"Foiba Rossa", per il 25 aprile polemica sul fumetto distribuito agli studenti perugini

“Foiba Rossa”, per il 25 aprile polemica sul fumetto distribuito agli studenti perugini

Redazione

“Foiba Rossa”, per il 25 aprile polemica sul fumetto distribuito agli studenti perugini

"Interpretazioni negazioniste e politicizzate", Bistocchi e Paciotti chiedono al sindaco di prendere le distanze
Sab, 25/04/2020 - 10:31

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In un 25 aprile senza manifestazioni pubbliche causa Coronavirus (anzi sì, forse, boh… a seconda di dove ci si trovi) a Perugia, tra le varie polemiche, esplode quella legata al fumetto sulle foibe distribuito agli studenti delle scuole medie superiori. Il fumetto “Foiba Rossa – Norma Cossetto storia di un’italiana”, pubblicato da Altaforte Edizioni, era stato distribuito agli studenti perugini in occasione di un’iniziativa all’interno delle celebrazioni del Giorno del Ricordo delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata. Una manifestazione, quella che si era tenuta alla Sala dei Notari di Palazzo dei Priori, patrocinata dal Comune di Perugia.

E alla vigilia del 25 aprile, giorno della Liberazione e festa nazionale, i consiglieri del Partito Democratico Sarah Bistocchi e Nicola Paciotti hanno presentato un’interrogazione, a risposta orale, sulla distribuzione agli studenti perugini del fumetto. Edito, ricordano, da Altaforte Edizioni, “la casa editrice tristemente assurta alle cronache nazionali a causa dei suoi innegabili e strettissimi legami con partiti neofascisti di estrema destra come CasaPound, che l’hanno portata non a caso ad essere esclusa da fiere librarie prestigiose come il Salone del Libro di Torino e la Fiera del Libro di Roma“.

La richiesta di censura

Il Comune di Perugia presta il fianco ad interpretazioni negazioniste, letture politicizzate, e case editrici purtroppo note per le proprie simpatie neofasciste” attaccano i due esponenti del Pd. Che chiedono a sindaco e Giunta se fossero a conoscenza “di questo grave e significativo episodio, consumatosi all’interno di Palazzo dei Priori e alla presenza dell’assessore alla Cultura del Comune di Perugia”. E le misure da adottare “per censurare tale fatto, già denunciato da associazioni studentesche nel silenzio dell’Amministrazione, e per scongiurare che ve ne siano altri in futuro”.

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