di Angelo Loretoni e Gianmarco Profili (*)
A un anno di distanza il “caso cartelle Ici” non è ancora risolto. Eppure, dopo la battaglia cominciata 12 mesi fa dal centrodestra, il Sindaco Benedetti aveva preso impegni precisi sia prima che durante la campagna elettorale. Nulla di tutto ciò si è sinora tramutato in fatti, anzi, l’unico fatto, al momento, è l’ennesima stangata per decine e decine di famiglie spoletine, che dovranno pagare ancora per dei terreni che in alcuni casi sono ancora lontani dal poter essere edificati, cioè i proprietari dei terreni perequativi.
Ritengo che sia utile ripercorrere brevemente alcune fasi della “telenovela” legata alle cartelle dell’Ici, che hanno colpito le famiglie spoletine i cui terreni, da agricoli, sono passati edificabili in seguito all’approvazione del nuovo Piano regolatore generale. Diverse decine di nuclei familiari si sono trovate, loro malgrado, in possesso di terreni sui quali, da un giorno all’altro, grava il valore aggiunto dell’edificabilità, il che rende la tassa annuale Ici più sostanziosa.. Oltretutto, questo aggravio dei costi è retroattivo, nel senso che le “cartelle pazze”, come le ha definite la stampa locale, partono dall’anno 2003, da quando cioè ha avuto termine la fase strutturale del Prg. Alle nostre proteste, con le quali chiedevamo un aggravio minimo sui terreni in odore di edificabilità, da aumentare una volta consegnati i progetti, il Comune aveva risposto una prima volta sostenendo che non spettava all’amministrazione decidere quanto far pagare ai cittadini ma dipendeva dal decreto Bersani. Questa è stata la prima, pesante inesattezza! Il decreto obbliga l’Amministrazione a far pagare, ma come ha stabilito la Cassazione, è proprio il Comune che decide l’ammontare del “quantum” da corrispondere per la tassa Ici sui terreni in odore di edificabilità. Ma si sa, in tempi di magra tutto serve per fare cassa.
Ad ogni buon conto, come hanno potuto ascoltare con le proprie orecchie gli stessi interessati, in piena campagna elettorale l’allora candidato sindaco Daniele Benedetti aveva annunciato (San Martino in Trignano, 3 giugno scorso) che per i restanti anni pregressi, vale a dire il periodo intercorrente tra il 2004 e il 2007, avrebbe fatto pagare ai proprietari appena un centesimo in più rispetto al valore dei terreni agricoli, a cui si applica il reddito dominicale. Lo stesso futuro sindaco, inoltre, aggiunse che avrebbe rivisto i canoni rispetto al 2009, tenendo in giusto conto anche tutte quelle famiglie che avevano chiesto di veder tornare agricoli i propri terreni.
A settembre abbiamo presentato un nuovo ordine del giorno sull’argomento, mentre i proprietari dei fondi in questione hanno chiesto un incontro al sindaco e all’assessore all’Urbanistica Juri Cerasini. Quest’ultimo li ha ricevuti dopo qualche giorno, impegnandosi ad utilizzare lo strumento “C0”, vale a dire edificabilità zero, per tutti i terreni i cui proprietari chiedevano il ritorno all’uso agricolo. Questa procedura, secondo quanto riferitoci dai cittadini, sarebbe dovuta partire lo scorso primo novembre. Al di là dei ritardi, comunque gravi (è già passato un mese), personalmente ci sentiamo di approvare la soluzione “edificabilità zero”, a patto che sia definitiva. Questo per evitare che i soliti “furbi” ottengano lo “C0” adesso che il mercato degli immobili è stagnante, per poi magari riprendersi l’edificabilità tra qualche anno, quando – ce lo auguriamo tutti – l’economia si sarà ripresa.
Ad ogni buon conto, visto che – alla luce delle promesse elettorali di Benedetti – diminuire le aliquote Ici in maniera così pesante avrebbe comportato una variazione di bilancio, lo scorso 12 novembre abbiamo chiesto lumi all’amministrazione circa il nostro ordine del giorno presentato a settembre, anche in considerazione del fatto che il termine ultimo per variare il bilancio corrente era il 30 novembre. Non abbiamo avuto risposte dalla giunta, ma abbiamo poi verificato che lo scorso 4 novembre la Giunta ha approvato la delibera 331, nella quale si stabilisce una riduzione del 50% dei valori di riferimento per il pagamento dell’ICI sui terreni neo-edificabili. I cittadini pagheranno rispetto a valori che vanno dai 9 euro agli oltre 20 euro, con buona pace del “centesimo in più” del valore dei terreni agricoli promesso da Benedetti! Ma la parte divertente deve ancora arrivare. Infatti, nella stessa delibera 331 si stabilisce che, prendendo a riferimento i dati diramati dalla Camera di Commercio, nel 2009 il costo dei terreni edificabili è aumentato. Pertanto, la cartella del 2009 sarà più pesante rispetto a quella del 2008, con un aumento medio dei costi pari a circa 8-10 euro al metro quadro… Signori, ma chi è Charlie Chaplin in confronto a questi qua?
Beffa nella beffa, in questi giorni il Direttore Generale del comune Cerquiglini dichiara a mezzo stampa, che a chiedere il ritorno a regime agricolo dei propri terreni sarebbero al momento soltanto 2 proprietari, mentre alcune voci annunciano probabili problemi di natura giuridica per la soluzione “C0”. Al di là del fatto che i richiedenti, al momento, sono almeno una decina, resta da comprendere come mai sullo stesso argomento il Segretario Generale del Comune, lo scorso marzo in commissione Urbanistica, a proposito dell’edificabilità zero aveva rassicurato tutti circa la “correttezza giuridica della soluzione proposta dagli uffici, che consiste nel classificare con indice C0 i terreni in questione”. E allora che cosa è successo di così grave da marzo a novembre? E cosa sarebbe successo se, lo scorso marzo, alla luce del parere favorevole del Segretario Generale, la commissione e poi il Consiglio Comunale avesse deciso di approvare la modifica in questione?
Nel frattempo ci sono dei cittadini che non chiedono certo l’elemosina, ma soltanto di essere trattati con equità e nel rispetto di quanto detto da Benedetti in campagna elettorale. L’amministrazione sostiene che rendere i terreni edificabili significa rispondere ad un’esigenza pubblica: ma è possibile che i tanti metri cubi approvati con il PRG siano davvero un’esigenza pubblica? In un territorio che aumenta di pochi residente ormai da anni, chi è che potrebbe essere interessato a comperare così tanti metri cubi edificabili in piena crisi economica, e per di più in una città in stato comatoso come è Spoleto?.
(*) Consiglieri comunali Lista “Rinnovamento” e Gruppo Misto