EX MONASTERO DELLA STELLA, IL COMUNE SI DIFENDE DAGLI ATTACCHI DELLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE

EX MONASTERO DELLA STELLA, IL COMUNE SI DIFENDE DAGLI ATTACCHI DELLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE

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La denuncia presentata da Legambiente Spoleto e da Italia Nostra sull’incuria e il degrado dell’ex caserma Minervio è fuorviante e ingenerosa nei confronti dell’amministrazione comunale, che da anni sta lavorando per tutelare e restituire alla città il patrimonio racchiuso all’interno del complesso monumentale dell’Anfiteatro. 
Quest’area,  costituita dai due monasteri della Stella e del Palazzo oltre che dall’anfiteatro e dall’ex caserma Minervio è difficilmente controllabile, non solo per la sua vasta  estensione ma anche per la complessità e l’entità degli interventi di recupero che l’amministrazione comunale ha quantificato nel 2007  in 36 milioni di euro.  Il complesso si estende all’interno delle mura medievali di Spoleto, su un’area di 17 mila metri quadrati, con un perimetro di 720 metri ed un volume di edifici di circa 20 mila metri  quadrati.
“È una città nella città che è nostra ferma intenzione recuperare e valorizzare – afferma il sindaco Daniele Benedetti – non solo per restituire decoro a luoghi che hanno segnato la storia sociale, culturale, religiosa, artistica  ed economica di Spoleto ma anche per far cessare definitivamente gli atti vandalici, gli accessi abusivi e la creazione di mini-discariche che, nonostante i periodici controlli messi in atto, rischiano di deturpare e depauperare  questo patrimonio. Non a caso, proprio per porre fine a questa incresciosa situazione abbiamo già previsto di realizzare nei locali dell’ex-caserma Minervio la nuova sede dei vigili urbani: i lavori sono in corso e si prevede il completamento degli stessi entro l’estate del 2012”.
La presenza di un presidio fisso dei vigili urbani oltre ad aumentare il controllo in questa area avrà anche una funzione deterrente nei confronti di coloro che, periodicamente,  entrano abusivamente per trovarvi un ricovero improvvisato  oppure per danneggiare le emergenze artistiche, come ad esempio,  l’affresco dello Spagna sfregiato da ignoti almeno quattro anni fa.  È una situazione nota all’amministrazione comunale che, con una certa frequenza, dispone di far murare porte o finestre, far richiudere cancelli arbitrariamente e ripetutamente aperti da ignoti nonché di allontanare coloro che bivaccano all’interno. Insomma, nei limiti del possibile,  si è cercato di intervenire per impedire  quanto più possibile il degrado, l’incuria, l’abbandono e gli atti vandalici.
Ma l’amministrazione comunale ha fatto e sta facendo molto di più pensando al recupero totale del complesso monumentale dell’Anfiteatro: negli anni passati l’area è stata messa in sicurezza dal punto di vista strutturale con un intervento di 1 milione e 600 mila euro grazie ai finanziamenti della Regione Umbria legati al sisma del 1997.  Inoltre è  stato inviato alla Regione Umbria anche il progetto definitivo per il recupero del monastero della Stella che prevede lavori per circa 25 milioni di euro e attende di essere finanziato. Mentre all’interno del PUC è stato finanziato con 1 milione e 200mila euro il completamento della Chiesa di S. Stefano e Tommaso i cui lavori sono iniziati in questi giorni.
Contemporaneamente si sta pensando anche alla destinazione futura e alla gestione degli spazi: se in  un primo momento si era pensato ad attività formative rivolte al recupero dei beni culturali  le attuali difficoltà nel reperimento di fondi a livello nazionale hanno spinto l’amministrazione comunale a valutare, insieme alla Provincia di Perugia, la possibilità di realizzare nel complesso monumentale dell’Anfiteatro un polo scolastico che ricomprenda tutti gli istituti superiori la cui gestione è legata all’ente provinciale.

 

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