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Garante detenuti | Unipg e A.Di.S.U. per diritto allo studio dei carcerati

Alessia Chiriatti

Garante detenuti | Unipg e A.Di.S.U. per diritto allo studio dei carcerati

"Ritardi nell'attivazione" | Umbria prima in Italia
Gio, 28/05/2015 - 15:49

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E’ la stessa Sala del Rettorato, rimasta chiusa dal 1997 al 2010, ad aprire le sue porte per la firma del Protocollo d’Intesa per i diritti universitari dei detenuti: le istituzioni tendono dunque la mano ai carcerati umbri, tanto da dargli la possibilità di frequentare corsi universitari, laurearsi, seguire tirocini formativi. Un diritto garantito per i detenuti che devono espiare un brevissimo periodo di detenzione, o inferiore a quella del corso legale di studi. Si tratta inoltre di un protocollo volto alla valorizzazione della formazione universitaria acquisita nei paesi di origine straniera.

Il Protocollo d’intesa è stato firmato questa mattina tra l’Università degli Studi di Perugia, il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione penitenziaria per l’Umbria, l’Agenzia per il Diritto allo Studio Universitario dell’Umbria, il Garante delle persone restrittive o limitative della libertà personale della Regione Umbria. Presenti dunque il Magnifico Rettore dello Studium, Franco Moriconi, Ilse Runsteni, Provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria per l’Umbria, Maurizio Oliviero, Amministratore Unico dell’A.Di.S.U., e Carlo Fiorio, garante dei detenuti dell’Umbria.

Ad oggi, ha spiegato il garante dei detenuti, Prof. Carlo Fiorio, “su 54mila detenuti ci sono 413 iscritti all’università, e 72 laureati nell’anno accademico 2013/2014. Non sono numeri importanti. Con questo protocollo d’intesa è così possibile consentire alla nostra regione, insieme all’Ateneo, di avere un sistema tale per cui i nostri docenti si interfaccino con il carcere, si spera nello stesso modo riservato ai nostri studenti liberi. L’ideale – ha continuato Fiorio – sarebbe quello di consentire ai detenuti di recarsi liberamente a seguire le lezioni, grazie ai permessi e alle licenze”.

LA FIRMA DEL PROTOCOLLO – VIDEO

L’accordo è mirato a favorire il diritto allo studio e, in particolare, l’accesso agli studi universitari dei detenuti ospitati nelle carceri umbre, “garantendo la qualità dell’apprendimento, la coerenza con il programma individualizzato di trattamento redatto per i condannati e contribuendo al mantenimento di condizioni di detenzioni dignitose”, si legge nella nota dell’Unipg.

E-learning e logistica – Nello specifico, la convenzione prevede che sia l’Unipg a impegnarsi a garantire un’offerta formativa “strutturata”, sia attraverso l’organizzazione di cicli di lezioni e seminari analoghi a quelli tenuti nelle aule universitarie, sia attraverso le più avanzate modalità e-learning. Sul versante logistico, invece, l’Amministrazione penitenziaria favorirà lo svolgimento delle attività di studio e didattiche, mediante la costituzione di apposite sezioni detentive e incentivando l’uso del computer e di altri strumenti tecnologici necessari per l’apprendimento. L’A.Di.S.U., infine, assicurerà il complesso di prestazioni idonee a garantire il diritto allo studio dei detenuti, inclusi gli interventi rivolti agli studenti capaci e meritevoli, anche in particolari condizioni economiche, al fine di riconoscere la possibilità di accedere ai gradi più alti degli studi.

Fondi e finanziamenti – Sarà l’amministrazione penitenziaria a gestire i fondi ordinari in maniera utile per l’attivazione del servizio. Altri fondi verranno poi dalla Cassa delle Ammende, grazie ad accordi firmati con altre istituzioni. Compito dell’A.Di.S.U. è invece quello di reperire canali di finanziamento, pubblici o privati, utili alla creazione di assegni di ricerca, borse di studio o comunque servizi a supportare i servizi didattici offerti.

Una firma tanto attesa –Si è un sofferto per il ritardo nell’attivazione di questo protocollo” ha detto l’Amministratore Unico di A.Di.S.U., Prof. Maurizio Oliviero. “L’Agenzia per il Diritto allo Studio ha aderito con grande entusiasmo. Vogliamo garantire il diritto allo studio senza distinzione, senza guardare al profilo di cittadinanza. E’ la prima volta che un’agenzia per il diritto allo studio in Italia realizza un progetto di questa portata. Garantiremo in questo modo l’assistenza ai detenuti anche in base alla loro provenienza geografica”.

©Riproduzione riservata

Video di Radiophonica.com

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