FALLIMENTO MINERVA: THE DAY AFTER

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 The day after. Regna il silenzio in città dopo la notizia del fallimento della Industrie Minerva. Sono ancora in pochi a prendere posizione intorno ad una vicenda dalle tinte scure. Non si sbilanciano ancora più di tanto i sindacalistid elle categorie, non pigola neanche una buona parte della stampa locale che oggi ha fatto un grande uso di condizionali nel dare la notizia del fallimento, quasi a non volerci credere, a rifiutare una notizia così devastante. Perchè? Difficile dirlo. Certo intorno alla I.M. negli ultimi tempi si è ‘giocata’ anche una partita politica e qualcuno, si sa, ne potrebbe esser rimasto affascinato. D’altra parte, e questo è ancor più grave, c’è chi non ha dedicato neanche una riga al fallimento che rischia di metter sul lastrico più di 100 famiglie dello spoletino. Lunedì mattina nela fabbrica di Santo Chiodo si insedierà il ragionier Enrico D’Agata cui spetta l’ingrato compito di curatore fallimentare. Al pubblico minstero invece, che giovedì aveva chiesto la procedura di fallimento per la ditta di Marcoaldi, quello di verificare lo satto dell’arte. Una verifica che passa anche dal controllo dei bilanci aziendali che, secondo fonti attendibili, sarebbero stati consegnati nella serata di venerdì al tribunale di Spoleto. Carte contabili su cui già nei giorni scorsi si era parlato, anche in maniera tendenziosa. I sindacati intanto stanno a guardare, più o meno. Francesco Giannini, il potente sindacalista della Fiom che ieri marciava su Roma alla testa del corteo organizzato dal ‘Cantiere della sinistra’, fa sapere di non voler parlare con TO®. La sua categoria è quella finita più nell’occhio nel ciclone (è la prima sigla per numero di iscritti) e se ne deve esser accorto anche giovedì scorso quando, a margine dell’assemblea, gli iscritti gli chiedevano conto di quanto stava accadendo. Ironia della sorte, proprio mentre Giannini tentava di tranquillizzare gli operai, il giudice Roberto Laudenzi dava il via libra al fallimento. Chi parla è invece Fausto Stocchi, responsabile dela Camera del lavoro di Spoleto (Cgil) “sono profondamente  rammaricato per questa situazione precipitata per di più nel peggiore dei modi e anche fortemente preoccupato del silenzio assordante dell’Associazione Industriali locale e non, che in tutta questa vicenda non ha assunto alcuna posizione”. Quanto alle possibili soluzioni Stocchi si dice certo che “le forze del territorio sono in grado e devono esser in grado di risollevare e rilanciare la produzione della I.M., facendo ‘cartello’, per evitare lo smembramento o, peggio ancora, il disfacimento di una delle realtà industriali più importanti del comprensorio. In maniera, ovviamente, seria e trasparente”. Adolfo Pierotti (Fim Cisl) si limita a dire che la notizia è preoccupante, che ha avuto modo di verificarla “solo questa mattina. A quel che mi risulta ci sono 4 milioni di euro di Iva richiesti dall’Agenzia delle Entrate. Un cifra sulla quale si sarebbe dovuto discutere in tribunale nel corso di una udienza già fissata per dicembre prossimo”. Indubbiamente, però, come anticipato ieri, ci deve esser dell’altro se la questione ha subito una simile accelerazone. Pierotti alal fine annuncia però di “aver fissato un appuntamento la prossima settimana con l’ingegner Gervasi”. Incontro che, lo riferisce Umbro Conti dell Uilm, si terrà martedì sera. E stavolta non a Confindustria, ma a Spoleto, pare nella sede della Gervasi Robotica. “Mi piace sottolineare – dice Conti raggiunto al telefonino – che nè la mia categoria, nè il mio sindacato hanno preferenze di sorta. Siamo disponibili ad ogni ipotesi, purchè sia credibile e di sviluppo. Per il momento la decisione del giudice di concedere l’esercizio provvisorio consente agli operai di continuare a lavorare e espletare così le commesse in corso”. La possibile carta del salvataggio delal I.M. sembra proprio nelle mani di Moreno Gervasi, l’industriale fin qui snobbato ma sul quale sono ora in molti a scommettere che possa farcela. D’altra parte, dopo l’accordo raggiunto con Antonio Cassoli, è lui a detenere i marchi di alcuni dei prodotti punta della Minerva (Pellicano, Minerva, Metra e Multipluspecial). Un dettaglio di non poco conto che spazzerebbe via la cordata Raggi-Galeotti e, ed è questa la notizia dell’ultima ora, anche quella capeggiata da Luzzi della TecnoKar. Del piano industriale di quest’ultimo – piano fin qui rimasto sconsciuto ai più – se ne sarebbe interessato proprio questa settimana anche il vertice di Sviluppumbria. Un piano però che senza la possibilità di gestire i marchi, rischia di non esser più attuato. Ma i rapporti fra Luzzi e Gervasi sono amicali – stando a quanto si apprende -, entrambi nati nella piccola frazione di Monte Martano, buoni conoscenti da sempre. Insomma, non sarebbe poi strano se due aziende impegnate nello stesso settore riuscissero a fare quel ‘cartello’ auspicato da Stocchi oggi, come dal sindaco Brunini già alla fine del mese di settembre. Fin qui il sindacato, anche se rimbalza il silenzio dell’Ugl locale e regionale. E la politica? Anche questa sonnecchia, se si toglie la posizione di Andrae Dante Rossi dei diesse e quella congiunta An-Cdl. “L’eventuale fine di un’azienda con circa 120 dipendenti oltre ad un’altra cinquantina di occupati nell’indotto potrebbe essere il colpo di grazia alla balbettante economia spoletina” scrivono Gianluca Speranza della CdL e David Militoni di AN, “è chiaro che il primo pensiero è rivolto a queste famiglie che si ritroverebbero improvvisamente sul lastrico anche se i problemi non sono iniziati ne ieri ne l’altro ieri.  La notizia della sentenza di fallimento si abbatte come una scure sulle speranze dei lavoratori e appare inspiegabile l’atteggiamento superficiale con cui l’Amministrazione comunale ha seguito la vicenda. Le continue rassicurazioni fornite dal Sindaco vengono smentite da fatti così importanti; cosi’ come è poco chiaro il comportamento tenuto dalle OOSS che sembrano cadere dalle nuvole di fronte a tale notizia. AN e C.d.l. chiederanno la immediata convocazione del Consiglio comunale per avere un quadro chiaro della situazione soprattutto riguardo al futuro dei lavoratori”. Sula vicenda è intervenuto anche Dante Andrea Rossi : “visto il precipitare della situazione spero che adesso con il curatore fallimentare – dice il segretario della quercia – ci sia la possibilità di avviare un percorso trasparente che faccia emergere, in modo trasparente, le possibili soluzioni per salvaguardare i livelli occupazionali e lo sviluppo della fabbrica anche con il doveroso contributo delle istituzioni e di quanti hanno a cuore realmente le sorti della Minerva. Sottolineo il modo trasparente, perchè questa evoluzione dovrebbe far emergere qualche critica o autocritica in capo a qualcuno”. Chiaro il riferimento alle categorie sindacali che nei giorni scorsi avevano annunciato di aver sotto controllo la situazione, tanto da respingere al mittente i dubbi e le critiche che Brunini aveva esternato sulla vertenza Minerva. “Non accettiamo lezioni da nessuno” aveva tuonato Giannini, a noem delle tre categorie. Beh, una lezione sarebbe stata forse meglio accettarla. Anche perchè la prossima potrebbe arrivare da Nocera Umbra, sede della Merloni. Ma inutile chiedere nulla. Anche qui è tutto top-secret

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LA INDUSTRIE MINERVA E’ FALLITA: LO HA DECISO IL TRIBUNALE DI SPOLETO – Le dichiarazioni del legale della I.M., il silenzio di tomba di Fim-Fiom-Uilm. Giudice Laudenzi autorizza esercizio provvisorio. Pubblicato il 19.10.2007 h 20:48

La Industrie Minerva è in stato di fallimento. La notizia, clamorosa, anticipata nel pomeriggio da TO®, è confermata. Basta infatti controllare la pagina telematica del Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Perugia per vedere, alla voce “Procedure in corso”, la triste conferma: “FALLIMENTO”. Il Tribunale di Spoleto ha infatti dichiarato il fallimento della società del cavalier Luigi Marcoaldi, nominando quale giudice delegato alla procedura fallimentare il dottor Roberto Laudenzi, mentre il curatore fallimentare sarà il ragioniere Enrico D’Agata. Il provvedimento è il n. 11/07 del 18 ottobre 2007. Non ci sono al momento altre notizie ufficiali. Sembra certo che l’avvio del  fallimento è stato richiesto dal pubblico ministero Pasquale Principato. Ma cosa può aver portato la magistratura a prendere questa decisione? Difficile dirlo. Di certo la pesante esposizione finanziaria della fabbrica gioca il suo peso. Ai debiti accumulati nei confronti delle banche si aggiunge, e lo si scopre oggi, anche una pesante richiesta (che risale a prima della estate) da parte della Agenzia delle Entrate che vanterebbe un credito di 4 milioni di euro. Insomma una montagna di soldi da restituire allo Stato come ai privati, senza dimenticare quelle piccole realtà dell’indotto che devono ancora esser liquidate per i lavori espletati in favore della I.M..   TO® ha tentato di raggiungere telefonicamente i sindacalisti che hanno fin qui seguito la vertenza Minerva. Senza esito. Non parla Francesco Giannini della Fiom,  come Adolfo Pierotti della Fim e Umbro Conti della Uilm. Preferiscono non commentare la notizia, trincerandosi dietro il fatto di non aver saputo ancora nulla di ufficiale. Proviamo a farlo sapere noi, citando loro gli estremi della visura camerale;  niente da fare. Le categorie tacciono e non vale neanche riprovare: Giannini, ad esempio, preferisce chiudere il telefono. Chi invece si rende disponibile è il legale della Minerva, l’avvocato Ezio Calderai del foro di Civitavecchia che al telefonino dice di aver appreso “solo ufficiosamente del fallimento. La disposizione del Tribunale – continua Calderai – non è ancora stata notificata né a me, né alla azienda.  Non posso quindi sbilanciarmi oltre, attendendo di conoscere le motivazioni del giudice. Di sicuro nei prossimi giorni faremo opposizione a questo provvedimento”. Il giudice intanto ha concesso alla azienda l’esercizio provvisorio: i dipendenti dunque lunedì prossimo potranno prendere regolarmente servizio, anche se è facile immaginare con quale stato d’animo. La notizia del fallimento aggrava la posizione della azienda, da cui operai e impiegati attendono di ricevere ancora lo stipendio del mese di settembre. E non rende facile il lavoro delle categorie sindacali che sembrano quasi aver preso coscienza all’improvviso di quello che stava accadendo alla Industrie Minerva.

 

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LA INDUSTRIE MINERVA E' FALLITA?

Sta trapelando in queste ore la notizia, clamorosa, che la Industrie Minerva sarebbe stata dichiarata fallita dal Tribunale di Spoleto. Non ci sono ancora conferme ufficiali. Tutti gli aggiornamenti nelle prossime edizioni di Tuttoggi.info Aggiornato alle 17.18 del 19 ott. 2007

 

 

 

 CRISI MINERVA: DRAMMATICA SVOLTA NELLE ULTIME ORE!   Cambia completamente lo scenario sulla soluzione della crisi

Ci sarebbe una drammatica svolta nella crisi della Industrie Minerva: una notizia che la nostra redazione di AncoraTg ha avuto proprio in questi minuti. La notizia sarà dunque data dal nostro TG, in onda su Umbria TV alle 19,30. Gli approfondimenti alle 20 circa sulle colonnee di Tuttoggi.info. Più tardi dunque l'aggiornamento con documenti e dichiarazioni sulla situazione della Società e sugli sviluppi possibili rispetto alle nuove notizie che cambiano completamente lo scenario fin qui in atto. 19 ott. 2007 h: 16.10

 

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