Ikea a Perugia, l’iter e i tempi del progetto

Ikea a Perugia, l’iter e i tempi del progetto

La pratica esaminata dalle Commissioni Bilancio e Urbanistica | Fioroni: 600 nuovi posti di lavoro in più | Niente Consiglio grande, il Pd accusa


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Seduta congiunta delle Commissioni comunali Bilancio e Urbanistica per analizzare il progetto del nuovo centro commerciale di Collestrada, che ospiterà anche Ikea. Un progetto da 600 nuovi posti di lavoro ed a volumetria zero, che consentirà anche di riqualificare la collina di Collestrada come parco cittadino e recuperare l’area ex Enel, attualmente dismessa. Un progetto che però pone alcuni dubbi legati soprattutto alla viabilità, nonostante gli interventi, inseriti nel progetto, a cura di Anas e degli investitori. Un progetto che, in prospettiva, potrebbe essere interessato dalla cosiddetta metropolitana di superficie; per questo a ridosso dell’insediamento sorgerà una stazione ferroviaria con annesso parcheggio di scambio al servizio nel contempo del centro commerciale.


In Comune avviato l’iter per Ikea a Perugia


Rispetto al progetto presentato lunedì scorso, quello presentato alle due Commissioni si arricchisce di un emendamento, proposto dagli uffici in accoglimento di richieste formulate dagli abitanti di Collestrada, frazione Ranco con cui si propone di realizzare ex novo un ponte di collegamento tra l’abitato principale di Collestrada e la frazione Ranco.

I benefici economici

Per ciò che concerne gli aspetti economico-commerciali, l’assessore Fioroni ha sottolineato che in un momento di crisi economica, la capacità di attrarre investimenti sul territorio, come nel caso di specie, rappresenta una nota positiva in prospettiva futura, perché in grado di creare sviluppo. Quella in esame, secondo Fioroni, è una sfida che la città deve saper raccogliere: ossia accogliere una multinazionale, bilanciando gli interessi della stessa con le necessità delle imprese locali e la valorizzazione dei centri storici. Fioroni ha specificato che saranno 270 circa i posti di lavoro, temporanei, legati agli interventi edilizi, mentre 1000 quelli occupazionali definitivi, con un saldo attivo, rispetto ai posti esistenti che fisiologicamente verranno persi, di oltre 600. Ciò aumenterà la capacità reddituale complessiva con conseguente aumento dei consumi.

L’iter e i tempi per avere Ikea a Perugia

Ad illustrare i dettagli tecnici del progetto sono stati i dirigenti comunali. Il primo è stato l’Ing. Antinoro che ha posto l’accento sulla complessa procedura che si dovrà seguire per portare a termine l’intervento. La pratica odierna, ha spiegato, non rappresenta la variante vera e propria, bensì solamente l’avvio del procedimento per la realizzazione del nuovo centro commerciale di Collestrada, in variante al p.r.g.; un processo il cui interesse pubblico viene acclarato dall’Amministrazione comunale per gli evidenti impatti socio-economici in grado di determinare. Dunque oggi parte solo un iter di valutazione strategico-ambientale di un processo destinato ad essere poi soggetto sia a Vas che a Via, con conseguente avvio di un’ampia fase di partecipazione. Solo dopo il superamento positivo di queste due fasi, allora si potrà indire la conferenza di servizi per analizzare tutti i profili connessi all’autorizzabilità dell’intervento. A ciò conseguirà l’avvio della variante urbanistica. In parallelo alla procedura oggi avviata, è partito altresì il procedimento volto all’aggiornamento della programmazione commerciale comunale.

Antinoro ha poi spiegato che, essendo alcune opere viarie esterne al comparto ed, in particolare, insistendo su terreni privati, insieme alla variante principale dovranno essere adottate specifiche varianti di dettaglio contenenti i vincoli destinati all’esproprio. Sui tempi: approvata la pratica oggi in esame dal Consiglio, ci saranno 90 giorni per la valutazione circa l’assoggettabilità a Vas. Dando per scontato che si propenderà per l’assoggettabilità, la procedura conseguente dovrebbe concludersi nel giro di 6 mesi circa (giugno 2019).

I nodi della viabilità a Collestrada e Ponte San Giovanni

Per ciò che concerne gli aspetti viari, l’ing. Naldini ha riferito che attualmente le problematiche esistenti sul nodo di Collestrada sono collegate al fatto che, i veicoli provenienti da Foligno per il 75% proseguono verso Perugia, mentre il restante 25% va in direzione di Cesena. Quel 75% giunto all’altezza della biforcazione è costretto ad incanalarsi su un’unica corsia con evidenti criticità in termini di incolonnamenti. Lo stesso avviene in senso opposto, la sera, da Perugia in direzione Foligno.

Il progetto, proprio per questo, prevede un ampliamento delle corsie di marcia da due a tre fino ad arrivare alla quarta all’altezza dell’area commerciale; ciò consente di dotare gli svincoli (da e verso Foligno) di un raddoppio di corsie (da uno a due). Per chi arriva da Foligno, inoltre, non vi sarà più una rampa di incrocio rispetto alla E45 con obbligo di dare la precedenza, ma un affiancamento senza soluzione di continuità.

Oltre alle opere sulla viabilità principale, sono previsti interventi su quella locale: ciò avverrà costruendo una nuova viabilità che sfrutta un vecchia sede stradale della 75 e si collega allo svincolo di Ospedalicchio, dove sorgerà una rotatoria. Inoltre verrà realizzata una nuova viabilità di “bordo” nella zona industriale della Valtiera, oggi incompleta. Il piano degli interventi sarà completato da una serie di interventi sugli svincoli per l’accesso al centro commerciale con rotatorie e sottopasso.

Quanto all’emendamento, Naldini ha spiegato che oggi sussiste il problema del collegamento tra l’abitato di Collestrada e la frazione Ranco, garantito da due ponti dei quali uno molto piccolo in pietra. Su richiesta dei cittadini è emersa la necessità di realizzare un nuovo scavalco, lasciando il ponte in pietra al solo transito pedonale. Da valutare il punto ove la nuova opera dovrà sorgere.

Volumetrie e cubature

Per ciò che concerne gli aspetti urbanistici, l’arch. Marini ha riferito che la suc aggiuntiva del nuovo insediamento commerciale (53mila mq) verrà presa: per circa 5 mila mq dall’area ex enel (riqualificazione), per 17mila mq dall’area D5 (8) che sarà destinata ad area verde, e per i residui 30mila mq tramite l’applicazione di sistemi compensativi e premiali, già previsti dal prg, dovuti alla riqualificazione di un sito compromesso ed a fronte della corresponsione, come da delibera del Consiglio comunale, di una significativa contribuzione straordinaria.

Per Ikea 17mila mq

Circa gli aspetti commerciali, l’assessore Casaioli e la dott.ssa Moriconi hanno evidenziato che l’ampliamento del comparto riguarderà solo le categorie non alimentari. I numeri sono i seguenti: l’attuale centro commerciale sfora i 15mila mq. L’ampliamento sarà di 30mila metri quadri, dei quali 17 mila saranno occupati da Ikea, 7mila da esercizi G1 (strutture di grandi superfici), 4.400 da strutture M1, M2, ed M3 (medie), 1500 da esercizi di vicinato.

Il dibattito politico: fautori e dubbiosi

Aprendo la serie degli interventi consiliari, Rosetti ha evidenziato che, mentre c’è un soggetto privato che presenta un progetto dettagliato comprensivo di previsioni e studi, al contrario nulla si sa in merito a quella che dovrebbe essere la programmazione da parte del Comune, ossia quali siano le politiche strutturali di livello economico e quali siano le previsioni e gli studi che supportano questa operazione. Un modus operandi discutibile visto che il progetto lascerà in eredità ai cittadini ed alle future Amministrazioni un intervento molto pesante. La capogruppo del M5S ha manifestato perplessità sul tema della viabilità, ritenendo che le opere previste non consentiranno di risolvere i problemi attuali, ma li sposteranno più avanti all’altezza di Ponte San Giovanni. Altre perplessità riguardano il generico progetto di utilizzo delle somme aggiuntive Imu per politiche di ripopolamento del centro storico, di cui nulla si sa. Infine secondo Rosetti non è vero che l’intervento non consumerà suolo, visto che l’aumento della suc sarà di 30mila metri quadri.

Fronduti ha detto di aver preso atto, dall’intervento del rappresentante di Anas di lunedì scorso, che è definitivamente tramontata l’ipotesi di realizzare il cosiddetto nodo di Perugia, opera strategica sfuggita dalle mani alcuni anni or sono a causa delle scelte operate dall’ex sindaco Locchi e dall’ex governatrice Lorenzetti. Secondo il consigliere FI ciò rappresenta un problema, perché ikea a Perugia potrà approdare solo dopo la risoluzione delle questioni collegate alla viabilità. Per questo ha preannunciato l’intenzione di presentare sul punto un emendamento.

Bistocchi ha ribadito che la decisione del Pd sulla pratica è legata al metodo: l’Amministrazione non può pensare di fare a meno di un confronto serio, chiaro, aperto e pubblico soprattutto con gli abitanti di Collestrada e Ponte San Giovanni che dovrà vertere sui temi della viabilità e dell’impatto ambientale. E’ quindi tornata a chiedere di convocare una seduta del consiglio grande a Ponte San Giovanni da tenersi prima del voto in Consiglio sulla pratica.

Pietrelli ha riferito quanto detto da Eurocommercial lunedì scorso, ossia che i centri commerciali oggi per funzionare devono essere grandi e devono saper trattenere le persone. Ciò significa che l’effetto moltiplicatore, di cui ha parlato l’assessore Fioroni, non sarà possibile per le attività esterne al comparto, perché il complesso tratterrà tutto al suo interno.

Mirabassi ha ricordato che nel piano comunale del commercio del 2013 fu fatto uno studio approfondito sulla situazione della città: ivi emerse che Collestrada era satura sia sotto il profilo commerciale che viario. Per questo ha chiesto di capire oggi cosa sia cambiato essendo lo scenario lo stesso.

Replicando al Pd, Sorcini ha fatto presente che i cittadini, come detto dai dirigenti, avranno la possibilità di interloquire col Comune e quindi di incidere sulle scelte amministrative presentando le tradizionali osservazioni alle varianti che verranno proposte successivamente. Il Consiglio grande invece rischia di diventare una sorta di “sfogatoio” senza produrre risultati apprezzabili.

In chiusura di dibattito replica dell’assessore Prisco che, in avvio, ha riferito che la procedura in atto obbliga per legge ad un sistema di partecipazione diffuso e qualificato che ha un valore giuridico preciso. Pur non avendo alcuna preclusione circa l’ipotesi di organizzare un consiglio grande sul territorio, l’assessore ha ribadito che questa è una scelta che spetta alla conferenza dei capigruppo e non alla giunta. Tornando alla pratica Prisco ha tenuto a precisare che quello in esame rappresenta un investimento importante per la città, nell’ambito del quale i tempi sono fondamentali. Essendo peraltro presente un investitore straniero quotato in borsa, si appalesa fondamentale dare risposte (positive o negative che siano) in tempi certi dettati dalla normativa.

Sul piano commerciale e viario è vero che attualmente Collestrada è da bollino rosso, ma gli interventi descritti nel progetto, sia urbanistici che infrastrutturali, consentiranno di superare ogni criticità. Infine sull’ipotesi di un insediamento Ikea a San Martino in campo, Prisco ha riferito che Ikea stessa ha respinto l’ipotesi, con conseguente decadenza della stessa.

Niente Consiglio grande su Ikea, il Pd accusa

Prossimo appuntamento giovedì 20 quando si completerà l’analisi della preconsiliare con successiva votazione. La Giunta e la maggioranza hanno infatti respinto la richiesta del Pd di un Consiglio grande sul progetto Ikea. “Romizi e la sua Giunta, evidentemente – accusa il Pd – preferiscono che i cittadini continuino ad avere notizie e informazioni sul progetto soltanto a mezzo stampa o per passaparola. Il Partito Democratico non ha paura della partecipazione, valore aggiunto di un rapporto corretto e sano tra governanti e governati, e si impegnerà ancora affinché il progetto possa essere il più condiviso possibile e affinché i residenti di Ponte San Giovanni, Collestrada e di tutte le zone interessate possano esprimere legittimamente dubbi, domande, opinioni e perplessità su uno dei più grandi progetti urbanistici della nostra città”.


Su Ikea il Pd chiede un Consiglio comunale aperto


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