Ecomostro e riorganizzazione, Mastroforti passa al contrattacco - Tuttoggi

Ecomostro e riorganizzazione, Mastroforti passa al contrattacco

Sara Fratepietro

Ecomostro e riorganizzazione, Mastroforti passa al contrattacco

Il Movimento 5 stelle annuncia lettera all'Ordine degli architetti. Ma il dirigente comunale in una lettera aperta replica alle polemiche e contesta gli attacchi personali
Lun, 01/02/2016 - 16:09

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Da una parte tre dirigenti “declassati” (uno già in passato, due a partire dalla data odierna), dall’altra uno “promosso” pur con una condanna definitiva alle spalle per la nota vicenda dell’ecomostro. Si fa sempre più aspra la polemica sulla riorganizzazione varata dalla Giunta comunale di Spoleto ed in particolare sul decreto del sindaco relativo ai sei dirigenti comunali a tempo indeterminato, tre dei quali (Stefania Nichinonni, Massimo Coccetta e Giuliano Maria Mastroforti) si dovranno dividere 4 diverse aree mentre altrettanti (Vincenzo Russo, Antonella Quondam Girolamo e Angelo Cerquiglini, quest’ultimo comandato in Regione) sono stati assegnati “in staff”, dovranno seguire cioè progetti specifici senza però avere una direzione propria. Una decisione, quella del sindaco Fabrizio Cardarelli e della sua Giunta, assessore al personale Gianmarco Profili in primis, che dovrebbe essere al centro di una conferenza stampa nelle prossime ore.

Mastroforti nel mirino… – Nel mirino soprattutto è finito l’architetto Mastroforti, coinvolto nella vicenda del doppio palazzo della Posterna, giudicato illegittimo con una sentenza definitiva che ha portato alla condanna di 6 persone (a 4 mesi di reclusione, con pena sospesa, per reati cosiddetti contravvenzionali). L’ultima presa di posizione contro di lui è quella del Movimento 5 stelle: la capogruppo comunale Elisa Bassetti ed il senatore Stefano Lucidi hanno infatti annunciato in queste ultime ore la volontà di scrivere una lettera all’Ordine degli architetti affinché valutino eventuali provvedimenti disciplinari verso il dirigente spoletino.

…e lui replica – Il dirigente comunale, però, sembra essersi stancato di tutti questi attacchi personali fatti da chi, tramite lui, vuole colpire la Giunta Cardarelli. Per questo ha scritto una lettera aperta in cui chiarisce varie cose. Tra cui il fatto che il progetto dell’ecomostro nel corso degli anni è stato approvato da 85 diversi soggetti e che lui si è limitato ad applicare un piano attuativo che non è stato mai messo in discussione.

La lettera“Mi chiamo Giuliano Maria Mastroforti e non sono un soggetto politico.  Sono un architetto che da quindici anni lavora presso il Comune di Spoleto come Dirigente del Settore Urbanistica, cercando di fare il proprio mestiere nel modo migliore, ed avendo come unico scopo l’interesse della comunità spoletina, che è quella che mi paga lo stipendio per il mio lavoro. Le uniche associazioni a cui appartengo sono l’Ordine degli Architetti e la Ciclo-Officina di Perugia, un circolo di cicloamatori. Non sono iscritto ad alcun Partito o Sindacato, o ad altre Associazioni, e quindi ciò che esprimo non è frutto di alcun confronto che non sia quello con la mia coscienza ed il mio autonomo convincimento. 

Da giorni sono al centro di un attacco individuale, con nome, cognome e, se qualcuno non avesse ancora capito bene chi sono, anche con foto, e questo da parte di Testate Giornalistiche, Partiti, Sindacati, Gruppi e Movimenti vari che, per combattere una battaglia politica, usano il mio lavoro, il mio nome e la mia immagine per attaccare l’Amministrazione che attualmente governa la città di Spoleto, e che ha adottato recentemente una riorganizzazione della Struttura Dirigenziale Comunale.

La strumentalizzazione della mia figura e del mio ruolo lavorativo, l’unico che mi veda presente in questa città, finalizzata ad un attacco politico – che è lecito se le parti in campo sono soggetti contrapposti, politicamente riconoscibili e definiti – è per me decisamente inaccettabile, moralmente ed eticamente disonesto, ed anche un po’ vigliacco, poiché con tali soggetti non posso avere, in virtù del ruolo che ricopro, nessun tipo di interlocuzione istituzionale, anche perché le persone che scrivono si fanno forti del loro anonimato, annegato nelle espressioni di “direttivi”, “segreterie”, “assemblee” e “gruppi”. Se lo scopo di un martello è quello di battere sull’ incudine, il pezzo di ferro che si usa come mezzo per menare colpi è solo lo strumento per regolare i conti con un contendente, senza però che questo pezzo di ferro possa sottrarsi. Questo è il ruolo che in questo momento mi sento di subire.

Ma parliamo dei fatti. Sono stato condannato per il reato contravvenzionale di abuso edilizio, avendo rilasciato un permesso di costruire in conformità ad un PARU (Piano Attuativo di Ristrutturazione Urbanistica) che il Comune di Spoleto approvò nell’ anno 1998 e che non è mai stato contestato da alcuno nella sua validità. Questo Piano, nell’iter per la sua approvazione, vide allora il concorso, in distinti ruoli, di ottantacinque soggetti – li ho contati – tra Consigli Comunali, Giunte Comunali, Giunte Provinciali, Uffici Regionali, Soprintendenze e Tecnici vari di ASL, ARPA, e VVFF.  Quando nel 2001 iniziai il mio lavoro a Spoleto, trovai, insieme ad altri, questo Piano Attuativo tra gli Strumenti Urbanistici vigenti nel Comune di Spoleto, ed in attesa di attuazione. Nel 2006, anno in cui i proprietari presentarono il progetto del palazzo previsto nel PARU (Piano Attuativo di Ristrutturazione Urbanistica), esso fu oggetto di attenta istruttoria da parte degli Uffici del Settore Urbanistica ed Edilizia, che lo riconobbero pienamente conforme, ed anzi inferiore, in termini urbanistici, a quanto contenuto e prescritto nel Piano stesso.  Corredato di tutti i pareri necessari, incluso quello della Soprintendenza, quel progetto era quindi pienamente legittimato ad ottenere il Permesso di Costruire. Avrei dovuto compiere una omissione di atti d’ufficio, negando tale permesso?  E su quali basi?  Non avevo né il potere né il diritto di verificare la legittimità di quel Piano, che come detto era stato approvato da TUTTI i soggetti che ho richiamato in precedenza. Questo sì, che sarebbe stato un reato contro la Pubblica Amministrazione. La mia non è quindi una vicenda strettamente personale, per cui dieci anni fa decisi autonomamente di compiere un “abuso edilizio “, avvalendomi del mio ruolo, per consentire una illegittimità edilizia, ma una ottemperanza a Strumenti Sovraordinati che lo imponevano, aldilà del soggetto che avrebbe poi firmato l’atto conclusivo. Esistevano inoltre all’epoca due distinti ricorsi dei proprietari avanti al TAR Umbria, che diffidavano il Comune a rilasciare tempestivamente quel Permesso di Costruire. Ho cercato, con gli strumenti giuridici e tecnici a mia disposizione, di far valere le mie ragioni nei vari gradi di giudizio, con alterni riconoscimenti, ma a distanza ormai di dieci anni dall’inizio di questa vicenda l’esito è stato quello che tutti conosciamo.

Non voglio entrare in tecnicismi, ma se le leggi dello Stato Italiano consentiranno in futuro ai proprietari una legittimazione ex-post di quel palazzo, anche la mia condanna contravvenzionale per abuso edilizio sarebbe, ope legis, estinta.  Mi sentirei allora diverso nella mia onestà e coscienza rispetto ad ora?  Recupererei quella dignità ed onorabilità che ora è stata messa in discussione? No, perché quella conclusione sarebbe una ulteriore dimostrazione che la certezza del diritto non è un dato di fatto, ma un obiettivo da ricercare e che non sempre viene raggiunto. 

Io, nel mio lavoro, non ho mai combattuto battaglie politiche o ideologiche, ma ho cercato sempre di rispettare e di far rispettare le leggi che governano l’edilizia, l’urbanistica e la tutela dei beni paesaggistici nel Comune di Spoleto, con – come si dice – “scienza coscienza e conoscenza”. Non voglio peccare di presunzione, ma il confronto che ho da ormai quindici anni con gli organi di governo di questa città, con tecnici, imprenditori e cittadini è facilmente verificabile; certo, questo è null’altro che il mio dovere, ma non può essere cancellato con un colpo di spugna o messo in dubbio per scopi che nulla hanno a che vedere con la mia persona. Per me, l’importante è essere certo che l’Amministrazione Comunale non ha compiuto alcun atto contra legem affidandomi gli incarichi dirigenziali di cui ora ho la responsabilità, e che il rapporto fiduciario nei miei confronti non si è compromesso, come d’altronde era avvenuto con le passate Amministrazioni. Questo è alla fine quello che conta, per un professionista che vive del proprio lavoro e per il quale l’onestà, la competenza e l’ affidabilità sono i patrimoni che ha più cari.

Arch. Giuliano Maria Mastroforti
Dirigente dell’ Area Tecnica del Comune di Spoleto”

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