Filiera corta del tartufo, c'è il bando: 5,4 milioni per le imprese

Filiera corta del tartufo, c’è il bando: 5,4 milioni per le imprese

Redazione

Filiera corta del tartufo, c’è il bando: 5,4 milioni per le imprese

Sab, 13/11/2021 - 08:50

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Filiera corta del tartufo, ecco il bando. “Un ulteriore tassello della strategia regionale mirata al sostegno e all’incentivo dell’aggregazione tra imprese affinché esse, facendo rete e forti dell’elevata qualità dei prodotti, si rafforzino sui mercati nazionali e internazionali”. L’assessore regionale all’Agricoltura, Roberto Morroni, commenta così l’emanazione del bando che verrà pubblicato mercoledì 17 sul Bollettino Ufficiale della Regione Umbria e che segna l’avvio del percorso per la costituzione e la realizzazione di un progetto di filiera incentrato sulla tartuficoltura.

Oltre cinque milioni per le imprese per la coltivazione di tartufo

A questo scopo vengono messi a disposizione delle imprese agricole e agroindustriali 5,4 milioni di euro, di cui 4,4 destinati alle prime e un milione destinato alle seconde che operano nella trasformazione e commercializzazione, a valere sulle risorse del Programma di sviluppo rurale.

Oltre 400 ettari di tartufaie

Con queste risorse verranno impiantati oltre 400 ettari di tartufaie coltivate per la produzione di “Tuber melanosporum”, il Tartufo nero – sottolinea l’assessore –  e di tartufi delle altre specie coltivabili, adottando  moderni protocolli agronomici di coltivazione e di assistenza durante tutto il ciclo biologico delle colture e definendo specifici protocolli per la certificazione dei prodotti della filiera e per la tracciabilità delle produzioni, così da ottenere tartufi di genetica e qualità certificata, dotati di caratteristiche merceologiche di pregio”.

Il ruolo dell’Umbria

L’Umbria svolge un ruolo di primissimo piano a livello nazionale ed estero nel settore, dove è leader per la produzione e la lavorazione del tartufo – rileva Morroni – Un settore che assume grande importanza anche quale traino per la valorizzazione e la promozione turistica di tutta la regione”.

Obiettivo colmare il deficit di produzione di tartufo

Grandi le opportunità che si prospettano per il prodotto umbro – aggiunge l’assessore – con un mercato del tartufo fresco, refrigerato e trasformato, che mostra un trend di crescita che si prevede costante nei prossimi decenni sia per l’aumentata domanda nelle aree tradizionali, Stati Uniti e Unione europea, sia per l’apertura di nuovi mercati, quali l’Estremo Oriente. Al tempo stesso, il prodotto nazionale non riesce a coprire il fabbisogno delle aziende di commercializzazione e trasformazione e della ristorazione: il deficit di produzione è più significativo nella gamma del prodotto di qualità elevata. La tartuficoltura può, quindi, rivestire un ruolo determinante per rispondere alle richieste del mercato”.

“Diffusione della tartuficoltura per il rilancio”

La tartuficoltura – precisa ancora Morroniè relativamente poco diffusa in Umbria, nonostante rappresenti un’attività agricola economicamente rilevante soprattutto nelle zone collinari e montane. La sua diffusione favorirebbe così il rilancio socio-economico delle aree interne svantaggiate, come le aree terremotate, e garantirebbe, inoltre, di diversificare le produzioni delle aziende agricole e di arricchire l’offerta di agriturismi e turismo rurale in genere”.

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