Ex Cementir, Paparelli "Subito la convocazione del tavolo al Mise, Governo sblocchi grandi opere" - Tuttoggi

Ex Cementir, Paparelli “Subito la convocazione del tavolo al Mise, Governo sblocchi grandi opere”

Sara Fratepietro

Ex Cementir, Paparelli “Subito la convocazione del tavolo al Mise, Governo sblocchi grandi opere”

Incontro tra l'assessore regionale e i lavoratori ex Cementir, fuori dall'azienda il presidio dei Comunisti. Attenzione bipartisan da parte degli schieramenti politici locali
Sab, 09/03/2019 - 11:35

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Subito la convocazione del tavolo ministeriale sulla situazione della Italcementi e sullo stabilimento ex Cementir di Spoleto in vendita e poi l’appello al Governo a sbloccare le grandi opere.  E’ quello che chiede il vicepresidente della Regione Umbria con delega allo sviluppo economico Fabio Paparelli, sabato mattina a Spoleto (accompagnato da alcuni esponenti cittadini del Pd) per incontrare lavoratori e sindacati delle cementerie di Sant’Angelo in Mercole, per le quali è stata annunciata la vendita da parte di Cemitaly (gruppo Italcementi) dopo poco più di un anno dall’acquisizione della Cementir.

Oltre ad una nutrita rappresentanza di dipendenti, a Sant’Angelo in Mercole stamattina erano presenti anche i consiglieri comunali Ilaria Frascarelli (Spoleto Popolare) e Roberto Settimi (Alleanza Civica), mentre fuori dai cancelli era in corso anche un presidio promosso dal Partito comunista.

La solidarietà ai lavoratori, d’altronde, è bipartisan, come stanno dimostrando i numerosi interventi politici in questi giorni da parte di tutti gli schieramenti, mentre gli assessori Francesco Flavoni e Maria Rita Zengoni ed i consiglieri comunali della Lega hanno incontrato i dipendenti del cementificio cittadino nei giorni scorsi.

“Siamo preoccupati – ha spiegato l’assessore regionale Paparelli – per il futuro occupazionale di questo sito, lunedì manderemo la lettera affinché il ministero riconvochi il tavolo che si è interrotto nel novembre scorso, con l’obiettivo da un lato di chiedere il mantenimento degli impegni che furono alla base della cessione ad Italcementi, che prevedevano che nei 3 anni di closing rimanesse invariata la forza lavoro, e poi per chiedere, dall’altro lato, di seguire questa vicenda relativa alla cessione. Ma alla base di tutto questo c’è un tema: c’è una crisi produttiva del settore del cemento, dovuto al fatto che in questo Paese le grandi opere sono bloccate, a partire dalla Tav per finire alle opere relative al terremoto”.

A rischio ci sono oltre 100 posti di lavoro tra diretti ed indiretti: 81 sono i dipendenti di Cemitaly a Sant’Angelo in Mercole, ora dirottati sulla newco Spoleto Cementi realizzata in vista della vendita dello stabilimento; poi ci sono una trentina di lavoratori del consorzio degli autotrasportatori. Ma nel conto vanno aggiunti anche i dipendenti della cava, quelli della mensa e di altre società di servizi che ruotano attorno alle cementerie.

“È inutile nascondere – ha osservato il vicepresidente della Giunta regionale al termine dell’incontro spoletino – che siamo estremamente preoccupati. La Cementir nel mese di settembre 2016 aprì una procedura di mobilità per 21 lavoratori nello stabilimento di Spoleto. La vicenda fu allora seguita dall’unità di crisi della Regione unitamente al Comune di Spoleto e si concluse con un accordo che prevedeva la esternalizzazione di una parte delle attività ad altra società ed il conseguente passaggio ad essa di parte dei lavoratori. Attualmente il sito occupa 84 lavoratori. Nel corso del 2017 la Italcementi, che il 1 luglio 2016 è stata acquisita dalla Hidelberg Cement, ha iniziato un percorso per l’acquisizione della Cementir; l’operazione consisteva nell’acquisizione del controllo esclusivo di Cementir da parte di Italcementi. L’operazione è stata accompagnata da un obbligo di non sollecitazione all’allontanamento delle maestranze per i tre anni successivi al closing. Obbligo ed impegni di cui chiediamo con forza il rispetto”.

 “Negli incontri avuti al Ministero dello sviluppo economico, da ultimo, nell’aprile e nel novembre 2018 – ha detto ancora Paparelli -, Italcementi ha rappresentato una situazione di crisi del settore per cui, in Italia, a fronte di una capacità produttiva di cemento installata, di 50 milioni di tonnellate/anno, vi è stata, per il 2018, una capacità di assorbimento del mercato di 18,5 milioni di tonnellate, con una previsione di ulteriore riduzione del 2,7% nel 2019. Nel  corso di questi incontri, e anche in altre occasioni di confronto, mai ha rappresentato criticità specifiche relative al sito di Spoleto. In questo quadro di crisi, abbiamo appreso che il 28 febbraio scorso, l’azienda ha comunicato alle Organizzazioni sindacali, ‘l’intenzione di realizzare il trasferimento alla società Spoleto Cementi s.r.l. del ramo di azienda costituito dalle attività di produzione e vendita cementi svolte presso lo stabilimento di Spoleto’. Praticamente si tratterebbe di un veicolo societario utile allo scorporo ed alla cessione del sito”.

“Considerato che, a questo punto, non vi sono certezze né sul futuro, né sulle ripercussioni che riguarderebbero il sito spoletino – ha continuato il vicepresidente – chiediamo una immediata convocazione al MISE di tutte le parti interessate, dove ribadiremo la necessità degli impegni assunti da Italcementi, ma anche lo sblocco delle grandi opere che tiene in scacco un intero comparto, al punto che i sindacati, cui va il nostro sostegno, hanno previsto per il 15 una manifestazione nazionale. La nostra certezza è che la Cementir, come tantissime altre imprese italiane, sia vittima della crisi che investe il settore, causata essenzialmente dal blocco delle grandi opere e dei cantieri su tutto il territorio nazionale. Per questo chiediamo alle forze politiche che compongono il Governo nazionale, invece di continuare a fare inutili passerelle sulla pelle dei lavoratori, un cambio di rotta immediato sulla politica riguardante le grandi e piccole opere, a partire dalla Tav, ed un provvedimento, a favore delle imprese e dei cittadini, che snellisca tutte le procedure burocratiche che rallentano ed ostacolano la ricostruzione nei territori colpiti dal terremoto del 2016, in analogia con quanto previsto nel Decreto approvato per il crollo del ponte Morandi a Genova. Nel contesto dato -la Regione è disponibile a mettere in campo tutti gli strumenti di cui dispone per garantire ai lavoratori ed alle famiglie reddito e futuro”.

A manifestare la solidarietà ai lavoratori sono stati negli ultimi giorni la maggior parte delle forze politiche locali: il Partito democratico, il Partito comunista, Rifondazione, Spoleto Popolare, Alleanza Civica, la Lega. Perfino il Movimento 5 stelle è intervenuto con una nota solidale, lo stesso schieramento che aveva fatto discutere nelle scorse settimane – e fatto inferocire lavoratori e sindacati – per aver presentato un esposto in Procura gettando pesanti ombre sull’ex Cementir (qui gli articoli).

Nei giorni scorsi, invece, come detto, ad incontrare una rappresentanza di lavoratori erano stati il gruppo consiliare e gli assessori della Lega Spoleto.  “Durante la riunione –  spiegano i rappresentanti locali del Carroccio – sono state illustrate dalle maestranze le cause che hanno portato l’azienda allo stato attuale e puntualizzati gli avvenimenti degli ultimi giorni, sfociati nello stato di agitazione. Da parte nostra abbiamo espresso la massima solidarietà e disponibilità ad occuparci della vicenda. Abbiamo già contattato i vertici nazionali del partito, i nostri consiglieri in Regione e i parlamentari umbri della Lega, affinché il livello di attenzione su tale vertenza sia massimo. Assicuriamo un forte impegno per fare in modo che vengano battute tutte le strade per la salvaguardia occupazionale e quella della funzionalità dell’impianto che negli anni si è distinto nel panorama nazionale per l’eccellenza del prodotto, affinché venga prospettato  anche un futuro rilancio. Faremo la nostra parte – concludono gli esponenti leghisti – fiduciosi del fatto che ci sarà la massima condivisione della problematica in sede di consiglio comunale, da parte di tutto il territorio e la cittadinanza’’.

(aggiornato alle ore 14.15)

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