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Gli affari della ‘ndrangheta in Umbria, le reazioni della politica

Redazione

Gli affari della ‘ndrangheta in Umbria, le reazioni della politica

In Regione all'unanimità istituita la Commissione speciale
Gio, 12/12/2019 - 17:55

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Gli affari della ‘ndrangheta in Umbria, le reazioni della politica

Giusto mercoledì il procuratore generale Fausto Cardella aveva invitato gli umbri a non abbassare la guardia contro il rischio di infiltrazioni mafiose. E il giorno dopo l’Umbria ha potuto toccare con mano quanto la ‘ndrangheta, da Catanzaro a Perugia, avesse allungato i suoi tentacoli.

Le mani della ‘ndrangheta su droga, edilizia ed elezioni in Umbria

E mentre l’elicottero della polizia continuava a girare sui cieli di Perugia, mentre dalla Calabria arrivavano i particolari sull’operazione che ha portato a 27 arresti, anche la politica regionale si è interrogata sul livello di criminalità di stampo mafioso raggiunto nel Cuore verde d’Italia.

Bori e Meloni: “Attenzione anche alla gestione dei beni confiscati alle mafie”

Il tema è stato affrontato nella conferenza dei capigruppo in Regione. Il capogruppo regionale del Partito democratico, Tommaso Bori, e la vice presidente dell’Assemblea, Simona Meloni, hanno espresso “preoccupazione per gli esiti della maxi operazione condotta dalla Polizia di Stato, coordinata dalle Procure di Catanzaro e Reggio Calabria, che sta vedendo, anche in Umbria, numerosi arresti legati a reati di mafia”, sollecitando l’istituzione della Commissione contro le infiltrazioni criminali e mafiose e di riattivazione dell’Osservatorio regionale sulla criminalità. Per Bori e Meloni la Commissione potrà servire anche per assicurare una efficace gestione dei beni confiscati alle organizzazioni criminali e la loro destinazione a scopi sociali. “Ci sentiamo quindi di fare nostra la richiesta dell’associazione ‘Libera contro le mafie’, recentemente rivolto alle istituzioni regionali – hanno detto – per valorizzare il lavoro svolto in questi anni continuando l’azione congiunta di contrasto di questi fenomeni”.

De Luca: “Le mafie vengono a fare affari”

Anche il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca, ha chiesto l’immediata attivazione della Commissione: “Le cosche della ‘Ndrangheta hanno messo le mani sull’Umbria ed ormai ci troviamo di fronte ad un fatto compiuto”. De Luca ha proseguito: “Ad oggi le mafie, la ‘ndrangheta, in Umbria non vengono ad uccidere. Vengono a fare affari. L’ex Procuratore capo di Perugia Luigi De Ficchy, recentemente ha affermato che ‘in Umbria è in corso una lenta penetrazione della criminalità organizzata, seppure qui la mafia non uccida e non controlli il territorio, si impegna comunque a controllare le attività economiche infiltrandosi anche in appalti e concessioni’”.

Commissione, il sì unanime dei capigruppo

Anche le forze politiche della maggioranza di centrodestra si sono trovate concordi sull’utilità di attivare subito la Commissione contro le infiltrazioni mafiose. E così i capigruppo all’unanimità hanno scelto l’immediata istituzione della Commissione speciale.

Squarta: “Una prima risposta a chi vuole mettere a rischio la civile convivenza”

Una prima risposta a chi vuol mettere a rischio la civile convivenza della nostra comunità regionale” ha commentato il presidente dell’Assemblea Legislativa, Marco Squarta, nel dare notizia del voto unanime dei capigruppo.

L’opportunità e l’urgenza di attivare di nuovo la Commissione antimafia regionale è stata condivisa dai capigruppo presenti, che già in una precedente riunione avevano iniziato a lavorare intorno ad una proposta. I rappresentanti dei gruppi si sono impegnati a formalizzare entro brevissimo tempo all’Ufficio di presidenza un documento unitario che permetterà all’organo di governo dell’Assemblea legislativa di attivare le procedure previste dagli articoli 54 dello Statuto e 34 del Regolamento per la costituzione della Commissione.

Quello delle infiltrazioni della criminalità organizzata e mafiosa in Umbria – ha sottolineato il presidente Squarta – è un grave problema che ormai da anni si manifesta con una elevato livello di gravità, come purtroppo confermato dai recenti fatti di cronaca che rivelano la preoccupante presenza in Umbria delle mafie”.

Romizi: “Il Comune continuerà a monitorare la vicenda”

Secondo gli inquirenti, le cosche si erano attivate anche per favorire alcuni candidati alle elezioni comunali.

E sull’operazione di polizia contro la ‘ndrangheta è intervenuto anche il sindaco di Perugia, Andrea Romizi: “Da quanto si apprende dagli organi di stampa, le indagini della polizia dimostrano ancora una volta che lo Stato ha gli anticorpi necessari per difendere con grande professionalità l’Umbria dai tentativi di infiltrazione mafiosa. Oggi, come già è accaduto negli anni scorsi con altre importanti inchieste giudiziarie, le forze dell’ordine hanno saputo arginare il tentativo di fare business da parte della criminalità organizzata nella nostra regione”.

L’amministrazione – ha proseguito il sindaco – continuerà a seguire in maniera attenta gli sviluppi della vicenda che riguarda il nostro territorio, e ad assicurare il massimo impegno rispetto al fenomeno, grazie anche alla proficua collaborazione con le altre istituzioni. Rivolgo, infine, un sentito ringraziamento agli organi inquirenti e alle forze dell’ordine per l’impegno profuso ancora una volta a difesa della legalità e per il lavoro che ogni giorno svolgono per rendere più sicure le città in cui viviamo“.


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