Festival 2Mondi ora pensa a Natale / Il bilancio 2014 / Ferrara a Parigi, Carla Fendi superstar / Vd, il concerto di Muti - Tuttoggi

Festival 2Mondi ora pensa a Natale / Il bilancio 2014 / Ferrara a Parigi, Carla Fendi superstar / Vd, il concerto di Muti

Carlo Ceraso

Festival 2Mondi ora pensa a Natale / Il bilancio 2014 / Ferrara a Parigi, Carla Fendi superstar / Vd, il concerto di Muti

A giorni il board: più attenzione alla figura di Menotti e nuovo sodalizio con Tls / Vd, intervista al presidente CaRiSpo Zinni / Sindaco incontra Muti (Lorenzo)
Lun, 28/07/2014 - 09:24

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Il Festival dei 2 Mondi ora guarda al Natale. A due settimane dalla chiusura del sipario della 57ma edizione che ha registrato un ottimo successo di pubblico (+25%) e di critica, la Fondazione pensa già al prossimo futuro. Di idee sul tavolo ce ne sono diverse, ma per discuterle bisognerà attendere la convocazione del prossimo board che dovrebbe comunque tenersi a giorni, prima del breve periodo di ferie che il sindaco Fabrizio Cardarelli ha annunciato per il ponte di ferragosto. Giorgio Ferrara, il direttore artistico del Festival,  si sta godendo il meritato riposo nella sua casa di Parigi dove si è rinchiuso già da qualche giorno insieme alla moglie Adriana Asti ma è certo il suo rientro a Spoleto per i primi giorni di agosto.

Anteprime a Natale e Pasqua – la novità più interessante sulla quale la Fondazione intende lavorare è senza dubbio la possibilità di poter ‘aprire’ le porte anche durante le festività di Natale e Pasqua, magari con degli spettacoli e concerti che facciano da ‘anteprima’ alla 58ma edizione. Appuntamenti, neanche a dirlo, di alto livello per i quali ci sarebbe bisogno di ulteriori risorse che potrebbero arrivare dal Mibac e più precisamente dal Fondo unico per lo spettacolo il cui regolamento starebbe per cambiare: non più finanziamenti annuali, ma triennali, così da poter meglio programmare le manifestazioni. A quanto trapela il dicastero del ministro Franceschini vorrebbe premiare gli eventi multidisciplinari, dove Spoleto può ancora vantare il proprio primato in campo nazionale ed europeo. Difficile al momento capire se le nuove iniziative festivaliere potranno prendere avvio già dal prossimo Natale, anche perché è molto probabile che il varo del nuovo regolamento avrà efficacia dal 1 gennaio 2015. Ma la Fondazione si dice pronta a poter sfruttare l’occasione fosse anche programmando qualche evento per la prima settimana dell’anno. Sempre ché ci siano risorse disponibili.

Menotti e il Lirico sperimentale – non sarà questo l’unico argomento all’ordine del giorno. Il sindaco Cardarelli, che della Fondazione festival è anche presidente, intende avviare una importante collaborazione con il Teatro Lirico Sperimentale, progetto annunciato tante, troppe volte nei decenni ma rimasto finora puntualmente inattuato. “Poche altre città al mondo possono vantare due istituzioni così importanti per il mondo dell’arte come il Festival e il Lirico sperimentale” dice il primo cittadino a Tuttoggi.info “sono convinto che un sodalizio tra queste due realtà non potrà che accrescere il livello delle due manifestazioni, le più importanti per lo sviluppo della città sotto il profilo culturale e turistico”. E’ probabile che la prossima sarà l’occasione anche per rivedere lo spazio da dedicare alla figura del compianto maestro Gian Carlo Menotti, il fondatore del Festival. Quest’anno l’unico appuntamento è stato quello del 7 luglio con un concerto (bellissimo) del trio di Umbria Ensemble: giusta la data (il compleanno del Maestro) e persino la location (Chiostro di San Nicolò); imperdonabile invece l’ora (le 20,00), l’assoluta mancanza di comunicazione e forse anche il costo del biglietto (20€) che hanno fatto passare inosservato l’appuntamento al quale, alla fine, si sono ritrovate sì e no una cinquantina di persone. E sì che il Festival, quando vuole, sa muovere anche i propri addetti ai lavori per altri spettacoli. La cosa non è passata inosservata in città, tanto che i ragazzacci de La Rivista degli Studenti – a loro il merito di aver convinto la città ad intitolare il Teatro nuovo a Menotti – starebbero pensando, per il prossimo anno, a ricordarne la figura con una serata ricca di iniziative e di illustri artisti. Anche il Comune potrebbe mettere a punto qualche iniziativa e non è forse un caso che nelle prossime ore il sindaco incontrerà il direttore d’orchestra Lorenzo Ricci Muti, spoletino doc, scoperto proprio da Gian Carlo Menotti.

Tante luci, poche ombre – per il resto anche quella del 2014 è stata una edizione all’insegna del successo. Anche migliore delle passate stagioni – al di là delle presenze e dell’incasso – non fosse che è aumentata la discussione sulla qualità degli spettacoli, sulle scelte artistiche, riportando Spoleto al centro di una attenzione che non si registrava da più di un decennio. Le 60mila presenze confermano che la conduzione artistica di Ferrara e dei suoi collaboratori ha saputo migliorare il Festival. I teatri sono tornati ad essere pieni, grazie anche alla nuova politica dei prezzi dei biglietti, e si è tornati a vedere molto pubblico da Roma e Milano. Il cartellone anche quest’anno ha saputo offrire spettacoli memorabili come Peter Pan, King Size, Danza Macabra o il trittico di opere che hanno aperto il sipario e che hanno fatto scoprire al pubblico il bel canto di Ketevan Kemoklidze, Kathryn Harries e Nadja Michael. Per non parlare dei balletti del San Francisco Ballet e della Paul Taylor Dance Company. O i due spettacoli de La Mama, davvero notevoli. E il Concerto finale, una vera chicca per gli intenditori. Unico neo, che ha visto critica e pubblico andare a braccetto, è stata la rappresentazione di Quai Ouest, forse lo spettacolo meno digerito in 57 anni di storia festivaliera. Ma una perla nera fra tante bianche può anche starci. Detto ciò, se c’è un appunto da fare questo è nelle poche rappresentazioni di alcuni spettacoli (Peter Pan, King size) e nella eccessiva riproposizione di altri (Danza macabra). Resta poi da capire se è ancora il caso di rinnovare certe ‘collaborazioni perpetue’ (Wilson, Ronconi) o se non sia arrivato il momento di cambiare qualcosa. Perché ad esempio, uscendo dalla infinita querelle Bonito Oliva-Sgarbi, non affidare le mostre ad un intenditore e superbo comunicatore  come Philippe Daverio? O riportare opere italiane, liriche e non, attenuando così l’eccessivo ricorso alla lingua straniera che poi pochi sono in grado di seguire appieno? E non si dica che qui non si può fare Tosca, Madame Butterfly o La Traviata, perché qui a Spoleto è stato “fatto di tutto”, prima ancora che in molte altre parti del mondo.

Carla Fendi superstar – questa edizione ha consacrato la Regina del Festival, la vera madrina della kermesse, Carla Fendi cui si deve non solo il prezioso contributo alla manifestazione ma, soprattutto, il restauro del Teatro Caio Melisso. Che quest’anno ha ospitato lo straordinario “Concerto per un amico” che il Festival ha voluto a tutti i costi inserire nel proprio cartellone, pur essendo un evento ad invito per ricordare Candido Speroni, il marito della nota stilista recentemente scomparso e grande cultore della lirica. Ai primi rumors, la mecenate ha fatto in modo che il concerto, magistralmente diretto da Riccardo Muti (per la prima volta al Festival) e magnificamente eseguito dalla Orchestra giovanile “Luigi Cherubini”, venisse trasmesso in diretta al Teatro “Menotti”, aperto per l’occasione alla città. Un evento unico, impreziosito dalla presenza sul palco del celebre pianista David Fray che ha eseguito in maniera perfetta il Concerto in do minore n. 3 di Beethoven di cui Tuttoggi.info, per gentile concessione della Fondazione Carla Fendi, può presentare in esclusiva il video. Ma il vero valore aggiunto dell’iniziativa, di cui dovrà far tesoro il Festival e lo stesso Ferrara, è stato quello di incontrare il celebre direttore d’orchestra per gettare le basi di una auspicata, futura collaborazione. A Spoleto, inutile dirlo, c’è già chi sogna di vedere il Maestro Muti dirigere il Concerto finale in piazza Duomo.

L’impegno della CaRiSpo – tutti soddisfatti gli sponsor a cominciare dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto il cui presidente, l’avvocato Sergio Zinni, anche quest’anno ha confermato l’importante contributo economico che fa della fondazione bancaria il main sponsor del Festival. “I numeri danno ragione al maestro Ferrara per il buon lavoro fatto; c’è stato un bel salto di qualità sotto il profilo artistico e dobbiamo continuare su questa strada per far sì che le magie della nostra città possano risplendere nel mondo” ha detto Zinni nel corso dell’intervista concessa a Tuttoggi.info nel corso della quale ha tracciato un bilancio del primo semestre 2014 della Fondazione CaRiSpo (guarda il video).

© Riproduzione riservata

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