Fonderie Tacconi, domani il tavolo istituzionale: ma il Comitato chiede già certezze sullo spostamento

Fonderie Tacconi, domani il tavolo istituzionale: ma il Comitato chiede già certezze sullo spostamento

Per la prima cittadina, i dati Arpa hanno segnalato “quattro sforamenti in quattro mesi”. Ma per i residenti della zona, “l’azienda è incompatibile con il territorio”

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Martedì 12 marzo a Santa Maria degli Angeli alle 9.30 il sindaco Stefania Proietti, ha convocato un tavolo interistituzionale per esaminare la situazione ambientale e sanitaria dell’area delle Fonderie Tacconi. Ma intanto è già schermaglia tra le parti, perché, per un sindaco che invita a non fare allarmismi visto che i dati ambientali della Tacconi non permetterebbero neanche di chiudere il traffico, c’è un comitato che chiede certezze sui tempi di delocalizzazione delle fonderie.

Al tavolo, oltre alle Istituzioni (USL, Agenzia regionale per la protezione ambientale, Registro dei tumori, Regione Umbria) parteciperanno l’avvocato Valeria Passeri, in qualità di procuratore legale del Comitato dei cittadini di via Protomartiri Francescani, Federico Piccioni e Gigliola Santarelli, componenti del Comitato, il dottor Giovanni Vantaggi, Presidente Isde (associazione medici per l’ambiente) Perugia e il dottor Carlo Romagnoli Responsabile Isde Umbria. Sono stati invitati a partecipare anche gli amministratori delle Fonderie Tacconi.

Ma intanto ci sono già alcuni ‘capisaldi’ dai quali partire. Nel corso di un recente incontro al circolo del Subasio, Proietti ha spiegato che Tacconi è un’azienda è insalubre di prima classe, ma i rapporti dicono che il limite delle polveri inquinanti è stato sforato quattro volte in quattro mesi, “dati che – ha detto la prima cittadina – in una città come Assisi non imporrebbero neanche la chiusura del traffico”. Anche per questo il tavolo “punta ad acquisire e fornire dati certi sulla situazione”, ma lo fa “stoppando sul nascere speculazioni politiche e soprattutto senza allarmismi ingiustificati”.

Al termine del concordato preventivo che al momento interessa Tacconi, le parti potranno discutere del futuro dell’azienda e di un suo eventuale spostamento. Che però il comitato di cittadini di via Protomartiri Francescani chiede con certezza, visto che non solo la Tacconi insiste in un’area di valore naturalistico e patrimonio Unesco (il territorio di Assisi), ma è “incompatibile sia con l’abitato circostante, essendo classificata insalubre di prima classe già dal 1996, sia con la preminente vocazione turistica di S. Maria degli Angeli”.

La tutela della salute non è soggetta ad alcuna condizione, tanto meno economica in termini di costi – benefici. Se le condizioni ambientali sono invivibili ed esistono pericoli incombenti – sostiene il Comitato – il sindaco (che peraltro ha sottoscritto un protocollo con il ministero per promuovere la diffusione di pratiche virtuose per la tutela dell’ambiente) ha potere di prendere provvedimenti urgenti in materia di igiene e sanità”.

I cittadini riconoscono che la Usl non ha evidenziato “elementi di allarme per la salute collettiva”, ma “ha ritenuto opportuno procedere a ulteriori accertamenti epidemiologici (dati statistici su mortalità e malattie) e tecnico ambientali. Inoltre, l’Arpa non ha comunicato i risultati completi del monitoraggio della qualità dell’aria svolto nel periodo giugno – settembre 2018, perché secretati e trasmessi ai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE)”. Insomma, conclude la nota. “Il Comitato ribadisce, e non da adesso, che la Tacconi deve essere delocalizzata e che l’area deve essere bonificata, come prevede la legge”.

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