Il futuro dell’Europa, l’Umbria apre la Settimana delle Regioni a Bruxelles

Il futuro dell’Europa, l’Umbria apre la Settimana delle Regioni a Bruxelles

La commissario Cretu rende omaggio a Norcia | La presidente Marini “Credere nel pilastro sociale di lavoro, coesione e protezione

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Il Futuro dell’Europa, è questo il tema con il quale è stata aperta la Settimana europea delle Regioni e delle Città 2017, giunta quest’anno alla sua 15 edizione.

L’evento che si è tenuto oggi pomeriggio, 9 ottobre, in un Emiciclo del Parlamento europeo gremito di rappresentanti territoriali provenienti da ogni angolo dell’Unione europea è stato occasione per porsi domande e fare riflessioni, sull’Europa di oggi e soprattutto su quella di domani. Ai tanti interventi, tutti incentrati sulla spinta che potrà portare nuovo lustro alla vecchia Europa, la risposta comune è stata: una ‘politica di coesione’.

Il pomeriggio, al quale seguiranno declinati in vari temi una serie di importanti e interessanti incontri e confronti a livello politico, divulgativo e operativo, è stato presieduto da tre figure fondamentali nel governo dell Unione Europea: Karl-Heinz Lambertz (Presidente del Comitato delle Regioni) Iskra Mihaylova (commissario dello sviluppo regionale) e da Corina Cretu (commissario europeo delle politiche europee).

Quest’ultima, ben nota all’Umbria per essere stata in visita, pochi mesi fa alle popolazioni colpite dal sisma di agosto e ottobre 2016, ha voluto ricordare proprio quest’esperienza: Voglio rendere omaggio agli italiani e in particolare agli abitanti di Norcia – ha detto il commissario – così duramente colpiti dal sisma. Noi resteremo al fianco delle popolazioni colpite a supporto delle fasi di ricostruzione”.


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All’Umbria anche l’onore del primo intervento, dopo l’apertura del board del Comitato, grazie al contributo della Presidente Catiuscia Marini, alla plenaria nella sua veste di Presidente del PES al CoR e della Regione. “Mi sono domandata, cosa di chiederebbero oggi i cittadini dell’Europa?” – ha detto la Presidente, articolando la risposta in tre diversi punti:

  • “Che ci sia ancora quello spazio democratico in cui sono garantiti i diritti fondamentali dei nostri cittadini
  • Il mantenimento dello stato di pace, libertà e sicurezza che per così tanti anni è perdurato in Europa
  • E una terza sfida. L’Unione europea ha fatto perdere fiducia ai propri cittadini. Quell’unione partita per migliorare le condizioni di vita dei propri abitanti, oggi non viene più vista come garanzia di lavoro, di crescita, costituita da città inclusive e sostenibili.

Per questo l’Unione europea deve credere nel pilastro sociale di lavoro, della coesione e della protezione. Questi i temi che devono diventare il centro dell’agenda dei prossimi anni. In questo modo si potrà restituire fiducia”.

Presente, con un suo intervento anche il ministro italiano della coesione sociale, Claudio de Vincenti, che ha articolato la  posizione del nostro Paese:

“Gli anni della crisi che abbiamo alle spalle hanno allargato il divario tra le regioni degli stati europei. Hanno inferto ferite nel tessuto sociale europeo. Bisogna mettere in atto una politica di investimento e ripresa duratura, nessuna regione d’Europa possa sentirsi esclusa”. Richiedendo alla Commissione maggiori funzioni e azioni di controllo e efficacia dei fondi, ma allo stesso tempo di superare la condizionalità macroeconomica, perché per le regioni è fondamentale un ruolo di coordinamento complessivo, che dia una coerenza e linee guida, ma che mantenga distinto nei ruoli il rapporto tra l’Unione europea, i governi centrali, le regioni e gli enti locali.

Il Ministro de Vincenti ha poi presentato al Comitato delle Regioni, insieme alla delegazione italiana, un lavoro sui fondi europei. Presenti al lavori del pomeriggio e dei giorni che seguiranno, anche una delegazione del Consigio regionale umbro, rappresentata da Silvano Rometti, Raffaele Nevi, Andrea Smacchi, Valerio Mancini, Emanuele Fiorini e Eros Brega con incarichi al CoR. La preoccupazione al centro del dibattito tutto italiano che è seguito alla presentazione della Settimana delle Regioni è incentrato sulla preoccupazione che gli enti locali hanno nel vedere riprogrammati i fondi destinati e direttamente gestiti dalle regione sulla base delle proprie esigenze (FSE e FESR) a vantaggio del cosiddetto fondo Juncker, che se da una parte ha dimostrato buoni risultati di efficienza, risulta uno strumento meno duttile nelle mani degli enti locali e soprattuto con presupposti che sono meno applicabili a territori che hanno maggior necessità di sostegno.

Degno di nota il passaggio del Presidente del Comitato delle Regioni Lambertz, sui giovani e l’Europa: “Il futuro dell’Europa appartiene giovani. Nella vita quotidiana si fa ancora troppo poco per i giovani, dobbiamo sostenere le persone quando vogliono fare impresa, quando vogliono innovare.

Dobbiamo soprattutto evitare a questi giovani di essere condannati alla disoccupazione. È dunque necessario che l’Unioe europea si mobiliti per evitare questa esclusione tremenda, dalla vita sociale e produttiva.

Garanzia giovani, il sostegno alla formazione, l’erasmus, non sono sufficienti se non portano poi a un risultato nel mondo del lavoro. Ci aspetta una grande sfida”.

Aggiornato alle 20:30

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