Festival Spoleto, si delinea la squadra di Monique Veaute: i "Fantastici 4"

Festival Spoleto, si delinea la “squadra” di Monique Veaute: arrivano i “Fantastici 4”

Carlo Vantaggioli

Festival Spoleto, si delinea la “squadra” di Monique Veaute: arrivano i “Fantastici 4”

Il Festival sposta il suo baricentro artistico verso i settori della danza e della musica? Dopo i fasti degli ultimi 10 anni con il Teatro, forse la novità è tornare all'antico
Gio, 23/07/2020 - 11:05

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Una visita di cortesia al Sindaco di Spoleto Umberto de Augustinis, nonchè Presidente della Fondazione Festival dei Due Mondi, da parte del nuovo Direttore Artistico, Monique Veaute, si è trasformata in una importante anticipazione sul futuro organigramma della manifestazione menottiana.

Non appena annunciata la nomina della Veaute, con la fine dell’importante e decisivo decennio di gestione-resurrezione ad opera di Giorgio Ferrara, tra gli addetti ai lavori è iniziato il totonomine sullo staff che avrebbe affiancato il nuovo direttore artistico nella gestione del Due Mondi.

Gli accompagnatori di Monique Veaute

Se nel tempo Giorgio Ferrara aveva dato preminenza allo staff tecnico-amministrativo più che ad uno artistico, riassumendo sulla sua figura di esperto uomo di teatro una serie di competenze decisive proprio nelle scelte artistiche (a parte delle brevi parentesi con la famosa étoile Alessandra Ferri o con il fido Alessio Vlad sempre accanto), ora Monique Veaute sembrerebbe cambiare orizzonte.

E così, nell’ormai nota visita di cortesia a de Augustinis “culminata poi con la visita ai teatri spoletini” (fa sapere a Tuttoggi il primo cittadino ndr), la Veaute si è presentata con degli accompagnatori che hanno destato più che un semplice interesse.

Erano presenti a Palazzo comunale infatti, Julie Guibert, direttrice del Ballet de l’Opéra di Lione, Ivan Fischer, direttore musicale del Budapest Festival Orchestra, Francesca Manica della Fondazione Romaeuropa e Mauro Bucarelli, Segretario Artistico dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

A voler essere esaustivi sui curricula degli ospiti della Veaute, occorrerebbe più di un articolo solo per snocciolare tutte le esperienze degli interessati.

Tuttavia è possibile capire l’importanza dei “Fantastici 4”, anche solo accennando ad alcuni dettagli delle loro storie in campo di spettacolo.

Julie Guibert

Nata nel 1974, Julie Guibert ha frequentato per sette anni la scuola privata di Madame Petrova a Lione e ha iniziato la sua carriera nel 1991 con la Compagnia di Maryse Delente a Vaulx-en-Velin.

Nel 1995, entra a far parte del Ballet du Nord di Roubaix al fianco della Delente

Dal 1998 al 2003 ha ballato con il Cullberg Ballet di Stoccolma diretto da Mats Ek, e si è esibita tra gli altri brani del repertorio in Giselle, Le Lac des Cygnes e La bella addormentata nel bosco.

Dal 2003 al 2005 ha ballato per il Balletto dell’Opera di Lione e ha lavorato in particolare con William Forsythe, Christian Rizzo, Trisha Brown e Maguy Marin.

Sopratutto la Brown e Forsythe dovrebbero dire molto alla memoria degli spoletini che seguono il Festival.

Straordinariamente prolifico il legame artistico con Christian Rizzo che nel tempo ha creato con e per la Guibert una serie di apprezzate coreografie

Solo negli ultimi 5 anni Julie Guibert ha partecipato all’Avignon Festival 2015, dove ha ballato Jamais Assez, un pezzo di Fabrice Lambert.

Nel novembre dello stesso anno, ha danzato – con Kerem Gelebek – ad noctum, una creazione di Christian Rizzo per il Théâtre de la Cité Universitaire di Nantes.

Per il festival Montpellier Danse 2016, balla ne Le syndrome ian, di Christian Rizzo.

Nell’ottobre 2016 ha ballato al Théâtre des Champs-Elysées per la Nuit blanche di Tu es, opera teatrale di Marie-Agnès Gillot.

Nell’aprile 2018, ha affiancato Christian Rizzo a Taïchung (Taiwan) per la creazione di Après nature (episodio 2).

Nel maggio 2018, con Mélanie Perrier, ha iniziato la creazione di Quand jai vu mon ombre vaciller, la cui prima andrà poi in scena a febbraio 2019 al CCN di Orléans.

Ivan Fischer

Nato a Budapest in una famiglia di musicisti di origine ebraica, ha studiato direzione a Vienna con Hans Swarowsky presso l’Università di Musica e Spettacolo, dove ha anche perfezionato lo studio del violoncello e della musica antica, studiando e lavorando come assistente di Nikolaus Harnoncourt.

Ha anche studiato con Franco Ferrara all’Accademia Musicale Chigiana di Siena.

Tornato in Ungheria nel 1983 ha fondato l’Orchestra Festival di Budapest (OFB), inizialmente concepita per un numero limitato di concerti all’anno a tempo parziale.

L’OFB è diventata poi un’istituzione permanente nel 1992, con un programma di circa 30 settimane di spettacoli in un anno.

Molto importante nella carriera di Fischer la parentesi “americana”. Ha infatti ricoperto per sette anni la posizione di direttore ospite principale dell’Orchestra Sinfonica di Cincinnati.

Nel 2006 è stato direttore ospite principale della National Symphony Orchestra di Washington, D.C..

Nell’aprile 2007 è stato nominato direttore principale della National Symphony Orchestra (Washington, DC), mantenendo il prestigioso incarico per due anni.

Come direttore ospite è stato protagonista di un ciclo dedicato Mozart alla Wiener Staatsoper di Vienna e produzioni a Zurigo, Londra, Parigi, Bruxelles, Stoccolma e Budapest.

Nel 2006 il debutto al celebre Glyndebourne Festival Opera in una nuova produzione di Così fan tutte.

Nel 2006 Fischer è stato nominato artista principale dell’Orchestra of the Age of Enlightenment.

Nel febbraio 2011 la nomina a direttore musicale del Konzerthaus Berlin e direttore principale della Konzerthausorchester di Berlino, dalla stagione 2012-2013

Sempre nel 2011 Fischer ha ricevuto il Royal Music Award della Royal Philharmonic Society e il Dutch Ovatie Prize.

Nel 2013 è stato nominato Membro Onorario della Royal Academy of Music di Londra.

Moltissime le sue composizioni e le registrazioni con la Philips Classic a cui è legato contrattualmente da anni

Francesca Manica

Negli ultimi 6 anni è stata un pilastro della Fondazione Romaeuropa, di cui Monique Veaute è presidente.

In Fondazione la Manica ha il coordinamento di tutte le attività artistiche con compiti come la produzione di progetti specifici e l’interfaccia con le varie funzioni della Fondazione.

Affianca la direzione artistica nella scelta di alcuni progetti artistici ed è lei stessa la curatrice di “Dancing Days”.

Un festival all’interno del festival principale, dedicato a giovani talentuosi coreografi contemporanei.

Francesca Manica è stata anche stretta collaboratrice dello scrittore Alessandro Baricco di cui ha curato i rapporti con la stampa, organizzato conferenze, viaggi per le fiere del libro e supervisionato i contratti per il mercato internazionale.

Sempre per Baricco ha anche gestito le sue attività legate al teatro: casting, coordinamento, budget, etc.

Mauro Bucarelli

Non è facile trovare una biografia dettagliata di Mauro Bucarelli, ma una cosa è certa della sua professione di Segretario Artistico presso la Direzione Artistica dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

E’ lui l’uomo ombra a cui ci si affida per tutto quello che concerne il rapporto con gli artisti, in tandem con Umberto Nicoletti Altimari (affezionato frequentatore di Spoleto) che si occupa invece della specifica Consulenza artistica.

Se si voleva avere un uomo “operativo”, affidabile e dalla decennale esperienza nel nuovo staff del Festival, Bucarelli è sicuramente la persona giusta al posto giusto.

Nota anche la passione per Gioachino Rossini su cui Bucarelli ha scritto un libro in tandem con Bruno Cagli, La casa di Rossini, firmato il coordinamento di un catalogo (Mondadori Electa) della mostra dedicata al celebre compositore tenutasi a Pesaro, Palazzo Montani Antaldi 27 giugno – 30 settembre 1992 e curato alcune edizioni critiche sullo stesso per la Fondazione G.Rossini.

Il Festival di Monique Veaute sposta il suo baricentro artistico?

Ad una prima sommaria analisi, sempre che l’ipotesi per cui alle persone sopra descritte venga effettivamente affidato un compito operativo nel nuovo staff del Festival, la prima cosa che salta agli occhi degli osservatori è che il Festival sposta il suo baricentro artistico verso i settori della danza e della musica.

Se con Giorgio Ferrara il fil rouge degli ultimi 10 anni è stato il teatro (per la cronaca, settore che Gian Carlo Menotti non amava apassionatamente), salvo un meritevole riavvicinamento verso la musica e la composizione contemporanea con la lunga frequentazione di Silvia Colasanti a Spoleto (autrice di tre memorabili spettacoli, di cui due prime al Nuovo), con Monique Veaute ci apprestiamo forse ad un cambiamento che alla fine è anche un ritorno all’antico.

Danza e Musica come settori trainanti, oltre immaginiamo a tutto ciò che ha a che fare con l’arte contemporanea (arti visive, installazioni, arte digitale e video-arte) di cui la Veaute è una esperta di livello internazionale.

In attesa di ulteriori novità che potrebbero arrivare dopo il 1 di settembre, data in cui diventerà effettivo il nuovo incarico di Monique Veaute come Direttore artistico, quello che traspare da una semplice visita di cortesia è un progetto ambizioso, affidato a persone di grande prestigio artistico.

Questo è quello che occorre e si merita Spoleto, nella speranza che anche la città sia sempre pronta e all’altezza della manifestazione.

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