Gasdotto Snam, vertice Mise | Presto decisione su tracciato Sulmona-Foligno - Tuttoggi

Gasdotto Snam, vertice Mise | Presto decisione su tracciato Sulmona-Foligno

Alessia Chiriatti

Gasdotto Snam, vertice Mise | Presto decisione su tracciato Sulmona-Foligno

Conferenza dei Servizi anticipata ad agosto | Assessore Mazzocca, "scorretti" | Palla in mano al Consiglio dei Ministri
Mar, 18/08/2015 - 21:20

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Doveva tenersi a settembre la conferenza dei servizi con i rappresentanti di Umbria, Marche e Abruzzo per la realizzazione del gasdotto Snam Brindisi-Minerbio, ma il Ministero dello Sviluppo Economico ha anticipato il tutto al 6 agosto: presente anche Concetta Cecere, funzionaria del Mise per il settore energetico, al tavolo con l’Assessore all’Ambiente della Regione Abruzzo, Mario Mazzocca, e con un funzionario umbro. Assente invece la Regione Marche. In agenda il progetto del metanodotto Sulmona-Foligno, che rientra appunto nella più grande opera che percorrerà l’Appennino centrale, interessando 10 regioni, tra cui anche l’Umbria (insieme a Puglia, dove si aggancerà al gasdotto della Tap, Molise, Basilicata, Campania, Marche, Abruzzo, Toscana, Emilia Romagna e Lazio): in tutto 687 km, da Brindisi fino a Minerbio, toccando zone di importante valore paesaggistico e naturalistico, nonchè alcune faglie già interessate dai terremoti del 2009 e del 1997.

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La tratta in Umbria – E se l’Abruzzo prova a spostare il tracciato verso la Valle Peligna, Snam fa sapere che non è affatto intenzionata a modificare il percorso. Per l’Umbria, il gasdotto aggancerà Foligno da Sulmona, dove verrà costruito un rigassificatore (in realtà, come specificato a suo tempo dal Vice Presidente della Regione Abruzzo, dovrebbe essere installata anche un’altra cabina di spinta in Umbria) con 167 km di tracciato, per proseguire poi verso Sestino, per un tratto di 114 km. Il tracciato attraversa dunque la dorsale appenninica una volta giunto a Biccari, in provincia di Foggia, dove subisce una sorta di deviazione: in un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al Mise, si legge infatti che è stato impossibile trovare una “via percorribile che dalla Puglia si spingesse in prossimità della fascia costiera, risalendo verso nord verso Pescara. Ciò a causa delle criticità geologiche presenti, soprattutto nel tratto Biccari-San Salvo, e per l’elevato grado di urbanizzazione che caratterizza tutta la linea di costa“. In particolare, si legge ancora nella stessa interrogazione, “il tracciato del metanodotto Sulmona-Foligno è stato individuato dopo una dettagliata analisi di campo, con particolare attenzione ai bacini fluviali principali e a tutti i corsi d’acqua”.

Cosa accadrà adesso – Il progetto del gasdotto nasce nel 2004, e dopo più di 10 anni e dopo il decreto che dava, nel 2011, il via libera dai Ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali, l’iter dovrebbe in più passaggi concludersi con il sì dal Ministero delle Infrastrutture. Ma le Regioni hanno ancora una manciata di giorni per esprimere comunque il proprio parere, fino a fuori tempo massimo. La decisione finale poi verrà presa direttamente dal Consiglio dei Ministri.

Dal comitato No Tubo, parte la polemica a proposito delle assense durante il vertice ak Mise del 6 agosto: l’Abruzzo era infatti rappresentato dalla Regione, dalla Provincia e dal comune di Sulmona, e in ogni caso avaveva già da tempo negato il suo assenso all’intesa con lo stato. “L’Umbria era presente con un solo rappresentante (non politico) un funzionario che, solo verbalmente, ha dichiarato la contrarietà della Regione all’imposizione del progetto. La Regione Marche infine, non c’era affatto”, si legge in un loro comunicato. Per i comitati, dunque, la colpa è di quelle regioni (Umbria e Marche nello specifico) che non hanno ancora preso una decisione effettiva: “è chiaro che se dalle due regioni verrà un parere netto, ben argomentato e sostenuto con la forza necessaria, negando l’intesa col governo e quindi allineandosi all’Abruzzo, ci sarà il parere negativo di ben tre regioni e questo qualcosa dovrà pur contare”.

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Mazzocca a fine luglio aveva manifestato la sua contrarietà, già per la convocazione del 6 agosto: “siamo a dir poco esterrefatti“, così c’è scritto nella sua lettera indirizzata al Ministero dello Sviluppo economico, nella quale chiedeva il rinvio della conferenza dei servizi. Secondo Mazzocca, la convocazione era “quantomeno inopportuna, dal momento che nella riunione tenutasi il 20 luglio scorso presso la Presidenza del Consiglio dei ministri si era deciso, presente lo stesso Ministero, di procrastinare di 45 giorni la convocazione dell’incontro conclusivo per verificare la possibilità di raggiungere l’intesa sulla centrale di compressione ubicata a Sulmona. Dunque – scrive Mazzocca – non possiamo che contestare l’atteggiamento del Ministero, che viola gli accordi presi. Non si tratta solo di una questione formale. La decisione, che dovrebbe scaturire da questo approfondimento, è strettamente connessa con il progetto del metanodotto”. Mazzocca ribadisce, inoltre, che l’Abruzzo, anche a nome di Marche, Umbria e Molise, ha chiarito che “non intende esprimere alcun assenso all’intesa sul progetto fino a quando non saranno chiariti i nodi relativi alla centrale di compressione di Sulmona. Abbiamo finora negato l’intesa sui progetti del gasdotto – continua l’assessore – e della centrale, impegnandoci a presentare una proposta alternativa che stiamo definendo nel confronto con la Presidenza del Consiglio dei ministri. Qualsiasi fuga in avanti da parte del Ministero non può essere accettata”.

Da parte umbra, oggi i rappresentanti di Sinistra per Perugia, Maria Paola Sabbatini e Giuseppe Mattioli, hanno chiesto alla Regione Umbria di esprimere il proprio no: “l’epilogo – scrivono – è ormai vicino. Il devastante metanodotto Brindisi- Minerbio ad alto impatto ambientale, che attraverserà i luoghi più incontaminati dell’Umbria e ad alto rischio sismico, è prossimo all’approvazione definitiva. Al metanodotto della Snam è arrivato il no, netto e chiaro della Regione Abruzzo, mentre la Marche erano assenti all’ultimo incontro al Ministero, e l’Umbria era presente con un burocrate a cui non era stato conferito nessun mandato politico. Ormai, sia le Marche che l’Umbria hanno pochi giorni per esprimere un parere, pertanto La Sinistra per Perugia invita caldamente la Giunta Regionale dell’Umbria ad assumere un parere negativo sul progetto e a sollecitare il Governo e Snam a definire un’ alternativa lungo la costa Adriatica. Il tempo delle indecisioni e dell’ambiguità è finito per l’Umbria, pertanto la Giunta esprima un parere negativo o si assuma tutte le responsabilità di un’opera subordinata al profitto delle multinazionali, e contro gli interessi dell’Umbria, del suo paesaggio, della sua natura e dell’equilibrio ecologico”.

©Riproduzione riservata

(Nelle immagini il tracciato nazionale e la fascia umbra)

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