Giornalisti, concorso ‘pasticcio’ per 2 posti in Comune

Giornalisti, concorso ‘pasticcio’ per 2 posti in Comune

Gli errori nel bando | Ordine dei giornalisti incontra sindaco Romizi | Verso la revoca?


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Un concorso-pasticcio quello bandito dal Comune di Perugia, a poco più di tre mesi dalle prossime elezioni amministrative, per assumere a tempo pieno e indeterminato due giornalisti da assegnare all’ufficio stampa. Il bando è stato pubblicato lo scorso 15 gennaio 2019 con scadenza 14 febbraio per la presentazione delle domande, ma i rumor sono via via andati aumentando fino a far esplodere il caso. Sul quale l’Ordine dei giornalisti dell’Umbria ha da giorni acceso i riflettori in attesa di incontrare il sindaco Romizi.

La contestazione sollevata da più parti è a fattor comune per i 2 bandi: sia per quello indirizzato alla assunzione di un “Istruttore dell’informazione “ da inserire nella Categoria C (l’ex carriera di concetto), sia di un “Istruttore direttivo dell’informazione” nella Categoria D (direttiva).

Con il primo si richiede espressamente, oltre al diploma di maturità, l’iscrizione all’albo dei giornalisti elenco pubblicisti; con il secondo, oltre al possesso della laurea, l’iscrizione all’albo dei giornalisti, elenco professionisti. Peccato che la Legge 150/2000 prevede all’art. 9 che gli Uffici stampa – se è questo che il Comune intende realizzare – devono essere costituiti “da personale iscritto all’albo nazionale dei giornalisti”. Nessuna distinzione viene operata dalla norma tra pubblicisti e professionisti, e non potrebbe essere diversamente atteso che l’iscrizione in uno nell’altro elenco non attiene certo alla qualità dei servizi resi a una testata (giornalistica, televisiva, radiofonica).

Emblematico il caso di Ugo Stille che, chiamato a dirigere il Corriere della Sera, correva l’anno 1987, mantenne l’iscrizione all’elenco dei pubblicisti. Possibilità questa già prevista dal 1968 dalla Corte Costituzionale. Ma non è tutto. Per l’accesso all’elenco dei professionisti, per la cui iscrizione si deve superare un vero e proprio esame di Stato, non è richiesta la laurea.

Il Bando del Comune di Perugia rischia così di limitare l’accesso a quei laureati pubblicisti che non possono aspirare a concorrere per il posto da funzionario ma anche, ironia della sorte, a quei laureati professionisti che non possono accedere alle prove per il posto di categoria C. Un pasticcio, insomma.

Non è neanche ben chiaro il requisito di dover essere iscritti da almeno due anni negli elenchi. Elemento che potrebbe andar bene in caso di assunzione di un collaboratore, ma che per un posto a seguito di concorso pubblico rischia di registrare un’altra discriminazione. Sarebbe come assumere un avvocato, ovviamente iscritto all’albo, con esperienza biennale.

Un ultimo aspetto riguarda la qualifica prevista per il posto da istruttore direttivo che, stando al nuovo CCNL Funzioni locali firmato dall’Aran il 21 maggio scorso, all’articolo 18bis individua due nuovi profili tra cui lo “Specialista nei rapporti con i media, giornalista pubblico”.

Incontro con l’ODG

A quanto trapela dal palazzo, il Sindaco Andrea Romizi ha fissato per lunedì 11 febbraio un incontro con l’Ordine dei giornalisti che ha manifestato non poche perplessità sui due bandi. Il Presidente Roberto Conticelli negli ultimi anni si è più volte speso affinché proprio il municipio del capoluogo avviasse le procedure per la realizzazione di vero e proprio ufficio stampa, ma finora l’ente ha preferito mantenere un appalto esterno: due anni fa furono bandite e aggiudicate due gare, una per le attività legate alla Giunta e al Consiglio comunale, l’altra per seguire social media e altri servizi. Per motivi di bilancio venne  perfezionata solo la prima gara.

E’ molto probabile che il Consiglio dell’Ordine lunedì prossimo chiederà a Romizi l’immediata revoca del bando e l’avvio di una nuova procedura concorsuale nel rispetto della legge 150.

© Riproduzione riservata

(in home come compare la pagina del sito istituzionale alle 19.30 del 8 febbraio)

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