Eredità da un finto parente e gli svuotano il conto, a Terni la banda della truffa “spider”

Eredità da un finto parente e gli svuotano il conto, a Terni la banda della truffa “spider”

Dodici avvisi di garanzia per l’inchiesta della Procura di Perugia

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In concorso con ignoti ed in concorso tra loro attraverso gli indirizzi di posta elettronica di cittadini italiani e stranieri che ottenevano grazie ad appositi programmi informatici (email spider) inviavano a quelle caselle di posta migliaia di comunicazioni al giorno apparentemente provenienti da istituzioni, banche o professionisti inducendo così gli ignari destinatari in errore.

Li convincevano dell’esistenza di somme di denaro lasciate in eredità da parte di sconosciuti ed inesistenti parenti anche inviando copie di atti falsi per convincere le vittime ad aprire un apposito conto online al fine di ricevere le consistenti somme promesse e di versarvi nel frattempo un minimo deposito per rendere l’operazione fattibile. tale deposito veniva poi posto nella disponibilità del sodalizio criminale.

Per architettare questo piano era presente una “mente informatica” in continuo contatto con il vertice dell’organizzazione. A lui restava l’incarico di approfondir” i contatti, anche per via telefonica, con le vittime pescate nel web. Ma il “boss”, così lo chiamavano, era un terzo individuo ancora non identificato e considerato “organizzatore dei soggetti reclutati all’apertura dei conti da utilizzare per la ricezione delle somme provento delle frodi” e per l’immediato ritiro dei contanti, tramite prelievo, dei soldi che venivano versati.

In questa inchiesta della Procura di Perugia, titolare del fascicolo è il pm Massimo Casucci, sono coinvolte a vario titolo 12 persone  a cui nelle scorse ore sono stati recapitati altrettanti avvisi di garanzia. Si tratta per la maggior parte di cittadini stranieri di origine nigeriana ma residenti e dunque con base operativa a Terni. Per la natura dei reati la competenza è passata a Perugia e il magistrato nelle scorse ore ha chiuso le indagini iniziate nel 2015 per reati che sarebbero stati commessi dal 2011 in avanti e che gli inquirenti non escludono possano essere ancora in corso.

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