La situazione del bilancio del Comune di Terni rischia il tracollo finanziario. Le polemiche hanno prese piede in questi giorni, in seguito a dichiarazioni di esponenti politici del centrodestra che hanno lanciato l'allarme per il mancato impegno dell'amministrazione locale nel pagamento delle aziende vincitrici di appalti. Qualche dato: lo Stato deve versare al Comune circa 21 milioni di Euro con quote che risalgono addirittura al 1998 (1.200.000 euro), al 2005 (6.200.000 euro) e, per quanto riguarda il 2010 si attende un versamento di 14.000.000 di euro. Cifre da capogiro che rischiano di mandare in tilt il sistema economico locale che deve affrontare la grave crisi delle aziende creditrici. La situazione che sta portando all'esasperazione gli imprenditori ternani e rendendo pesante il clima politico, ha indotto il vicesindaco con responsabilità di bilancio, Libero Paci, a intervenire in prima persona con una nota: “Per quanto riguarda il pagamento dei fornitori il comune di Terni sta facendo grandi sforzi per normalizzare la situazione. Questo nonostante che i ritardi del governo nei trasferimenti e nei rimborsi nei confronti del comune di Terni siano enormi. A tutt'oggi lo Stato ci deve almeno 21 milioni euro. Si tratta di cifre consistenti, che paralizzerebbero i bilanci di molte aziende. A fronte di una situazione oggettivamente drammatica, il comune di Terni ha messo in campo tutte le risorse disponibili, tutte le sue capacità, non ultimo siglando nei mesi scorsi un accordo con gli istituti bancari disponibili, per cercare di normalizzare, per quanto possibile, la situazione. Per una parte dei creditori che vantavano arretrati anche di 18 mesi, stiamo pagando le forniture di novembre 2009, siamo quindi riusciti a dimezzare il ritardo. Per altri tipi di servizi stiamo pagando maggio e giugno 2010. Per le prestazioni occasionali abbiamo liquidato tutto il 2009 ed abbiamo iniziato a pagare il 2010. E' comunque strumentale attribuire la crisi che alcune aziende più di altre si trovano ad affrontare, al problema dei tempi di pagamento della pubblica amministrazione. Si parla molto delle difficoltà finanziarie del comune, si tace sulle responsabilità pesanti e oggettive del governo nazionale e delle sue politiche vessatorie nei confronti degli enti locali, ad iniziare da un patto di stabilità sempre più rigido che impedisce agli enti di effettuare pagamenti solleciti alle imprese che si sono aggiudicati gli appalti. Si chiede al comune di rispettare le normative europee in tema dei pagamenti, sottacendo che è lo stato centrale il primo a disattendere tali norme. Fare demagogia è semplice, l'amministrazione comunale ha invece lavorato duramente per ridurre i tempi dei pagamenti, fornendo risposte concrete, in particolare a situazioni di difficoltà e sofferenza più di altre, come quelle dei servizi sociali e dei trasporti”.
IL COMUNE DI TERNI RISCHIA IL CRACK ECONOMICO. DEBITI VERSO TERZI PER 21 MILIONI
Sab, 25/09/2010 - 14:26