulenza esterna della società Maggioli, affidato ad una società tanto celebrata dalla giunta: poi quando il piano della società incaricata è risultato essere molto critico con le spese per il personale (soprattutto per i dirigenti) il piano è stato abbandonato.

Piccioni dice che si tutto è perfettibile e poteva essere fatto meglio (rivolgendosi ai colleghi di minoranza) ma dice anche che con le critiche non deve essere descritta una situazione lontana dalla realtà. Dice poi che il voto sul bilancio è però un voto di fiducia e quindi annuncia il suo voto favorevole, che, dice, è un ulteriore atto di fiducia e spera che il sindaco ne tenga conto di questo ulteriore atto di fiducia.

Cardarelli si congratula con il presidente della commissione Cappelletti per il lavoro svolto. Poi sempre citando il sopra citato studio Maggioli, si nota che la pressione fiscale sugli spoletini è molto superiore alla media e si analizzano invece una serie di spese da tagliare e di recuperi, da dove invece far uscire le risorse per allentare questa pressione fiscale (recuperi soprattutto da operare con tagli alle spese amministrative del comune). Lo Studio Maggioli, poi, dice che occorre un maggiore controllo sull’ASE. Cardarelli sottolinea una certa autoreferenzialità dei dirigenti del comune (che assegnano massimi punti di risultato, quando invece i pareri – anche tecnici – esterni, non dicono lo stesso). Sui residui attivi dice che nelle aziende private vengono cancellati se passa un anno o due senza che possano essere incassati, indipendentemente dalla prescrizione. Invece il Comune tiene ancora in bilancio (come poste attive) dei vecchi residui di bilancio anche di venti anni. Se andassimo a fare un controllo su quanto realmente esigibile e recuperabile il comune sarebbe ufficialmente in dissesto finanziario. Anche egli annuncia di non partecipare al voto.

Alleori anche sottolinea le difficoltà dovute ai tagli, sottolineate dai tecnici e dal direttore generale, con una riduzione dei proventi e trasferimenti statali, data la grande crisi nella nostra nazione.

Dominici dice che la minoranza ha solamente pianto ma non riesce a dimostrare nulla di quello che ha fatto per contribuire a migliorare i conti e la gestione del comune. Dice che sente, da parte della minoranza, solo critiche, solo proteste, rimaste acqua. Chiede allora come consigliere della maggioranza – anche condividendo alcune critiche della minoranza – di tenere conto che c’è un sindaco, di documentare la propria azione politica e proporre piani. Dice che la giunta non è sadica e non ha piacere della grave crisi in corso. La crisi investe tutti. Invita quindi i consiglieri di minoranza a voler dare il proprio contributo, e se così fosse egli sarebbe immediatamente dalla parte della minoranza.

Hanke dice che l’organo dei revisori dei conti non dovrebbe essere nominato dal consiglio comunale (cioè dallo stesso ente che poi va controllato) ma magari da un organo super partes, come ad esempio lo stesso ordine locale dei commercialisti. Giudica il rendiconto pesantemente negativo, semplicemente edulcorato dal fatto che dal risultato negativo di cassa vi è un aggiustamento contabile.

Si arriva al voto. L'opposizione – pur con molti consiglieri ancora presenti in aula – non partecipa al voto. Il rendiconto viene approvato con 17 voti favorevoli ed 1 astenuto. Alle ore 21.40 circa il consiglio viene sciolto.

(*) Consigliere Carmelo Parente

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