La tutela e la valorizzazione dei luoghi e dei paesaggi, attraverso dei progetti che ne vadano a leggere e intepretare le caratteristiche nel dettaglio, è la caratteristica comune a ogni requisito per l'ammissibilità degli interventi edilizi nel territorio di Perugia, secondo quanto indicato dalla commissione per la “Qualità architettonica ed il paesaggio” del comune di Perugia, in una conferenza stampa a Palazzo Grossi stamattina.
L'attuale tipologia di interventi al vaglio della commissione, attiva da gennaio 2010 al posto di quella Urbanistica, non riguarda tanto le nuove costruzioni, ma molte ristrutturazioni e manutenzioni, nonché impianti fotovoltaici, legati soprattutto al tema degli incentivi, anche se, come ha precisato l'assessore all'Urbanistica Valeria Cardinali, i grandi impianti sono di competenza della Provincia.
Secondo quanto esposto dai membri della commissione, guidata dal consigliere comunale Alvaro Mirabassi, il compito della commissione nella valutazione dei progetti edili a venire è quello di premiare la “cultura del progetto”, capace di coniugare la qualità architettonica degli interventi con la salvaguardia e la valorizzazione dei caratteri peculiari del paesaggio, sia urbano che rurale.
I progetti di intervento, secondo le linee guida della commissione, non dovranno limitarsi a fornire mere risposte tecniche ma dovranno esprimere specifiche idee circa la valorizzazione dei luoghi e le soluzioni dei progettisti dovranno garantire il miglioramento del tessuto edilizio ed il paesaggio, nel pieno rispetto, in particolare, dei beni culturali del territorio comunale. La qualità andrà dunque ricercata nell'applicazione di un rigoroso metodo progettuale, partendo dal presupposto che tutti gli interventi su edifici ed ambiti territoriali, urbani e non, anche privati, investono l'interesse generale rappresentato dalla qualità urbana e del paesaggio. Pertanto, secondo la commissione, acquistano particolare significato gli interventi che, direttamente o indirettamente, interessano spazi di connessione, recinzioni, muri e opere di sostegno, aree verdi, attrezzature tecnologiche, nonché colori delle facciate, finiture ecc. in quanto elementi di comunicazione essenziali del livello culturale della città.
Per la formazione dei suoi pareri -non vincolanti- sui singoli progetti, la commissione valuterà il rapporto fra luogo e progetto sulla base di una specifica analisi del luogo d'intervento e dell'ambito territoriale cui appartiene, tale da valutare il corretto inserimento paesaggistico ed ambientale della proposta progettuale; l'individuazione di corrette soluzioni morfologiche, tipologiche, compositive, costruttive e tecnologiche dell'intervento; l'attenzione posta dal progetto agli spazi aperti.
A margine della conferenza si è parlato dei tempi piuttosto lunghi che riguardano l'iter delle pratiche di cui spesso viene accusato il comune. “I tempi e le lungaggini – ha detto l'assessore Cardinali – sono dati da normative che creano appesantimento sull'applicazione delle norme, ma le leggi non le facciamo noi”. Inoltre, molti progetti presentati non sono completi e spesso non vengono ritirate le pratiche quando sono pronte, causando perdite di tempo. La qualità architettonica è figlia della cultura, è stato detto, infine, e “non ci può essere un buon progetto senza un buon committente”, ma è stato fatto notare che “c'è una tendenza al miglioramento rispetto ai progetti di qualche tempo fa, e il tentativo di proporre un linguaggio moderno”.