Finanziaria regionale: le scelte su tasse, agevolazioni, investimenti, lavoro

Finanziaria regionale: le scelte su tasse, agevolazioni, investimenti, lavoro

Ma De Vincenzi attacca su Umbria Digitale: assunzioni perché nel 2019 e nel 2020 si vota

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Nessun aumento della pressione fiscale e mantenimento delle agevolazioni fiscali esistenti; contenimento e riduzione delle spese correnti e di funzionamento per favorire la riqualificazione della spesa regionale a favore degli investimenti. E ancora, riprogrammazione delle quote di cofinanziamento regionale per la programmazione comunitaria 2014-2020 per garantire il conseguimento dei target intermedi di spesa dei programmi. Infine, riduzione ulteriore del livello di indebitamento. Sono gli elementi del Bilancio 2019-21 collegati al Defr (Doumenti economico e finanziario della Regione) approvato a maggioranza in prima Commissione ed illustrato dalla governatrice Marini.

Gli indirizzi del Defr per il 2018 puntano ad un rafforzamento delle politiche di riforma istituzionale, con l’avvio del percorso dell’autonomia selettiva dell’ex articolo 116 della Costituzione, insieme alla Regione Marche. I fondi strutturali saranno indirizzati verso i settori produttivi, con internazionalizzazione e innovazione, qualità nell’agricoltura e posizionamento dell’immagine turistica. E poi,  investimenti per lo sviluppo sostenibile nella programmazione del territorio, le infrastrutture, gestione efficiente dell’energia e dei rifiuti; ad un miglioramento del sistema dei welfare regionale, centrato nel nuovo piano sanitario che è l’obiettivo fondamentale nel prossimo anno.

Nel documento si fa riferimento alla Programmazione integrata territoriale, con la gestione dell’agenda urbana, delle aree interne e dell’Iti del Trasimeno, che hanno dati sul target di spesa migliori di quello che si pensava. Senza dimenticare l’emergenza, la ricostruzione e la ripartenza economica delle aree colpite dal sisma, che l’anno prossimo vedrà la partenza delle opere pubbliche.

Tema centrale la programmazione comunitaria 2021-2027. Quella 2014-2020 mostra dati interessanti: su oltre un miliardo e mezzo di euro a disposizione per le politiche regionali di sviluppo, le risorse impegnate sono 736milioni di euro e le pagate 304milioni.

Rilevante l’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni per la definizione delle modalità del concorso della Regioni agli obiettivi di finanza pubblica, che sblocca circa 800milioni a livello nazionale per investimenti. L’accordo prevede lo scambio di una quota di avanzo sul pareggio di bilancio con la possibilità di spesa per investimenti orientando l’avanzo delle Regioni al rilancio e all’accelerazione degli investimenti pubblici. In particolare per l’Umbria si tratta di 53,9 milioni per il rilancio degli investimenti aggiuntivi: 3,6 milioni per la messa in sicurezza degli edifici, compreso il miglioramento e l’adeguamento sismici; 25,8 per la prevenzione del rischio idrogeologico e tutela ambientale; 10,4 milioni per viabilità e trasporti; 7,7 per l’edilizia sanitaria e l’edilizia pubblica residenziale; 6,2 per le imprese, puntando su ricerca e innovazione. Inoltre l’intesa prevede la salvaguardia integrale dei trasferimenti per le politiche sociali; la realizzazione dell’obiettivo di finanza pubblica richiesto dalla manovra; lo sblocco dell’utilizzo dell’avanzo di amministrazione; lo sblocco degli investimenti sul fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale.

Assunzioni nel mirino

Ma il consigliere di opposizione Sergio De Vincenzi punta l’indice a proposito delle modifiche introdotte alle assunzioni nelle agenzie strumentali Umbria Salute e Servizi e lo svuotamento di competenze di Umbria Digitale, e cioè “assunzioni senza limiti e senza razionalizzazioni“. “In particolare – è la previsione di De Vincenzi – accadrà che andremo ad assumere in contesti laddove l’informatizzazione dei servizi potrebbe ridurre la richiesta di personale a scapito di settori dove invece c’è necessità di personale che non può essere sostituito dalle macchine“.

Assunzioni pubbliche che, a giudizio dell’esponente dell’opposizione, vengono effettuate in vista delle elezioni del 2019 e del 2020, in settori che non assicurano un reale sviluppo (come ad esempio sarebbe stato, suggerisce,  se si fossero creati posti di lavoro nel settore museale e dei beni culturali, all’ambiente ed ai servizi al turismo). “Nel contempo – conclude De Vincenzi – osserveremo anche al moltiplicarsi delle commesse a ditte esterne, soprattutto nel digitale in sanità, senza, anche qui, ottimizzare le risorse ad oggi disponibili in altri comparti, come ad esempio quelle di Umbria Digitale“.

Il documento finanziario verrà discusso in Consiglio regionale giovedì.

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