Furti in appartamento ai danni di anziani, tre condanne: un colpo anche in Umbria - Tuttoggi

Furti in appartamento ai danni di anziani, tre condanne: un colpo anche in Umbria

Flavia Pagliochini

Furti in appartamento ai danni di anziani, tre condanne: un colpo anche in Umbria

L'indagine è partita nel 2018, nei guai quattro persone: venti episodi in mezza Italia, il bottino è di circa 150.000 euro
mercoledì, 16/10/2019 - 14:55

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Furti in appartamento ai danni di anziani, tre condanne: un colpo anche in Umbria

Cercavano una casa in affitto, ma era solo una scusa per derubare persone anziane e spesso sole: tre persone di nazionalità straniera, residenti nel Lazio e dedite ai furti in casa di anziani, sono state condannate complessivamente a 14 anni di reclusione dopo essere state arrestate nel 2018 dai carabinieri di Numana con l’operazione “Go away”. Per un quarto imputato Mario Fedeli, 49 anni, si procederà con un rito ordinario.

La banda (Susanna Dzabiroski, 21 anni, condannata a 5 anni e 2 mesi di carcere, Mica Javanovic, anche lui 21 anni, condanna a 5 anni e 4 mesi, e Angelica Nicolic, 20 anni, con condanna a 3 anni e 5 mesi) è ritenuta responsabile di una ventina di colpi commessi in tutta Italia, tra il gennaio e il maggio 2018, per un bottino stimato in 150mila euro, non solo ad Ancona e nelle Marche (tra Marotta e Senigallia), ma anche a Terni, L’Aquila, Ravenna, Rimini, Firenze, Pisa, Treviso, Gorizia e Udine.

Come detto i quattro agivano in gruppo, spesso con la scusa di dover affittare un appartamento in un palazzo e di voler vedere quello dei vicini di casa per farsi un’idea; mentre le donne si guadagnavano la fiducia delle vittime,  gli altri si impadronivano di denaro e preziosi. A far scattare l” indagine dei militari guidati dal luogotenente Alfredo Russo, era stata una rapina commessa il 29 marzo 2018 a Sirolo, ai danni di una 80enne. Due erano entrati in casa e, al sopraggiungere della figlia dell” anziana, erano scappati con un bottino di 500 euro, spingendo la donna contro un muro.

I carabinieri hanno ricostruito che la banda agiva nello stesso modo in svariate province del centro e del Nord Italia, anche grazie ai tabulati telefonici delle celle delle zone dei furti con i codici Imei dei cellulari sequestrati a casa dei sospettati; le tre persone straniere, che si spostavano sempre a bordo di auto noleggiate ad una ditta romana e senza mai pagare il casello, sono in carcere con l’accusa di associazione per delinquere (accusa, questa, nel frattempo caduta) finalizzata ai furti e ad una rapina.


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