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Gubbio, giunta fa chiarezza su politiche di accoglienza e gestione migranti

Redazione

Gubbio, giunta fa chiarezza su politiche di accoglienza e gestione migranti

Il primo cittadino Stirati e il vicesindaco Cecchetti dicono la loro sul delicato argomento | E sui Bandi Sprar...
Mer, 24/02/2016 - 14:30

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Per fare chiarezza sulle politiche di accoglienza e sulla gestione dei migranti nel territorio di Gubbio sono intervenuti questa mattina, in conferenza stampa, il primo cittadino Filippo Mario Stirati, il vicesindaco Rita Cecchetti, gli assessori Gabriele Damiani e Nello Fiorucci. Presenti anche, per l’associazione temporanea di scopo ‘Sprar Gubbio’, con sede presso ‘Arcisolidarietà Ora d’Aria’ di Perugia, il coordinatore Carlo Di Somma e il legale rappresentante Franco Calzini.

E’ inaccettabile qualunque manipolazione – ha sottolineato il sindaco Stiratidemagogica o populistica su un problema tanto grave, che riguarda non solo il nostro territorio ma tutta l’Europa, la quale deve ritrovare l’identità profonda dei popoli. Siamo in presenza di uno scenario drammatico e come Comuni ci troviamo in prima linea ma adempiamo a leggi dello Stato e delle Regioni, operando in massima trasparenza ma non in autonomia, anche se non subiamo passivamente le scelte. La politica, anche quella locale, deve portare in alto il confronto e contribuire a innalzare, nel pensiero e nel dibattito, la comunità, evitando il basso profilo e le insinuazioni su presenze e assenza in atti e decisioni di Giunta“. La nostra amministrazione è coesa e le decisioni sono sempre condivise. Tanto più su temi di pluralità, dialogo, accoglienza che sono presupposto etico e civile, alla base dell’idea di città che abbiamo”

Il vicesindaco Cecchetti, che possiede la delega alle Politiche sociali, è entrata nel vivo del tema delle strategie dell’accoglienza dei migranti, chiarendo, nell’ambito delle competenze assegnate dal quadro normativo esistente, percorsi, ruoli e impegni, in capo ai vari soggetti coinvolti, a cominciare dal Comune: 

C’è un primo livello di accoglienza in emergenza, gestito dal Ministero degli Interni e quindi dalle Prefetture, che decidono dove inviare i profughi e il Comune, anche se coinvolto, non è soggetto decisionale

Nel nostro territorio – spiega Cecchetti – sono state inviate circa 50 persone, in attesa del riconoscimento di rifugiati politici. Numero peraltro estremamente esiguo in rapporto alla popolazione del territorio. D’intesa con le associazioni di volontariato, abbiamo cercato di gestire al meglio questo piccolo gruppo, favorendo l’accoglienza e l’integrazione, sia come residenza che come attività di impegno a vari livelli”. 

“Altra cosa sono – specifica il vicesindaco – i Bandi SPRAR, per la gestione della ‘seconda fase’, cioè l’integrazione sociale ed economica di soggetti già in protezione umanitaria internazionale o in attesa di ottenerla. Abbiamo deciso di partecipare a tali Bandi, come altri Comuni in Umbria, e proseguiamo su una modalità concertata di condivisione con vari soggetti, facendoci carico del coordinamento di una strategia di solidarietà umanitaria. Proprio l’adesione allo Sprar, come indicato dall’Anci, mette al riparo in futuro il Comune di Gubbio dall’arrivo indiscriminato e fuori controllo di altri immigrati. Dunque, è una scelta di tutela del territorio da situazioni di accoglienza fuori dalla programmazione. In tale direzione, va la partecipazione del Comune al Bando SPRAR del Ministero dell’Interno, affidato nella gestione all’ANCI, con un proprio progetto per la realizzazione degli interventi di accoglienza integrata”. 

L’amministrazione, che svolge funzioni non di gestione diretta ma di supporto, controllo e coordinamento, si avvarrà di soggetti attuatori con pluriennale esperienza nella presa in carico di richiedenti/titolari di protezione umanitaria, che dispongano di strutture di accoglienza idonee nel territorio del Comune, secondo i parametri stabiliti e con un qualificato curriculum in materia di progetti SPRAR, in grado di offrire supporto adeguato. La compartecipazione del Comune si estrinsecherà nella messa a disposizione di spazi e attività aggregative dei rifugiati, quali mediazione linguistico-culturale, orientamento e accesso ai servizi del territorio, formazione e riqualificazione professionale, accompagnamento all’inserimento lavorativo, abitativo, sociale e legale, nonché alla tutela psico-socio-sanitaria, e nella quantificazione delle ore lavorative dedicate alla realizzazione del progetto, da parte del personale dei servizi sociali e/o di altri settori dell’ente

Diversi gli interventi in sala, tra cui quello di don Roberto Revelant della ‘Caritas’, che ha precisato: “E’ necessaria una corretta informazione dal momento che ci sono tante situazioni che possono essere problematiche. E’ importante accogliere i ragazzi nel modo migliore ed è rilevante che ci sia una presenza e un accompagnamento dignitoso che li affianchi nel percorso di integrazione”

Patrizia Scavizzi dell’associazione ‘L’Impegno’ ha riportato l’esperienza dell’associazione con i ragazzi ospitati al residence Coppiolo, sottolineando di aver notato la loro solitudine e precisando che le ondate migratorie possono rappresentare anche una risorsa legata al problema dell’invecchiamento della popolazione. 

Franco Calzini ha evidenziato “l’impegno da parte di ‘Arci Solidarietà’ nel trasferire le persone attualmente in accoglienza emergenza nello Sprar, anche alla luce della pluriennale esperienza. Sicuramente questi ragazzi, nella speranza che il progetto possa essere accolto, saranno trasferiti in questo nuovo progetto, e in un sistema di maggiore garanzia”

Dal canto suo, Di Somma ha parlato di un progetto strutturato controllato dal Ministero, rimarcando la necessità di seguire procedure di rendicontazione, regole e linee guida; ha inoltre illustrato le diverse figure che operano all’interno delle strutture di accoglienza, tra le quali un insegnante qualificato di lingua italiana, precisando che è stato inserito un operatore che si occupa di accompagnamento e integrazione socio lavorativa e dichiarando di essere disponibili a finanziare anche eventuali corsi di formazione.

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