Gubbio Calcio, un regalo di Natale alla Casa famiglia Santa Lucia - Tuttoggi

Gubbio Calcio, un regalo di Natale alla Casa famiglia Santa Lucia

Redazione

Gubbio Calcio, un regalo di Natale alla Casa famiglia Santa Lucia

Mar, 14/12/2021 - 12:22

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La società del presidente Sauro Notari ha deciso di devolvere parte dell'incasso della partita di domenica prossima (19 dicembre) tra Gubbio e Aquila Montevarchi a favore della comunità educativa locale

Importante iniziativa di solidarietà, in occasione del Natale, da parte dell’As Gubbio Calcio 1910. La società del presidente Sauro Notari ha infatti deciso di devolvere parte dell’incasso della partita di domenica prossima (19 dicembre) tra Gubbio e Aquila Montevarchi, in programma alle ore 17.30, a sostegno delle attività della casa famiglia Santa Lucia di Gubbio.

Un gesto simbolico a beneficio di una importante realtà del territorio, da sempre in prima fila sia a livello religioso che educativo. L’As Gubbio aggiunge: “Ci appelliamo al grande cuore del popolo rossoblù per accorrere numerosi allo stadio per sostenere la squadra e contribuire, al tempo stesso, ad un’iniziativa benefica con un’importante ricaduta per la nostra città“.

La casa famiglia Santa Lucia è una delle tante case sparse in tutto il mondo della congregazione delle suore domenicane missionarie di San Sisto, la cui sede generalizia è sita a Roma. Sin dagli inizi degli anni ’80 la casa di Gubbio ha come priora madre Dorotea Mangiapane, la quale ha dedicato, insieme alle sue consorelle e ad un team di educatori laici, tutta la sua vita al servizio dei più bisognosi.

Ad oggi la comunità educativa ospita minori che necessitano di cure e accudimento per una sana crescita psicofisica e ragazze madri con figli minori, bisognose di sostegno ed aiuto nel difficile ruolo di maternage. Annessa alla comunità vi à anche l’asilo nido “Maria Bambina”, che accoglie anche tutti i bambini del territorio.

La casa famiglia Santa Lucia è anche sede dell’Associazione Amici di madre Lalia, che opera nel territorio a sostegno dell’opera della struttura e ha nella sua denominazione il nome della fondatrice della congregazione delle suore domenicane missionarie di San Sisto, rispetto alla quale è in corso presso il Vaticano il processo di beatificazione.

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