Il Commissario Legnini incontra le Comunanze Agrarie di Norcia - Tuttoggi

Il Commissario Legnini incontra le Comunanze Agrarie di Norcia

Redazione

Il Commissario Legnini incontra le Comunanze Agrarie di Norcia

L’incontro si è aperto con i saluti da parte del Presidente del Consorzio delle Comunanze Agrarie di Norcia Roberto Pasqua,
Ven, 31/07/2020 - 10:12

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Il Commissario Legnini incontra le Comunanze Agrarie di Norcia

Nel pomeriggio del 29 luglio, il Commissario alla Ricostruzione Dott. Giovanni Legnini ha incontrato a Norcia i Presidenti di tutte le Comunanze Agrarie del territorio per affrontare alcune questioni post-sisma di interesse per il territorio nursino.

L’incontro si è aperto con i saluti da parte del Presidente del Consorzio delle Comunanze Agrarie di Norcia Roberto Pasqua, che ha espresso al Commissario un ringraziamento per l’operato fin qui svolto, emblema di un vero e proprio cambio di passo nell’attività di ricostruzione.

Da qui, una breve ricostruzione storica delle Comunanze, delle loro funzioni e della loro articolazione territoriale, fino alle sfide che stanno affrontando nel mondo contemporaneo.

Si è quindi passati al cuore dell’incontro, cioè a tutta una serie di problematiche sulla ricostruzione che riguardano l’intero comprensorio di Norcia e di cui tener debitamente conto.

Ricostruzione pubblica e privata

Anzitutto, con riferimento alla ricostruzione dei centri perimetrati, è emersa la necessità di una interazione tra ricostruzione pubblica e ricostruzione privata: nei centri urbani urbanisticamente complessi di alcune frazioni, si è riscontrato un livello di danno che ha coinvolto in un unico e inscindibile danneggiamento gli edifici privati e tutte le infrastrutture pubbliche, creando condizioni tali da non poter, in molti casi, avere la possibilità di discernimento di quello che è un groviglio unico.

Questa situazione produrrà, non appena la ricostruzione potrà essere finalmente avviata, insormontabili difficoltà operative (la ricostruzione privata non potrà avviarsi se non si avvia la ricostruzione delle infrastrutture pubbliche e viceversa) dovute alle differenti procedure di finanziabilità, tempistica, gestione degli iter tecnici ed amministrativi, di fatto rendendo la ricostruzione di taluni centri difficoltosa.

A ciò si aggiunga che i piani attuativi, in corso di adozione, devono fare una valutazione reale dei costi delle opere pubbliche, in funzione delle caratteristiche dell’ubicazione, per evitare che all’indomani della loro adozione ed approvazione le risorse economiche per le opere pubbliche risultino insufficienti per colmare i reali fabbisogni di ogni singola area perimetrata.

Edifici non utilizzati

Un altro tema dibattuto, poi, ha riguardato la ricostruzione degli edifici non utilizzati e collabenti all’interno dei centri storici perimetrati: ad oggi non esiste una specifica norma che ne preveda la ricostruzione con finanziabilità parziale o totale.

Conseguentemente, viene a crearsi una complicata situazione di gestione della ricostruzione in quanto questi edifici possono creare situazioni di impedimento per il recupero di interi aggregati, la formazione di zone di degrado e pericolo per la pubblica incolumità, di fatto facendo fallire nel complesso le finalità del piano attuativo che, oltre al recupero storico dell’edificato e al mantenimento urbanistico ed architettonico, deve garantire la sicurezza dell’abitato.

In alcune frazioni, se tali edifici non utilizzati e collabenti non vengono anch’essi interessati, la ricostruzione sotto l’aspetto paesaggistico sarà del tutto inefficace.

Rimozione macerie

Poi, una problematica piuttosto urgente è quella che riguarda la rimozione delle macerie all’interno dei centri storici perimetrati che alcune frazioni, a distanza di quattro anni dal sisma, ancora non vedono risolta: queste ultime, oltretutto, creano problematiche anche a edifici che devono essere ricostruiti e riparati in quanto rendono la zona di lavoro inaccessibile.

Sono seguiti, successivamente, dei chiarimenti sull’applicazione del sisma bonus ed ecobonus nelle aree del cratere, sia in termini di possibilità che di deroghe, per arrivare poi, finalmente, ad una precisazione interpretativa sull’annosa questione delle sagome/sedime.

Non da ultimo, si è aperto un confronto con il Commissario in merito a tutte le delocalizzazioni presenti sul territorio, al fine di valutare il loro futuro nel momento in cui la ricostruzione sarà ultimata.

L’incontro, molto proficuo e nello spirito di collaborazione, si è concluso con le Comunanze che, ringraziando per la disponibilità dell’incontro, si sono impegnate a sottoporre al Commissario un documento illustrativo sulle problematiche sollevate, affinché se ne possa tener conto nella futura programmazione che il Commissario è tenuto a portare avanti.

Al termine dell’incontro, le Comunanze Agrarie hanno omaggiato il Commissario di un quadretto di un noto artista locale che ricorda la Chiesa di Sant’Antonio Abate a Frascaro, crollata a seguito del sisma del 2016.