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Elezioni, l’unico ostacolo tra Fora e la candidatura sono ora i 5 stelle

Redazione

Elezioni, l’unico ostacolo tra Fora e la candidatura sono ora i 5 stelle

Via libera dal Pd, tentato però da un accordo con i grillini | Da sinistra appello alla grande coalizione anti-Lega
mercoledì, 21/08/2019 - 08:40

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Elezioni, l’unico ostacolo tra Fora e la candidatura sono ora i 5 stelle

Il mutato quadro politico nazionale, con Matteo Salvini che si è ritrovato all’angolo fuori dal governo, dà forza ai pontieri che da sinistra, da settimane, stanno cercando un dialogo con il Movimento 5 stelle per fermare l’avanzata della Lega.

Il Partito democratico, dall’eco del braccio di ferro romano tra renziani e la Segreteria Zingaretti, apre, pur con cautela, ad un’intesa col Movimento 5 stelle. Se ne è parlato anche nel vertice tra il commissario Walter Verini, Marina Sereni (membra della Segreteria nazionale) ed alcuni consiglieri comunali uscenti. Un incontro nel quale è stato dato il via libera al sostegno al movimento civico del presidente di Confcooperative Umbria, Andrea Fora, prospettiva sulla quale gli stessi Verini e Sereni lavorano da settimane, con l’ok di Zingaretti. Nella convinzione che per quanto accaduto con l’inchiesta Sanitopoli, ma non solo, un candidato del Pd non sia presentabile. Con buona pace di quanti, dentro il partito, non ci stanno ad essere additati come dei paria.

Ma in quella riunione si è parlato anche di una possibile intesa con il Movimento 5 stelle, seguendo gli sviluppi di quello scenario che sembra delinearsi a livello nazionale, con la linea renziana dell’intesa che, da quanto visto nel dibattito in Senato, è prevalsa su quella del segretario Nicola Zingaretti, che invocava le elezioni subito. Ma proprio un’eventuale accordo con i pentastellati (anche se la base umbra nicchia) potrebbe rimettere in discussione la candidatura di Andrea Fora. Anche se i 5 stelle appaiono ancora in alto mare nell’individuare una loro candidatura, con l’ipotesi più accreditata che resta quella della consigliera regionale uscente Maria Grazia Carbonari.

Che altrimenti, potrà già contare sull’appoggio del Pd, degli altri partiti di centrosinistra uniti in una sorta di federazione, del suo movimento civico e di una lista di ispirazione cattolica, per pescare voti tra i moderati di centrodestra, con il sostegno di alcuni romiziani perugini. Resta da vedere cosa faranno i civici dell’Umbria dei Territori, che sabato si riuniranno a Todi nella loro costituente.

Un’ampia coalizione, che vada dai civici al Movimento 5 stelle passando per il Pd, è quella prospettata anche a sinistra dai sette firmatari del manifesto programmatico ‘Da sinistra per l’Umbria del futuro’, che organizzano un’assemblea pubblica per giovedì 22 agosto (ore 16) al Park Hotel di Ponte San Giovanni. Il collante è sempre la necessità di fronteggiare, in nome dei “valori solidaristici dell’Umbria”, una destra definita “fascistoide, sessista e xenofoba”.

Un appello alla “sinistra allargata”, nessuno escluso, dal Partito democratico al Movimento 5 stelle, dai verdi a Rifondazione comunista, dai civici al Partito socialista, dai radicali a Liberi e uguali, dai cattolici progressisti al mondo dell’associazionismo. Ma la condizione posta da Nadia Cirulli, Ginevra Comanducci, Fabiano Ortolani, Simone Rondolini, Domenico Santini, Fosco Taccini e Alessandro Venturi è che la coalizione sia completamente rinnovata nelle persone e nei metodi d’azione e che metta tutte le sue componenti sullo stesso piano.

 “Molti hanno già dato la loro adesione e, per ora, nessuno ha detto che non verrà – sottolinea Ortolani –. Con l’assemblea, ufficializzeremo la nostra idea di coalizione di sinistra ampia e proporremo di arricchire il nostro manifesto con il contributo di tutti. Due sono i punti che però metteremo alla base di questo progetto: rigettare e ridiscutere qualsiasi candidatura già avanzata e un rinnovamento totale delle liste elettorali”. Due cardini del progetto che traggono origine proprio dall’analisi impietosa che viene fatta del governo di centro-sinistra della Regione, “una classe politica – ribadisce Ortolani – che non è stata capace di comprendere e riconoscere la gravità della situazione, che non è stata in grado di dare adeguate risposte al declino economico e sociale che ha investito la regione, subendo di fatto le politiche liberiste del governo nazionale e di austerità dell’Unione europea. Un ciclo storico si è concluso e quel modello di centro sinistra è ormai superato. È necessario dare risposte politiche del tutto nuove, inedite e sperimentare nuove soluzioni che sappiano fronteggiare le sfide della globalizzazione tenendo ancora insieme sviluppo, modernizzazione e qualità della vita”. “La partita è ancora tutta da giocare – commenta Cirulli –. Vogliamo recuperare quel vasto mondo di sinistra, ambientalista e civico che non va più a votare e che non ha più punti di riferimento ma che riteniamo sia ancora maggioritario nella regione”.

Nel frattempo, molti obiettivi di governo sono stati già esplicitati sul manifesto ‘Da sinistra per l’Umbria del futuro’ e vedono in prima fila ambiente e lavoro. “Vogliamo dare concretezza alla nostra Costituzione – dice Taccini – così che abbia un riscontro reale nella vita quotidiana delle persone. Cerchiamo di rendere concreta un’utopia”. “Torniamo a ragionare di progetti a medio-lungo termine – aggiunge Venturi –. Di questo abbiamo bisogno, non della politica del giorno dopo”.


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