Il “Grande Nero Cretto” di Burri protagonista a Los Angeles

Il “Grande Nero Cretto” di Burri protagonista a Los Angeles

L’opera fu donata all’Università californiana dall’artista tifernate 40 anni fa, il 9 e 10 gennaio 2017 l’evento “Burri Prometheia” prevede anche la proiezione di un film

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Organizzato dal Dipartimento di Italiano di UCLA e dall’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles per il 9 e 10 Gennaio 2017, l’eventoBurri Prometheia vuole mettere in evidenza la centralità della più grande opera dell’artista tifernate al di fuori dell’Italia, ovvero il “Grande Nero Cretto” (1976/77), a 40 anni dalla sua donazione all’Università californiana: una sublimazione intima e allo stesso tempo monumentale nell’intensità della materia, che Burri colse già nelle crepe delle pale d’altare di Piero della Francesca e nelle straordinarie superfici della Death Valley.

grande-nero-cretto-franklin-d-murphy-sculpture-garden-uclaL’opera – Di dimensioni imponenti (15 x 5 metri) e composta in 700 pezzi di ceramica cotta che dalla città del pittore furono trasferiti e montati presso lo Sculpture Garden di UCLA, l’opera forma oggi un connubio di arte e architettura rivestendo anche una funzione concreta all’interno del campus. Donata da Burri all’Università come luogo prescelto per la sua prima grande mostra americana itinerante del 1977, può al tempo stesso fungere da simbolo della sua permanenza nella città di Los Angeles, a cui fu legato per circa 30 anni anni di soggiorno invernale.

La tematica scelta per lo sviluppo dell’evento è il fuoco, elemento che unisce i centri primari della ricerca dell’artista nella quasi totalità dei suoi materiali (ferri, legni, sacchi, plastiche), fino alla ceramica utilizzata per il grande Cretto di UCLA. Per questo motivo verrà presentato in anteprima mondiale il film “Variazioni: A Visual Polyphony” (2017), che metterà in luce gli inizi della sperimentazione che l’artista sviluppò con il poeta Emilio Villa (1914-2003), per le cui visionarie liriche creò le sue prime combustioni su carta. La fotografia del film è Lisa Rinzler, acclamata cinematographer per Wim Wenders, Scorsese e altri autori contemporanei e vincitrice di Emmy, Sundance, Independent Spirit. Le immagini sono girate in gran parte nel deserto della Death Valley, dove Rinzler e il regista del film, Giuseppe Sterparelli, hanno incontrato una dimensione di assolutezza, quasi un “grado zero” della terra, che ha il suo apice proprio nell’incontro ideale con il Cretto di Los Angeles. La proiezione del film sarà accompagnata da una presentazione di Bruno Corà, presidente della Fondazione Burri.

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